domenica 13 settembre 2015

Abbandonate la Terra! (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
Anno 2120, Settembre. 
 
Respiro affannato. Il cuore che corre impazzito. Un ufficiale della marina non dovrebbe provare emozioni di questo genere se non in condizioni di stress fuori dalla norma. Eppure l’ammiraglio Ford è costretto a controllare la propria emotività mentre attende davanti a una semplice porta chiusa. Al di là della porta non si nasconde alcun nemico. Tutt’altro. 
Il vociare dei bambini riesce a oltrepassare la debole barriera di metallo che lo protegge. 
Schiamazzi pieni di gioia, innocenti grida divertite, rumori sordi e debole scalpitare di giovani gambe inarrestabili. Ventidue giovani anime ancora inconsapevoli di ciò che capita loro attorno. 
Poi, senza preavviso, il silenzio. 
La porta che si apre lentamente; è sospinta da una mano affusolata, femminile. La signorina Hammond fa un delicato cenno con la testa, i capelli castani le scivolano davanti agl’occhi e coprono il sorriso gentile tipico di una insegnante delle elementari. 
«Bambini?», apostrofa l’insegnante per calmare i suoi studenti. Non c’è bisogno d’altro. Le creature si dispongono tutte quante, con ordine, al proprio posto. Le sedie graffiano il pavimento. Brevi gridolini si assopiscono lentamente «Questo è l’ammiraglio Ford, comandante in capo della flotta». 
Gli occhi ammirati dei bambini si fissano magneticamente sul corpo possente dell’ufficiale. Il fascino della divisa, i riconoscimenti, le medaglie, i fregi, il volto severo segnato da una vita rigorosa ha catturato la loro attenzione. 
«Salutate il signor ammiraglio, bambini». 
«Buongiorno signor ammiraglio». 
«Buongiorno ragazzi». Affrontare quei ragazzi appare a Ford più pericoloso di molte missioni superate nella sua giovinezza. 
«L’ammiraglio è venuto qui, oggi, per raccontarci le origini della flotta. Avete studiato i capitoli sull’esodo, vero ragazzi?». 
«Sì». La risposta erompe di nuovo in un coro di voci bianche. Un bambino alza la mano e guarda con trepidazione il volto dell’ammiraglio. 
Ford si volta verso la maestra e questa lo introduce «Hai una domanda, Marco?». 
Il bambino annuisce. Ha la carnagione chiarissima, in contrasto con i capelli neri come la pece sparati verso l’alto. Annuisce di nuovo, poi fa un cenno negativo. Infine trova il coraggio per parlare «Mio nonno Giorgio ha lavorato alla costruzione della Roma». 
“Italiano”, riflette Ford, la Roma è una delle migliori navi della flotta. Gli italiani hanno sempre avuto una grande tradizione di cantieristica navale «Devi essere orgoglioso di tuo nonno - risponde - Lo sai che la Roma è una delle navi costantemente in posizione d’avanguardia?». 
Marco annuisce. Un suo compagno approfitta del silenzio e alza la mano «Jason?», la signorina Hammond appare capace di dominare quelle piccole creature. 
«Cosa vuol dire avanguarda?». 
«Avanguardia? - lo corregge automaticamente l’ammiraglio - significa che sta davanti a tutte le altre navi per proteggerle dalle possibili aggressioni, o dai pericoli nascosti». 
Scende un silenzio imbarazzante. 
Una bambina, capelli rossi raccolti in due buffe trecce, il viso rotondo ricoperto di efelidi, alza la mano, però non attende il permesso di parlare dalla maestra «Mio papà è morto mentre volava...», la sua voce è spezzata dal dolore. Ford si rende conto di quanto fragile sia la loro gioia infantile «Come ti chiami, piccina?». 
«Janet». 
«E di cognome?». 
La bambina esita. 
«Rispondi alla domanda, Janet». La bambina annuisce. Passano alcuni secondi. Lei deglutisce, poi risponde «Rousseau». 
 


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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