lunedì 7 agosto 2017

Lo scultore - #Fumetto #Recensione

Glauco Silvestri
Lo Scultore mi ha commosso, e lo ha fatto nonostante abbia una trama prevedibile, per nulla originale, e affronti temi importanti pur rimanendone sempre in superficie.

Mi è piaciuto? Si, molto. E mi spiace che in 500 pagine di graphic novel non abbia però raggiunto la profondità che forse avrebbe potuto toccare con un piccolo sforzo in più. Ma va bene così, perché non si può pretendere sempre "il messaggio", o "la denuncia", o persino "la rivelazione". E' una buona storia, ben disegnata, che sa toccare le emozioni di chi legge, e questo basta, io credo.

Ma di cosa parla? David è uno scultore caduto in disgrazia. E' bravissimo, ma ha un carattere burbero e incapace di trattenere i propri pensieri, per quanto giusti, di fronte agli interlocutori. E' per questo motivo che ha perso il suo curatore, parlandone male in pubblico, e che non ha più trovato nessuno che volesse investire nel suo lavoro.
David è ormai alla frutta, disperato, quasi dedito più all'alcol che alla sua carriera artistica, e sta spendendo gli ultimi centesimi in alcolici quando incontra un suo vecchio zio. Lo zio lo rincuora, gli da coraggio, gli offre persino un paio di prospettive sicure per la sua vita: Quella dell'artista per passione, con un normale lavoro, con una moglie, dei figli, un cane, una casa con giardino... Una bella vita insomma; oppure quella dell'artista di successo, il fenomeno del secolo, ma con soli duecento giorni di vita davanti a sé. E' a quel punto che David ricorda che l'ultima volta che aveva visto suo zio era... A un funerale. L'uomo davanti a sé non è un uomo, bensì è la Morte, che per motivi eccezionali decide di offrire un'opportunità al ragazzo.
David, solo al mondo, senza più amici, sceglie la seconda opportunità. Duecento giorni di vita, il successo come artista, e la soddisfazione del proprio ego. E la Morte accetta il patto, gli concede persino il dono di manipolare la materia con le proprie mani, senza strumenti, così che in quei 200 giorni il ragazzo possa lavorare molto più velocemente.
E se sue opere nascono velocissime, ma non vengono comunque apprezzate, perché seppur belle, non hanno un tema, e non vengono proposte nel modo corretto. I giorni passano, David incontra persino l'amore della sua vita, e un vecchio amico gli propone l'occasione di esporre i suoi lavori nella sua galleria, sempre che sappia convincerlo, perché ci sono altri due artisti che ambiscono alla medesima esposizione.

Occasioni sprecate, emozioni incontrollabili, passioni, personaggi problematici, gli incomprensibili meccanismi del mondo dell'arte, il denaro, la carità, l'arte stessa... Sono tantissimi gli ingredienti di questo romanzo a fumetti. E' una fusione ben costruita di fantasia e realtà, ove le occasioni vengono perdute, lasciate, o rifiutate per motivi di orgoglio, di cecità, o di incapacità di piegare la propria morale alle esigenze del momento. E' vita vera, ed è anche una rappresentazione di passioni assolute, e vere. Un fumetto capace di costruire qualcosa se lo si legge con lo sguardo di chi ha provato a mettersi in gioco nel mondo dell'arte, e si è accorto di trovare sempre e solamente vicoli ciechi. Funziona bene, per tutti quanti, anche se - come ho già anticipato - gli manca quel quid per toccare l'anima del lettore che non ha vissuto sulla propria pelle l'esperienza dell'artista che cerca una propria strada. Questi ultimi si sentiranno toccati dentro nel leggere questa storia, e chissà... Magari qualcuno di loro avrebbe suggellato il medesimo patto per vedere coronate le proprie passioni.

Un bel fumetto.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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