mercoledì 29 luglio 2015

La giusta Inquadratura (parte 3) - #Corso #Fotografia

Glauco Silvestri
Eccoci giunti all'ultima parte dell'articolo dedicato a come ottenere la giusta inquadratura. L'argomento che ancora non è stato affrontato è quello dedicato alla luce. 
La luce è l'elemento fondamentale della fotografia.
Non è un caso la parola fotografia abbia origine da due parole greche, ovvero foto (phos) e grafia (graphis). Letteralmente: fotografia significa scrivere (grafia) con la luce (foto). Di conseguenza, quando ci apprestiamo a scattare una foto, dobbiamo focalizzare tutta la nostra attenzione alla luce.
Il soggetto deve essere ben illuminato. 
Ma cosa si intende esattamente per bene illuminato? L'idea è quella che abbia la giusta luce su di sé. Esso non deve essere solamente visibile, deve anche apparire piacevole alla vista. Una luce adeguata è essenziale affinché si riesca a scattare la foto, ma una giusta illuminazione può creare immagini più interessanti, colorate, e dare rilievo a ciò che vogliamo fotografare.

Prima di scattare una foto, è quindi necessario osservare attentamente il nostro soggetto, girarci attorno... è un concetto che ho già espresso e che temo ripeterò spesso. Non è detto che la luce frontale sia la migliore, spesso una illuminazione laterale dà maggiore fascino all’immagine. E' il caso della foto qui a fianco. La luce colpisce il fiore dal lato sinistro della foto, questo fa sì che il soggetto primeggi su tutto ciò che lo contorna.
E' importante che lo sfondo, gli oggetti di contorno, e addirittura quelli che stanno davanti al nostro soggetto, non vadano a distrarre l'osservatore. Questi possono essere utili per condurre lo sguardo verso ciò che vogliamo, ma non devono assolutamente far dimenticare a chi guarda la foto che il soggetto è il fiore.
Studiare la luce è importante anche per mettere in risalto i dettagli che caratterizzano il soggetto. 
A volte è preferibile una giornata coperta, nuvolosa, piuttosto che un cielo azzurro perfetto, con un sole giallo e brillante in cielo. E' risaputo infatti che la luce del sole è molto forte, che produce ombre dure capaci di rovinare il ritratto di un bel viso. La luce soft di una giornata nuvolosa è di tutt'altro avviso, è più calda e avvolgente, e gioca delicatamente con i volti. La foto qui a fianco permette di identificare i lineamenti del soggetto solo perché il suo volto è protetto da un cappello. Il chiaro-scuro che si genera sviluppa una foto interessante, con il giusto contrasto tra l'illuminazione di una giornata pressoché estiva, e i dettagli di un soggetto che ha scelto il nero per rappresentare sé stesso.
Fortunatamente le macchine fotografiche offrono diversi strumenti per poter dominare la luce. 
Abbiamo già visto come concentrare la luce dove vogliamo operando col diaframma. Scegliere una profondità di campo circoscritta ci permette di illuminare come si deve il soggetto, e sfumare ciò che gli sta davanti, e ciò che gli sta dietro. Un effetto simile lo si può ottenere anche col teleobiettivo, visto che per natura si tratta di ottiche capaci di raccogliere meno luce rispetto ai grandangolo.

Nel caso di una foto controsole, quando il soggetto non è distante dalla fotocamera, possiamo sfruttare il flash montato a bordo per evitare che questo risulti in ombra. Effetti analoghi, ma più in larga scala, si possono ottenere sfruttando la funzione HDR, se la fotocamera lo prevede. Nel manuale della mia EOS700D è descritta addirittura una funzione apposita.

Si possono inoltre utilizzare sorgenti esterne - meglio se indirette - come avviene nella foto qui a fianco. 
Il parroco è completamente in ombra. La luce della piccola lampada al suo fianco è proiettata sul piccolo tavolo da lavoro, e di conseguenza riflessa sul volto dell'uomo. l'effetto è interessante, e la foto trasmette un senso mistico che si accompagna bene con l'abito talare. L'inquadratura diagonale dona un certo dinamismo all'immagine, e l'insieme risulta davvero gradevole.
La luce riflessa è preferibile a quella diretta.
Conviene evitare di scattare una foto a chi è illuminato direttamente. A parte il fatto che il soggetto, se vivo, può esserne disturbato al punto da fare delle smorfie durante lo scatto, una illuminazione laterale, od ottenuta per riflessione, produce un risultato più dolce, capace di avvolgere meglio le superfici, e mantiene visibili i tratti distintivi del soggetto che si vuole riprodurre in fotografia. 

A volte bastano piccoli trucchi per ottenere quanto desiderato. Un telo bianco ai piedi del soggetto, una parete chiara posta sul fianco di ciò che vogliamo fotografare... Sta al fotografo identificare la sorgente luminosa più confacente allo scopo che desidera ottenere. 

Se poi, proprio non si ha nulla per poter dominare la luce, allora è possibile aggirare il problema sfruttandola a proprio vantaggio, come nella foto qui a fianco, dove non potendo illuminare la palafitta come desideravo, ho preferito mostrarne solo la silhouette, facendo sì che fosse il cielo a dare colore all'immagine, e non il soggetto.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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