venerdì 24 luglio 2015

La Rosa di Fuoco

Glauco Silvestri
Domenica faceva caldo a Ferrara, molto caldo, quasi come se il calore provenisse direttamente da Palazzo dei Diamanti, ove era ospitata la mostra La Rosa di Fuoco... In stanze refrigerate al punto da far venire capogiri a chiunque tentasse di entrare dal bollore estivo esterno al palazzo.

Una ricostruzione artistica della Sagrada Familia
Il 19 di questo mese era l'ultimo giorno disponibile per andarla a visitare. Barcellona era al centro della mostra, e il periodo storico preso in esame è quello di fine ottocento, e i primi del novecento. Barcellona aveva ospitato l'Expò (ehm, l'Esposizione Internazionale) del 1888. I nomi che fungono da richiamo sono Gaudì e Picasso, che per una volta non sono solo esche, ma anche presenze interessanti.
Una bozza della Sagrada Familia
Del noto architetto troviamo una sala interamente a lui dedicata, con una costruzione centrale da osservare attraverso uno specchio, che ci mostra l'idea che l'artista sviluppò per progettare la Sagrada Famìlia.
Questa costruzione è circondata fotografie, e opere pittoriche, dedicate ad altri lavori famosi di Gaudi. Non manca un breve filmato, una carrellata di immagini, ove è possibile studiare da vicino ogni edificio, ogni dettaglio, ogni costruzione originale.

Picasso è più presente. Si mostra sin dall'inizio, per poi comparire di tanto in tanto nelle varie sale del palazzo, raccontandoci i suoi periodi artistici, se non anche emotivi, e allo stesso tempo l'evolversi dell'arte spagnola in questa città che molto aveva da spartire con Parigi, per lo meno dal punto di vista artistico.
Ciò che spicca, comunque, sono i quadri dei Modernisti, uno stile che richiama il Realismo, ma che lo propone in una visione moderna, concentrata sul ceto medio, istruito, e non solo. Una forma d'arte che non teme di mostrare il brutto di una società in pieno fermento. Capace di ritrarre donne còlte, e colte mentre leggono un saggio, o si riposano su un divano dopo una lunga lettura. Una forma d'arte che però ce le mostra anche quando soffrono per via della morfina, o in attimi di vita quotidiana, mentre prendono un tè, o attendono che il proprio uomo rientri a casa dopo la giornata di lavoro.

Non si dimentica neppure la 'Settimana Tragica' che, nel 1909, placò il fermento artistico e rivoluzionario di Barcellona. Un gesto violento, a cui seguì una crisi inimmaginabile, dovuta alle sconfitte, alla perdita di colonie dall'altro lato dell'oceano, e a una ricaduta brusca su una realtà triste e carica di sofferenza. Sofferenza che viene riprodotta da tutti gli artisti di quel periodo, che paiono dimenticare improvvisamente le scene, per certi versi bucoliche e moderne, che sino a pochi anni prima focalizzavano tutta la loro attenzione.
I nomi più interessanti, a mio parere, sono Casas, Rusinol e Camarasa. Non sono gli unici ad affiancare i due altisonanti richiami della mostra, ma di sicuro quelli che propongono le opere che più si avvicinano al mio gusto. Il richiamo alla Belle Epoque parigina, al mondo bohémien, è evidente, non per questo meno efficace. Hanno fascino anche le locandine, tutte dipinte da artisti dell'epoca, molto coinvolgenti, graficamente attraenti, e interessanti.
Non mancano fotografie e cartoline della Barcellona nei giorni della 'Settimana Tragica'.

In conclusione, una mostra interessante, diversa dal solito, dove ho scoperto artisti a me completamente ignoti prima di domenica scorsa.

Qui di seguito una breve video introduttiva della mostra:







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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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