venerdì 21 luglio 2017

Life - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
A me Life è piaciuto. Non sarà originalissimo (n.d.r. Ricorda lontanamente Alien), visto che di pellicole di questo tipo se ne sono già viste molte, ma è fatto bene, ha dei buoni interpreti, e per una volta - a parte forse qualche scelta poco oculata (n.d.r. Tipo le torce a ossigeno, che poi sono banali lampade a led e si vede benissimo) - l'horror non è stato costruito sulla stupidità dei personaggi.

La trama è semplice: Una sonda sta arrivando da Marte con un carico di campioni da analizzare. Durante il suo viaggio di ritorno viene investita da piccole meteore, che ne modificano la rotta in modo tale da non riuscire più a rientrare sulla Terra, ma comunque non tanto da non poter tentare di intercettarla con la ISS. E' una operazione pericolosa, ma tutto va per il meglio... E tra i campioni marziani, miracolo dei miracoli, c'è una cellula aliena. E' festa grande, sia sulla Terra, sia sulla ISS, perché questa piccola cellula è la prima testimonianza che non siamo soli nell'Universo, però non bisogna gridarlo a gran voce. Non si sa ancora se questo organismo sia innocuo o meno.
Per quanto la ISS non sia equipaggiata come laboratorio biologico, si stabilisce un sistema di sicurezza - nei limiti del possibile - per evitare contaminazioni sia dell'equipaggio, sia della stazione orbitante, sia della Terra. E se all'inizio tutto sembra andare bene, ecco succedere un banale incidente... Proprio nel laboratorio in cui è contenuto l'esserino (n.d.r. Chiamato Calvin, e in pieno sviluppo). Da quel momento è una escalation di situazioni imprevedibili... Il panico è probabilmente il peggior nemico dell'equipaggio della ISS, che spesso dimentica i problemi di contenimento dell'alieno per tentare di salvare i propri colleghi. Errori, sfortuna, e fato avverso fanno sì che tutto vada storto e...

Due sono le scene più intense di questa pellicola: La prima è quella in cui l'alieno entra nella bocca di uno dei membri dell'equipaggio... Sono stato male io per lui; La seconda è il finale, che ovviamente non posso svelare, ma che è costruito in modo tale in cui tutti possano immaginare una cosa, e invece ne capita un'altra. 
Gli attori fanno bene il loro mestiere e la ricostruzione della ISS è credibile. La CGI è davvero raffinata. Ormai si è raggiunto un buon livello in questo genere di pellicole, e quasi non ha più senso andare a sottolineare questi dettagli. Ovviamente, guardandolo, non si riescono a provare emozioni forti come quelle che si provarono alla prima assoluta di Alien... Oramai siamo troppo scafati in questo genere di cose. Però il film funziona.

Un buon popcorn movie.




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giovedì 20 luglio 2017

Torture Garden - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
Oggi vi voglio parlare di una serie auto-conclusiva firmata da Barbara Baraldi, Rossano Piccioni, Simone Delladio, Sofia Terzo. Torture Garden è composto da tre volumetti (Eccoli: uno, due, tre), è una vicenda drammatica, violenta, tetra, dove la speranza viene calpestata fino all'ultima pagina.

E' la storia di un gruppo di orfani cresciuti in un luogo orribile, costretti a lavorare senza sosta, nutrendosi di scarti, picchiati, umiliati, eccetera eccetera. Ragazzini con un carico di incubi sulle spalle che a fatica sono divenuti adulti, non senza scendere a patti con l'inferno, e comunque incapaci di vivere una vita... normale. Ma il destino è rapace con questi ragazzini, ormai divenuti uomini e donne, perché il passato, oltre a non essere stato seppellito del tutto, è tornato a tormentarli. Travis, che era il più grande di tutti, quello col carattere forte, e l'unico capace di ribellarsi alle angherie della donna che gestiva l'orfanotrofio, oggi è un ex poliziotto allo sbando, ossessionato nella ricerca di un serial killer che... sta uccidendo tutti i suoi compagni di destino. Annie era la più gentile all'orfanotrofio, era forte e gentile, capace di sobbarcarsi del peso altrui per alleviare le paure dei più piccoli. Due caratteri diametralmente opposti che, finita la triste avventura dell'orfanotrofio, non avrebbero più dovuto rivedersi. E invece è proprio il serial killer a riunirli, e a spingerli verso una direzione inaspettata.
E se le indagini finiscono per rivelare che nessuno dei loro compagni ce l'ha veramente fatta a superare il proprio inferno personale, proprio come loro del resto, ciò li conduce contemporaneamente tra le braccia dell'assassino, che ha un piano ben preciso per loro due, e che sembra inarrestabile, e capace di prevedere in anticipo le mosse di Annie e Travis.

