lunedì 9 marzo 2015

#Smartwatch

Glauco Silvestri
Anno 2015. E' iniziata la guerra degli Smartwatch. Tra poco Apple presenterà ufficialmente il suo AppleWatch, che poi arriverà in Europa attorno ad Aprile. Pebble ha rilanciato con il suo Time, una versione evoluta del vecchio Pebble, sempre in due versioni, una di plastica e una metallica, e con il display e-ink a colori. La Motorola è già sul mercato col suo 360, LG ha fatto altrettanto, Samsung pure, e via così... Citate un nome dell'alta tecnologia, e questo vi presenterà il suo Smartwatch.

Io, vi ricordate, ho comprato un Pebble qualche tempo fa. Ne ho pure parlato in questo post, cos'era, il 24 ottobre dell'anno scorso? Sì.

Ne ero entusiasta.

L'ho portato al polso ogni giorno, sempre. Mi dava le notifiche, mi segnalava quando il telefono squillava (ed era utilissimo se mi trovavo lontano dal telefono), fungeva remote control per il player musicale del cellulare, aveva la bussola, contava i passi e controllava la mia attività sportiva, aveva le sveglie, varie app utili (Paypal, navigatore, eccetera eccetera)... E al contrario di tutti i gingilli citati prima, la batteria durava una settimana intera. Ero felice come un bimbo la notte di Natale.

Però... Lo ammetto! E' da un paio di mesi che il Pebble è chiuso in un cassetto. 

No, non si è rotto. No... Mi son rotto io. Dai, non strabuzzate gli occhi così. Mi son davvero rotto io. Era un continuo vibrare e notificare. 
  • Sveglia? Vibrazione.
  • Mail? Vibrazione.
  • Sms? Vibrazione.
  • Whatsapp? Vibrazione.
  • Notifica da un qualunque social che seguo? Vibrazione, vibrazione, vibrazione.
  • Alzati e fai un po' di moto (allert che avevo impostato visto che faccio un lavoro sedentario)? Vibrazione.
  • Telefonata? Vibrazione.
Qualunque cosa accadesse, lo smartwatch me la segnalava prontamente. Ed è giusto così, è uno dei suoi compiti, e forse uno dei principali. Però... Che stress! Avete mai contato il numero di eventi che vi capitano in una giornata? Quante notifiche vi segnala il cellulare durante il giorno? Io non l'avevo mai fatto.
Ho provato a filtrare le notifiche, scegliere quali erano fondamentali, e quali inutili. Lavoro che difatti sull'iPhone è davvero semplice da compiere. Ma se disattivo le notifiche, alla fine...

A cosa mi serviva uno smartwatch al polso?

Bella domanda, eh? Rimanevano le app di fitness, e altre funzioni secondarie che avrò usato un paio di volte in tutto. E se avevo scelto il Pebble dopo aver abbandonato Fitbit per la sua politica riguardante Apple Salute, devo però ammettere che tale scelta è comunque stata un compromesso tra ciò che mi serviva (strumenti di ausilio al fitness) e ciò che volevo provare dal vivo (uno smartwatch).
Quando si scende a compromessi, è inevitabile, non si finisce per essere mai del tutto soddisfatti.

E' per questo che il Pebble è finito nel cassetto. 
Mi stressava. Era, per certi versi, troppo efficente.

Non ero più io a decidere quando controllare i miei device, ma loro che mi dicevano quando controllarli.

Così non poteva durare, e difatti non è durata.

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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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