venerdì 11 agosto 2017

The Lobster - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
La trama di The Lobster mi aveva incuriosito, ma il film non mi ha soddisfatto granché. Tutto è ambientato in un universo alternativo al nostro, dove la vita da 'single' non è accettata assolutamente. Essere single è considerato un reato, una patologia da curare, un male da estirpare. Per questo, quando un 'single' viene identificato dalle autorità, è subito trasferito in un 'hotel', dove si trova obbligato ad iniziare una relazione entro 45 giorni. Se si fallisce, si può scegliere tra venire tramutati in un animale di propria scelta, o di essere liberati nei boschi, e cacciati (n.d.r. Nel senso di caccia come attività venatoria) dagli altri occupanti dell'hotel. Ogni preda portata a casa concede ai cacciatori dei giorni in più per trovare la propria metà.
David è uno di questi ospiti dell'hotel. Giunto lì dopo la morte di sua moglie, con il cane che un tempo era stato suo fratello, sceglie, nel caso in cui non riesca a trovare una nuova compagna, di essere tramutato in una aragosta (n.d.r. Lobster in inglese). 
Dopo un primo periodo in cui David cerca di seguire le regole dell'hotel, si fa degli amici, e trova persino una compagna, tutto va a rotoli e decide di fuggire grazie all'aiuto di una inserviente.
Nella fuga incontra un gruppo di 'single' che vive nei boschi. Il gruppo è guidato da una donna altrettanto spietata quanto la direttrice dell'hotel. E se nell'hotel David era costretto a trovarsi una compagna, in questo caso era vietatissimo anche solo provarci. David accetta di vivere con questo gruppo, e per un certo periodo si trova anche bene, finché incontra una giovane donna, di cui si innamora. Paradossalmente ora non può dimostrare i propri sentimenti per questa donna, tra l'altro ricambiati, e ciò lo mette di nuovo in una situazione pericolosa, da cui prima o poi dovrà fuggire nuovamente.

Regia greca, se ho capito bene; script asettico e surreale. I dialoghi sono freddi, impersonali, destrutturati. Il ritmo della narrazione è scandito da una colonna sonora che per certi versi ricorda i rintocchi di un pendolo. E' un film davvero difficile da affrontare, da apprezzare, da amare. Ha elementi interessanti, ovvio, e il contrasto tra gli assoluti di una società che rifiuta le persone sole, e di un gruppo di fuggitivi che con altrettanto rigore rifiutano le coppie, è forse l'elemento più curioso dell'intera pellicola. Per il resto è tutto molto sospeso nell'aria, e il finale è astratto, e forse ancor più surreale dell'intera trama della pellicola.

Bravo Colin Farrell, e brava Rachel Weisz, così come anche le altre figure che si muovono all'interno di questa vicenda. Però il film ha un ché di nebuloso, e non cattura come dovrebbe. Si rimane spettatori, si riflette, non si crea empatia con i personaggi. Per me manca qualcosa.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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