mercoledì 2 settembre 2015

Jpeg o Raw? - #Corso #Fotografia

Glauco Silvestri
La maggior parte delle macchine fotografiche, oggi, è in grado di salvare le fotografie scattate in due formati differenti: il Jpeg e il Raw. Non esiste fotografo professionista degno di questo appellativo che non consigli di utilizzare il formato Raw, ed è giusto che sia così, perché i due formati sono molto differenti tra loro, soprattutto quando si parla di qualità, e ancora di più quando si parla di fedeltà dell'immagine scattata.
Molti di voi sapranno già tutto al riguardo, ma credo sia giusto offrire una breve infarinata su questi due formati, e poi approfondire nel dettaglio pregi e difetti di ognuno di essi.

JPEG è l'acronimo di Joint Photographic Experts Group, ovvero il nome di un comitato ISO/CCITT che ha definito il primo standard internazionale di compressione dell'immagine digitale a tono continuo, sia a livelli di grigio che a colori. 
La tecnica che si nasconde dietro a questo acronimo è basata su due algoritmi molto complessi che permettono di ottenere un'immagine accettabile seppur riducendone le dimensioni in modo significativo. I due algoritmi sono molto diversi tra loro, per quanto abbiano lo stesso scopo. 
Il primo, detto 'lossy', consente la perdita di informazioni rispetto all'immagine reale. Il secondo, detto 'lossless', è predittivo e permette di ridurre le dimensioni del file senza perdere informazioni. 
Oltre a ciò, l'immagine può essere compressa, così da migliorare ancora di più la riduzione delle dimensioni del file. Ovviamente il primo dei due metodi permette di ottenere file di dimensioni veramente contenute.
Il vantaggio di scattare le immagini in formato JPEG è che le immagini possono essere stampate, trasmesse o salvate senza alcuna ulteriore elaborazione. Lo svantaggio è che non è possibile ritoccare più di tanto l'immagine una volta che viene scattata.
RAW non è né una abbreviazione, né un termine tecnico. Significa semplicemente "non elaborato". I dati Raw derivano dai milioni di pixel che compongono il sensore della fotocamera. Ciascun pixel è fotosensibile e risponde alla luce generando una piccola corrente elettrica. Il valore di ciascuna corrente generata viene convertito in formato digitale e trascritto nel file Raw. 
Il formato RAW, praticamente, racchiude esattamente ciò che ha visto il sensore.
I file di tipo RAW, per via della loro natura, occupano molto spazio in confronto a un JPEG. Questo è garanzia di qualità dell'immagine. 
Il vantaggio di scattare le immagini in formato RAW è che queste saranno fedeli a ciò che ha visto il sensore. Lo svantaggio è che queste immagini dovranno essere necessariamente elaborate al computer prima di ottenere un file che possa essere stampato e/o trasmesso.
Per di più il formato Raw non è standard, e dipende strettamente dal sensore montato sulla macchina fotografica in vostro possesso. Non a caso i costruttori di macchine fotografiche forniscono in bundle con la macchina un software in grado di poter lavorare con i files Raw prodotti dalla macchina stessa.
Il file RAW permette di compiere molte decisioni relative allo scatto quando già lo scatto è avvenuto.
L'elaborazione al computer del file Raw permette un assoluto controllo sulla foto che è stata scattata, e permette di ottenere l'immagine desiderata senza temere di perdere l'attimo. Cosa che invece può accadere con il formato Jpeg, visto che quest'ultimo non permette un controllo altrettanto raffinato sull'immagine prodotta, e di conseguenza, impone che lo scatto sia pensato attentamente quando ci si trova col dito sul pulsante della fotocamera.
Le fotocamere Reflex offrono diverse opzioni di salvataggio delle immagini. 
Qui di seguito potete osservare il menù della mia Canon EOS700D.

Sono presenti sei livelli per il formato Jpeg. Due ad alta qualità (uno compresso e l'altro no), due di media qualità (uno compresso e l'altro no), e due a bassa qualità (uno compresso e l'altro no).
Questi sei livelli possono essere abbinati al formato Raw, ovvero la fotocamera offre la possibilità di salvare l'immagine sia in Jpeg, sia in Raw.  Questa opzione può essere interessante nel caso si abbia necessità di avere velocemente dei provini da stampare, o visualizzare, per poi decidere su quali file Raw dedicare il proprio tempo per l'elaborazione al computer.
Infine, ovviamente, la fotocamera offre la possibilità di scattare nella sola modalità Raw.

Come affermavo all'inizio, la maggioranza dei fotografi suggerisce di scattare le immagini in formato Raw. La potenzialità di questo formato è evidente, e mai esisterà un Jpeg in grado di eguagliare un file Raw. Di contro il file Raw pretende un impegno maggiore, e soprattutto molto tempo da trascorrere al computer piuttosto che a scattare foto.

A titolo personale, però, io prediligo il Jpeg. Il divertimento che traggo dallo scattare foto sta proprio nell'avere padronanza della macchina fotografica, di ottenere la foto che desidero pensandola al momento dello scatto... Proprio come facevo al tempo della pellicola. Non amo l'elaborazione al computer proprio per questo motivo, e difatti - pur non potendone fare a meno al 100% - solitamente mi limito a effettuare al computer solamente alcune correzioni basilari, cose che si sarebbero potute fare in camera oscura nel caso avessi usato la pellicola. 
Il formato Raw è una aberrazione di questo principio; è come se, ai tempi della pellicola, il fotografo avesse potuto andare ad agire direttamente sulla chimica del rullino prima di scattare la foto. Il formato Raw è in antitesi con i miei stimoli, col modo di fare fotografia, soprattutto con ciò che mi piace della fotografia. Mi rendo conto delle sue potenzialità, ma non fanno per me.

E' quindi importante fare un esame di coscienza per capire esattamente cosa si cerca nella fotografia, così poi da decidere quale sia il formato ideale da usare. Se si cerca la foto perfetta, allora consiglio il Raw. Se si cerca un legame con la macchina fotografica, con l'atto di scattare la foto, allora il Jpeg è il formato ideale.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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