domenica 8 novembre 2015

Adamo (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
L'auto corre a fari spenti.
Il nastro bruno della Raticosa si arrampica serpentino avvolgendo il colle con il viscido asfalto notturno. Il motore ruggisce. La radio spenta. La mano rapidamente scala i rapporti e costringe i cavalli della vettura a gridare per lo sforzo. Lo sguardo è fisso nel vuoto. 
Il cielo plumbeo, privo di stelle, è stato abbandonato anche dalla pallida Luna. Una notte estiva fuori dal comune. I pensieri si avvolgono, si stringono in un abbraccio che pare essere l'ultimo di questa vita. I ricordi bussano alle porte dell'ipotalamo. Il cervello non apre. Il cuore spia di nascosto.
I denti stretti. 
Le labbra serrate. 
La gola secca. 
Il cuore non batte più un colpo. 
Il sangue scorre di sua iniziativa, attraversa arterie irrigidite dalla sofferenza, gorgoglia facendo rimbalzare detriti mai deposti. Trasporta veleno, globuli rossi, rabbia e frustrazione. Vene tagliate di netto arrossano fasce un tempo candide. 
I piedi si alternano sui pedali. Una sterzata brusca verso il vuoto, quindi la controsterzata, l'auto che si intraversa, il pedale schiacciato a fondo, i pneumatici che mordono il terreno. Il tornante è passato, il rettilineo è futuro. 
L'auto prosegue, urla, si dispera. 
La strumentazione illumina tenue un volto serio e aggrottato. A governare il mezzo non è la ragione; è il sentimento. Un abbraccio mai ricevuto, un bacio rubato e volato via, un pensiero che tormenta l'anima e inchioda il cervello.
Pelle chiara, occhi castani, capelli brizzolati dal tempo. 
Jeans e maglietta. Un paio di tennis che governano i pedali dell'auto con scatti nervosi. 
Sul lato del passeggero, un arma di piccolo calibro giace distrattamente, riversa sul tappetino macchiato di sangue. Il suo sangue, il suo spirito, entrambi giacciono al suolo intrisi di polvere da sparo.
Una frenata brusca, il volante che orbita attorno alle mani rapide dell'uomo, il cambio di rotta a seguito di un vento bizzarro. La randa si gonfia, tronfia e obesa, del vento mattutino. Il mezzo sobbalza, frange i flutti e taglia come un rasoio le acque della notte.
Un campanaccio segna l'ora. Oltrepassa l'abitacolo, colpisce i timpani e li costringe a vibrare. Una disattenzione, un calo di potenza, una indecisione. Poi l'immagine, il ricordo, per un solo istante, rinvigorisce di fronte al paraurti e conduce il timoniere alla realtà; e di nuovo il motore ruggisce di disperazione. 
Poche curve, la vetta è prossima, poi l'altro mondo, oltre il confine, dove il Sole brucia l'orizzonte col suo nascere. 
La lavagna si cancella con un colpo di spugna. L'aria fresca colpisce il capello sudato. Un gesto disperato scala un rapporto, il mezzo sobbalza, vira furibondo, aggira la boa che svetta in cima al mondo, oltrepassa il limite. Il baratro si presenta di fronte agl'occhi dell'anima perduta. Il sorriso si dipinge macabro sul volto dell'uomo. Il piede calpesta violentemente l'amico acceleratore. L'urlo di dolore si tramuta in velocità; in fondo, un guardrail sorride con i suoi denti cariati. 
Le mani lasciano il timone. La rotta è stabilita. La palla rossa di fuoco appare lontana, sembra volerlo accogliere come la fornace di un inceneritore. 
L'ultimo balzo. 
Il vuoto. 
Il soffiare del vento. 
Il silenzio. 
Il rosso vivace delle fiamme avvolge il metallo, il corpo, l'anima. Il demonio accoglie la sofferenza, dissipa i dolori del corpo, ammanetta i tormenti dell'anima. 
Poi di nuovo... 
Il silenzio.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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