Torture Garden è un fumetto, ma è un fumetto che ci racconta una storia legata a fatti realmente accaduti, su cui è basato un romanzo (n.d.r. Il giardino dei Supplizi, anno 1899), e un film (n.d.r. Il giardino delle Torture, anno 1967). La narrazione del fumetto proietta però la vicenda ai giorni nostri, mantenendo la schiettezza, la violenza, l'introspezione, e il dolore dei personaggi. Solide sono le illustrazioni, che mutano di tratto a seconda delle emozioni, della drammaticità degli eventi narrati, e capaci di incutere emozione autentica a chi sta leggendo la storia. E' difatti perfetta la rappresentazione del dolore, che sia fisico, che sia psicologico.
Potente è la costruzione dei personaggi, che per quanto abbiano tratti distintivi evidenti, mai si mostrano bidimensionali e funzionali alla storia.  Annie è una donna forte, priva di dubbi, dal coraggio indubbio. Travis non è da meno, ma il suo spirito è ormai schiacciato dal peso di quanto ha dovuto sopportare nella sua dura vita di... Condottiero? Ragazzini cresciuti troppo in fretta, con una visione del giusto e sbagliato distorta, con l'animo fragile, in pena, e incapace di indossare persino una corazza leggera. Sono tutti sopravvissuti, orfani, e prede facili per il mondo. Ma allo stesso tempo sono anche predatori, di sentimenti sicuramente, ma anche di sangue e sofferenza.

Non è sicuramente un fumetto per tutti. E' esplicito, adulto, rabbioso, potente, ma anche macabro, e ricco di violenza. Non ha veli, ne freni, ne morale. Del resto la storia che racconta non ha neppure essa veli, freni, e morale.

Mi è piaciuto, molto, ma non è adatto alle persone sensibili.




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mercoledì 19 luglio 2017

Alla scoperta dei segreti perduti di Bologna - #Libro #Recensione

Glauco Silvestri
La storia di Bologna è affascinante, e non finisce mai di stupire. Per quanto la maggior parte delle persone che la attraversano per turismo, e sfortunatamente anche molti che ci abitano, ignorino quanta storia sia passata attraverso le mura di questa città, le pubblicazioni al riguardo sono numerosissime, e ognuna di esse dedicata a qualche dettaglio della vasta storia della città, perché a mettere tutto assieme ci vorrebbe una enciclopedia. Il fatto è che Bologna, oggi come in passato, è un crocevia fondamentale per il passaggio tra il Sud Italia e il Nord Italia.
Ho parecchi libri che parlano di Bologna, da testi un po' più seri, a testi più divulgativi, e persino uno che racconta la storia della città ai bambini. Barbara Baraldi ha dedicato molto tempo alla storia di Bologna, tempo e studio che sono confluiti in tre pubblicazioni successive. Quella di cui vi parlo oggi, ovvero Alla scoperta dei segreti perduti di Bologna, e poi quest'altra, di cui vi ho parlato diverso tempo fa e, anche questa, che non ho ancora letto.

Il libro prende spunto dai 'sette segreti' di Bologna per viaggiare nel tempo, e raccontare delle signorie bolognesi, dei papi che la governarono, di quelli che furono cacciati, e di quelli che furono amati. Ci racconta storie di fantasmi, e storie di crimine. Ci fa passeggiare per le vie della città mostrandoci lati meno conosciuti, riscoprendo i canali che per secoli hanno reso ricca e florida la bella Bologna, nonché delle Torri, oggi decimate, e alcune ben nascoste, dentro altre torri, o nelle corti di palazzi nobiliari, o ancora accorpate con altri palazzi storici. E ovviamente si parla del Nettuno, della famosa diatriba con il 'Nettuno' di Firenze. Non può mancare la storia delle varie porte cittadine, con accenni persino ai fattacci della Secchia Rapita. Si va da un passato remoto ai giorni nostri, compresa la strage del 2 Agosto, i moti studenteschi degli anni settanta, l'attentato al Duce, e... Non vorrete mica che vi racconti tutto, no?

Libro interessante, semplice da affrontare, di lettura veloce. Ogni argomento è coperto da due o tre pagine, ben riassunto, con precise indicazioni sulla topografia cittadina, e che non annoia mai. E' un testo da portare con sé, da consultare visitando la città, anche leggendolo per argomenti, e non seguendo l'ordine numerico dei capitoli. Una bella lettura per il turista, ma anche per il bolognese che vuole scoprire qualcosa di più della sua città, ma che non ha voglia di 'studiare'.

Brava Barbara. Un'ottima guida, un bel libro da leggere.




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martedì 18 luglio 2017

Aroma di Lampone

Glauco Silvestri
Se leggete «aroma naturale di lampone» non significa che quell’aroma è stato ricavato da un lampone, ma semplicemente che deriva da qualcosa di non sintetico, come il mais.

Il dilemma dell'onnivoro (Gli Adelphi) (Italian Edition) (Pollan, Michael)



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