mercoledì 5 agosto 2015

Impugnare la Macchina Fotografica - #Corso #Fotografia

Glauco Silvestri
Voi non ci crederete, sia quando sono in viaggio, sia quando esco per fare fotografie, sia nella mia città, spesso mi capita di incrociare persone che fanno foto tenendo la macchina fotografica in modi, come dire per non offendere nessuno, piuttosto creativi. Vi dirò che osservare i turisti, o i fotoamatori di primo pelo, mentre impugnano una reflex può essere particolarmente divertente... Ma non voglio offendere nessuno, s'intenda, anzi... Sto scrivendo queste poche righe proprio per infondere un po' di consapevolezza su quello che è un assioma inviolabile:

Quando si scatta una foto, la macchina fotografica deve essere ferma il più possibile.

Non è un caso che nel manuale di istruzioni della vostra reflex è presente nelle prime pagine un capitolo relativo alla postura corretta per lo scatto di una fotografia. Per fare un esempio, quello che compare qui sotto è quello della mia reflex.


Leggiamolo insieme. 
La mano destra deve afferrare la macchina fotografica nell'impugnatura. Essa deve sostenere il peso del corpo macchina, regolare le impostazioni attraverso la ghiera posta vicina al pulsante di scatto, e ovviamente premere il pulsante di scatto. La mano sinistra deve sorreggere l'obiettivo, e regolare la lunghezza focale nel caso si stia usando uno zoom. 
Questo ovviamente non basta. 
Dobbiamo essere sicuri che la macchina fotografica sia perfettamente ferma anche nel momento in cui scattiamo. E' per questo che i gomiti devono appoggiarsi al torace. Ciò impedisce l'eventuale micro-movimento causato dalla pressione del pulsante scatto. E non è finita qui. Il corpo deve essere in perfetto equilibrio. Per cui anche le gambe, e soprattutto i piedi, devono essere disposti in modo che il baricentro del corpo sia il più stabile possibile, così che esso non oscilli involontariamente a causa di una posizione eretta precaria. I piedi non dovranno essere paralleli tra loro. Uno dovrà stare leggermente avanzato rispetto all'altro, così come appare in fotografia.
Vi sembrerà strano, ma dopo aver provato a mettersi in quella posizione un paio di volte, vi verrà sempre naturale, e non dovrete neppure più pensarci.

A tutto ciò va aggiunto un piccolo dettaglio:

Trattenete il respiro al momento dello scatto.

Avendo le braccia appoggiate al torace, il semplice inspirare ed espirare va a muovere la fotocamera senza che ve ne accorgiate. Trattenendo il respiro (n.d.r. non vi preoccupate, di solito uno scatto dura qualche millesimo di secondo, non dovrete rimanere in apnea a lungo) si evita il rischio di ottenere una foto mossa.

E' tutto? No! Bisogna tenere conto anche del tipo di fotografia che stiamo scattando. Se le condizioni di luce sono ottimali, il tempo di scatto è sicuramente molto veloce, per cui la postura sopra indicata va più che bene. Se invece siamo in condizione di luce scarsa, allora ci troveremo di fronte a un piccolo problema: 
La scarsità di luce impone tempi di scatto più lunghi. Ciò implica che dovremo rimanere immobili per tempi più lunghi, e allo stesso tempo che la macchina fotografica sarà più sensibile al micro-mosso.
In quei casi bisognerebbe affidarsi a un cavalletto. Se non se ne ha uno a portata di mano, c'è sempre la possibilità di appoggiare la macchina fotografica su qualcosa di immobile, tipo un muretto, un tavolo, una sedia... Qualunque cosa. Se non si ha nulla di adeguato per la situazione, allora dovremo essere noi a trovare un punto d'appoggio. Tenendo la macchina fotografica come descritto sopra, potremo migliorare la nostra 'immobilità' appoggiandoci a una parete, o a un palo, o un albero. Ciò aiuterà il nostro corpo a sostenere la macchina per il tempo necessario ad avere una foto ben fatta. 

Nota a Margine: La EOS700D possiede una modalità di 'scatto creativo' dedicato alle scene notturne senza l'uso del treppiede (n.d.r. Impostazione 'Scatto Notturno Manuale'). In questo caso la macchina esegue quattro scatti consecutivi e li fonde tra loro per rendere meno evidenti le vibrazioni. E' ovvio che questa funzione cerca solo di ovviare al problema... rimane sempre valido quanto scritto sopra: una postura stabile, appoggiarsi a una superficie, trattenere il respiro, e cliccare.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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