giovedì 19 ottobre 2017

Whiplash - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ma è un film di musica o una pellicola ispirata a Full Metal Jacket

Whiplash racconta la storia di Andrew, che studia batteria Jazz nella più prestigiosa scuola musicale di New York. E' il suo primo anno e viene notato immediatamente dal migliore insegnante dell'istituto. Viene scelto per la sua orchestra, e torturato, messo sotto pressione, portato sul baratro, pur di ottenere i risultati voluti dal suo mentore... Finché un trombettista famoso, uscito dalla medesima scuola e in preda a una forte depressione, si uccide. E ovviamente i genitori incolpano il suo insegnante di quanto è successo... Andrew sarà quindi messo in mezzo, e convinto a testimoniare sui metodi poco ortodossi dell'insegnante.

Tre Oscar, una buona interpretazione, e della buona musica sono sufficienti a fare un bel film? 
Di sicuro il film si guarda volentieri, appassiona, e tiene incollati allo schermo. Ottime le interpretazioni, discreta la fotografia, e la regia è piuttosto convenzionale. Anche la trama è un qualcosa di già visto in altre situazioni.
Stona persino la citazione 'Palla di Lardo' che immediatamente proietta il pensiero al film di Kubrik, perché il rapporto studente-professore non è poi così distante da quello recluta-sergente che abbiamo visto nell'altro film. Tutti i personaggi, a parte ovviamente Andrew e il professore, sono bidimensionali e incapaci di creare una certa alchimia con lo spettatore, persino Nicole, la ragazza con cui Andrew esce per qualche tempo.

Non so. Ci sono molti elementi positivi, e altrettanti elementi che non convincono. Voi l'avete visto? Che ne pensate?


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mercoledì 18 ottobre 2017

Alla Deriva - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Sull'onda di Open Water (n.d.r. Di cui ho già parlato), qualche tempo dopo, ai Cinema, comparve Alla Deriva. Anche questo film è ispirato a fatti accaduti realmente, ma in questo caso la regia ha abbandonato lo stile docufilm per produrre una vera pellicola di tensione, tutta ambientata in mezzo al mare e...

Diciamo che doveva essere una festa. Un gruppo di amici si ritrova dopo tanti anni per festeggiare il compleanno di uno di loro, e già che ci sono per inaugurare lo yacht acquistato da Dan facendo una crociera ai tropici. Tutto sembra andare per il meglio durante la navigazione, finché a qualcuno viene l'idea di fare il bagno. Tra loro ci sono anche James e Amy, e la loro figlioletta neonata. Tralasciando i dettagli, quando tutti si trovano in mare, si accorgono che nessuno ha abbassato la scaletta... e di conseguenza è pressoché impossibile risalire a bordo.
Panico, crampi, disperazione, tentativi inutili di risalire, incidenti... Niente squali, ma non è necessario. Un po' alla volta i ragazzi finiscono per annegare. Impossibile chiedere aiuto, impossibile farsi notare, impossibile ricevere soccorsi. Si salverà qualcuno? Tenete conto che la piccola di James e Amy, Sara, è rimasta a bordo da sola...

Film di tensione che non sfrutta di sicuro gli effetti speciali per ottenere ciò che desidera. Qui è proprio il disagio, la situazione surreale, la disperazione umana, a fungere da motore dell'intera vicenda. Funziona bene... O meglio, oggi forse è meno efficace di un tempo, visto che ormai si sono già visti parecchi film di questo tipo, ma è bello andare indietro nel tempo e ripescare le origini di questo nuovo filone, perché - a mio parere - sono più genuini.



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martedì 17 ottobre 2017

Immersi nell'800 - #Fotografia #Reportage

Glauco Silvestri
Com'era la vita nel 1800? Ovviamente non è possibile rispondere per esperienza diretta, solo i libri di storia ci possono raccontare come si viveva in un passato ormai remoto come quello che vorrei affrontare oggi, però ci sono occasioni - non dico uniche, ma quasi - in cui, con un po' di fantasia, si può immaginare di essere proiettati in quell'epoca, e assistere da spettatori a un qualcosa che altrimenti non potremmo mai immaginare.

La settimana scorsa ho potuto assaporare scorci del 1800 semplicemente andando a visitare il Parco Sigurtà, ove aveva luogo una rievocazione storica, con tanto di sfilata picnic in carrozza, donne e uomini in costume, e... be' le foto parlano da sole.

Goodbye

Camminare tra i prati immensi del Sigurtà è una delle esperienze più piacevoli che io abbia mai avuto, ed è per questo che ci torno spesso, ma in quest'ultima occasione c'era proprio da meravigliarsi, perché oltre ai soliti visitatori del nostro secolo, sui prati era possibile osservare coppie in costume dell'ottocento, gruppi che chiacchieravano amabilmente tra loro, balli d'epoca, e giochi di società, il tutto - quasi - come se loro fossero gli unici presenti, senza turisti, senza fotocamere puntate su di loro (quasi...).

In Calesse

E' stata un'ottima occasione per giocare con il bianco e nero, ovviamente, ma anche per immortalare colori sgargianti, e abiti che oggi nessuno indossa più, neppure per le grandi occasioni.

Damigelle

Essere al Sigurtà in questa occasione è stato come tornare indietro nel tempo. Camminavo e scattavo foto in mezzo a uomini in alta uniforme, a damigelle dal sorriso innocente, a nobili con bastone e bombetta. Il tutto accadeva con la più grande naturalezza.

In Festa

Giochi d'altri tempi

Momenti d'amore

Picnic al parco

E bisogna dire che gli abiti, ma anche la gioia raccolta in questi momenti, si proiettava in sorrisi che illuminavano a giorno il volto di tutti i partecipanti alla manifestazione.

Smile

Smile

Un'esperienza davvero incredibile, ve lo devo proprio sottolineare, specie quando ho potuto ammirare dame e gentiluomini nelle loro danze sui prati perfetti del parco.

Ballo Felice

Hand to hand

E che dire dei giovani in cerca di angoli appartati per esprimere i propri sentimenti?

La coppia

Love is...

E se anche ho voluto romanzare un pochino queste immagini, per raccontare un evento fuori dal comune, non posso fare a meno di invitarvi a seguire la pagina degli eventi del Parco Sigurtà, per poter assistere con i vostri occhi, il prossimo anno, a un'esperienza davvero diversa e piacevole.

In Gruppo

E non posso evitare di invitarvi a cliccare qui, su Flickr, per poter vedere l'intero set di immagini che ho voluto pubblicare per questo piccolo reportage, sperando - ovviamente - che vi abbia incuriosito, e soprattutto che vi sia piaciuto.



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E già, il padre spirituale degli animalisti mangiava carne.

Glauco Silvestri
La «vita felice seguita da una morte pietosa» era il principio con cui Jeremy Bentham giustificava il suo carnivorismo. E già, il padre spirituale degli animalisti mangiava carne. In un brano poco citato, egli difende le sue scelte su questa base: «È meglio per noi, e non è peggio per loro ... La morte per mano nostra è in genere, e potrebbe esserlo sempre, più veloce e meno dolorosa di quella cui andrebbero incontro se la natura facesse il suo inevitabile corso».

Il dilemma dell'onnivoro (Gli Adelphi) (Italian Edition) (Pollan, Michael)


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