giovedì 14 maggio 2015

Captain America - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Vi dirò che, a mio modesto parere, il cinema si sta affollando un po' troppo di eroi Marvel e DC Comics. Sono un po' stanco e ormai gli argomenti son triti e ritriti. Il cinema action-scifi-fantasy sta diventando un fumetto a puntate senza fine, e ciò mi annoia perché, o stai sempre sul pezzo, o finisce che perdi qualche pezzo in giro e finisci per non capirci più nulla.

Ecco Captain America è uno di quei tasselli che avevo perso - parlo del mondo Avenger - sia al cinema, che alla tele. E' un personaggio di quelli che proprio non mi ha mai detto nulla. Fa parte della cultura americana, tutta basata sul bianco e nero, o sei eroe, o sei cattivo. Non a caso il mondo è pieno di eroi americani, e di uomini di altri paesi che fanno il loro dovere. Va be', polemica gratuita che va off-topic. Visto però che negli Avengers c'è questo tizio a strisce bianche rosse e blu, e che i film sugli Avengers li fa Joss Whedon, che idolatro sin dai tempi di Buffy e Firefly (devo recuperare Dollhouse, non sono riuscito a seguirlo bene quando lo diedero alla tele), mi son detto di scoprire di più su questo personaggio.

Ed eccomi qui col primo film dell'eroe americano per antonomasia.

E' il 1941, il mondo è lacerato dalla Seconda Guerra Mondiale. La Germania sembra inarrestabile, anche grazie alle scoperte scientifiche del reparto di ricerche tedesco conosciuto come Idra. Negli States si cercano volontari per combattere. Steve Rogers vorrebbe arruolarsi, e fa di tutto per farlo, ma non riesce perché troppo gracile. E nonostante il suo migliore amico, Barry, già sottufficiale, tenti di farlo desistere, il ragazzo trova una via per riuscire nei suoi intenti. Il suo cuore impavido lo spinge ad accettare di diventare cavia per la creazione di un super-soldato... e gli esperimenti riescono. Steve diventa un uomo nuovo, col metabolismo 4 volte più veloce di una persona normale, più forte, veloce, alto, muscoloso, pressoché invulnerabile, ma... Invece che mandarlo a combattere, diventa l'uomo simbolo per finanziare la campagna di guerra. A causa di un attentato dell'Idra nel laboratorio segreto USA - che porta alla morte dello scienziato e alla perdita di tutti i dati relativi all'esperimento - Steve Rogers è l'unico super soldato americano, e paradossalmente ciò lo mette in una situazione in cui non lo si può perdere in battaglia, per lo meno finché non si sia ritrovata la formula segreta per crearne altri.
Ma lo sappiamo come vanno le cose, no? E' difficile tenere un soldato lontano dalla guerra, e in breve Steve Rogers diventa Captain America, e soprattutto diventa la spina nel fianco dell'Idra, i cui progetti vanno ben al di là dei sogni di conquista di Hitler.

Film interessante. Ben costruito. I personaggi sono piattini, stanno dentro lo stereotipo dei loro ruoli e sembrano sagomati a posta per un fumetto. Sono poco... Tridimensionali. Ciò non toglie che la pellicola diverta e sia fatta dannatamente bene. Effetti speciali, costumi, show, angoli divertenti, angoli drammatici (no, quelli non riescono granché!), e un papà Stark che sembra la fotocopia di Tony. Si guarda bene, ci si diverte nel guardarlo. Non ci si affeziona al personaggio, no. Però non è così grave perché la trama è complessa e tiene catturati fino alla fine del film senza annoiare. Promosso quindi... Ma sarei curioso di scoprire se in America ha suscitato emozioni forti, risvegliato il patriottismo, o semplicemente, fatto venire i lacrimoni... In fondo Captain America è il loro eroe nazionale, no?



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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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