mercoledì 6 luglio 2016

Svolgimento e Conclusione - #Corso #Scrittura

Glauco Silvestri
Dopo aver parlato dell'incipit, è necessario spendere due parole anche al riguardo delle altre componenti di un romanzo. Ovviamente non è mia intenzione dirvi come scrivere la vostra storia, o come chiuderla, ma è altrettanto ovvio che, alcune dritte su come procedere si possono comunque prendere in esame.

Innanzi tutto affrontiamo la vostra trama. Il processo di scrittura scorre lungo una linea temporale prestabilita. 
Si va dall'inizio alla fine.
Ma non sempre, in effetti, e già ve l'avevo anticipato. Però lo scrittore deve comunque ragionare secondo questa linea logica, altrimenti si finisce per cadere nel caos, e magari produrre uno scritto di difficile comprensione.

Lo Svolgimento.


Il romanzo può essere affrontato in diversi modi:
  • Narrazione lineare. Ciò significa che seguirà gli eventi in modo sequenziale, un po' come avviene nella vita reale, focalizzandosi - di solito - sul personaggio che guida la narrazione. E' uno stile confortevole per il lettore occasionale che non deve scervellarsi per comprendere la vicenda; ed è confortevole anche per un lettore scafato, che magari - ogni tanto - apprezza uno stile narrativo classico, pulito, semplice, e rilassante.
  • Narrazione a episodi sequenziali. E' una sorta di evoluzione del precedente stile. Il tempo scorre ancora in un'unica direzione, però la narrazione si sposta di luogo in luogo, per raccontare singoli eventi che risultano concatenati per qualche motivo. In pratica, di solito, si fa in modo che ogni capitolo sia una sorta di storia a sé stante, connessa con il plot generale in un modo o nell'altro. Funziona bene se esistono più personaggi primari, o se la vicenda da raccontare ha sfaccettature differenti che vanno messe assieme un po' alla volta.
  • Narrazione a episodi non sequenziali. Qui la faccenda si complica. Il tempo non scorre più come ci immaginiamo. Il lettore viene portato da un luogo all'altro, da un tempo all'altro, in base ai desideri dello scrittore. Si sfrutta questa tecnica per tenere nascosti degli indizi, o per mostrare dettagli di un intreccio solo quando l'autore lo desidera. Anche in questo caso, lo stile funziona bene se esistono più personaggi principali, ma può essere sfruttato anche se si ha un solo protagonista - con un po' di attenzione - sfruttando il fatto che oltre a muoversi nello spazio ci si muove anche nel tempo.
  • Narrazione non lineare. E' un modo di raccontare gli eventi di non facile sbroglio. Di sicuro sarete capitati di fronte a romanzi che cominciano dalla fine, e vanno poi a dipanare, lentamente, i vari misteri che si presentano mano a mano che è necessario. In questo momento non mi vengono in mente romanzi realizzati con questo stile, ma se consideriamo anche le sceneggiature, American Beauty è sicuramente un esempio efficace di questo stile. Si parte dalla fine, si torna alle origini della vicenda, per poi fare chiarezza sui punti oscuri di quelle prime scene che solitamente servono a sconvolgere il lettore.

Questi sono i metodi principali, poi sta allo scrittore trovare la giusta sfumatura a lui congeniale. Per citare una autrice che ammiro, Barbara Baraldi è solita, nei suoi romanzi, aprire la vicenda con un evento che pare sconnesso alla linea temporale della trama. Si tratta solitamente di un qualcosa che accade a metà della storia, o magari molto prima che essa abbia inizio, o che addirittura si svolga sul finale. Il resto della narrazione avviene in modo lineare, di solito, o lineare con episodi sequenziali, sempre focalizzata sul personaggio o sui personaggi principali. E durante la lettura il lettore cuoce a fuoco lento perché vuole capire dove debba essere inserito, nella vicenda, il tassello svelato in apertura del romanzo.

Il finale.

Il finale di un romanzo è molto importante, e allo stesso tempo è la componente che spesso viene trattata peggio, anche dagli autori famosi. Capita spesso che, durante la lettura di un romanzo, si sia avvolti da un crescendo sempre più potente, fino ad arrivare alle ultime pagine del romanzo, e poi ritrovarsi a ridosso di una conclusione frettolosa, poco efficace, e in alcuni casi addirittura deludente. King è maestro in questo. Molti suoi romanzi cadono proprio sul finale, come se lo scrittore avesse un limite di battute da rispettare, e che tale limite gli sia imposto solo quando ormai è troppo tardi.

Ma come deve essere fatto un buon finale?
  • La chiusura del cerchio. E' il finale classico in cui ogni situazione aperta durante la stesura viene chiusa con coerenza e professionalità. E' il finale preferito dai lettori perché non lascia dubbi e permette di chiudere il libro serenamente.
  • Il finale aperto. E' un rischio, probabilmente, ma è una tecnica affascinante, perché costringe il lettore a immaginare. E' ovvio che uno zuccherino va dato a chi ha comprato il libro, per cui va chiusa per lo meno la vicenda principale, ma tutte le zone di contorno possono tranquillamente essere lasciate in sospeso. E' anche un modo, in futuro, per poter riprendere il tema senza timori, e offrire ai lettori un seguito, un prequel, o un romanzo correlato alla vicenda principale.
  • Il finale rivelato. Avviene quando lo si usa come apertura del romanzo. In questo caso, come fosse una ragnatela, l'autore dovrà semplicemente ricondurre il lettore al principio della vicenda. Tecnica che a parole sembra semplice, ma non lo è, perché bisogna ragionare al contrario, e alimentare la curiosità del lettore per spingerlo a fare chiarezza su come la storia sia giunta alla conclusione che già conosce.

Questi i metodi più diffusi. Poi sta alla vostra fantasia. 
L'importante è lasciare sufficiente spazio alla chiusura della storia, e preparare per tempo il suo giungere. 
Ricordatevi che un finale affrettato, per quanto ad effetto, lascia sempre l'amaro in bocca... Alla lunga ciò stanca il lettore, che potrebbe abbandonarvi per altri autori, e altre vicende meglio raccontate.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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