venerdì 25 marzo 2016

Meglio ladro che fotografo - #Libro #Recensione

Glauco Silvestri

Ma chi è Ando Gilardi? E' un fotografo, ovviamente, con un bel pedigree sulle spalle, e con una grande cultura, nonché una grande propensione al dialogo, e al dibattito. Non a caso questo libretto è pensato come un dialogo tra il fotografo e una sua giovane discepola. Due generazioni al confronto, tra chi ha visto nascere la fotografia, e l'ha vista mutare fino a raggiungere il digitale, e chi invece si è avvicinata al mondo delle foto solo di recente, col digitale.
Il libro è una sorgente su cui riflettere, soprattutto al riguardo della fotografia stessa, che per anni è sempre stata al servizio dell'arte, della cronaca, della documentazione, e raramente è stata considerata con convinzione vera e propria arte. E difatti lo stesso Gilardi afferma in queste pagine che è col digitale che la fotografia ha potuto emanciparsi a vera e propria forma d'arte, perché non più schiava dell'istantaneità, e aperta al fotoritocco, e soprattutto all'elaborazione dell'immagine immortalata.
Il libro non approfondisce mai i concetti espressi, essendo un dialogo minimo tra 'vecchio' e 'giovane', la fretta di quest'ultimo spesso impedisce all'altro di scavare nei meandri della sua esperienza, e di conseguenza si salta tra un input e l'altro, lasciando poi al lettore - e io immagino ciò sia voluto - di approfondire.
Lo dice lo stesso Gilardi. L'arte è - per certi versi - copiare. Un bravo artista è in grado di produrre opere che richiamino quanto gli artisti del passato hanno dato all'arte stessa, un grande artista è in grado, pur partendo dallo stesso background, di farlo suo, e di plasmarlo a suo piacimento, producendo qualcosa di nuovo, sviluppando qualcosa di personale, e proprio. E così questo libro va inteso. Come un pungolo che dovrebbe spingere il fotografo - amatore in primis - ad acquisire tecniche e occhio dei grandi fotografi a cui si ispira, a farle proprie, e a mutarle verso qualcosa che possa esprimere la sua personalità, e creare qualcosa di nuovo, di diverso. Per fare ciò il testo non fa altro che dare punti di riflessione, che il lettore si trova costretto ad approfondire autonomamente, facendo crescere una propria visione del concetto, e sviluppando una propria opinione sull'argomento.

Libro quindi di un certo spessore, per quanto sottile, che accompagna la lettura anche affrontando la vita del fotografo e della fotografia, usando un linguaggio forbito, e allo stesso tempo non privo di humor. Si legge velocemente, e allo stesso tempo si legge lentamente, perché si tratta di un testo su cui riflettere, non da leggere e riporre in libreria.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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