sabato 14 marzo 2015

Dylan Dog - #Films #Recensioni

Glauco Silvestri
Sì, sì, sì... Lo so che questo film ha poco da spartire col noto fumetto bonelliano. Del resto sono stato un lettore assiduo del fumetto fino al numero 142, poi ho mollato il colpo perché aveva perso quel quid che lo rendeva differente... Già, quel quid che col numero 100 poteva davvero chiudere un ciclo. E difatti ho voluto ricordarlo così, ho dato via i 42 numeri successivi, e mi son tenuto la saga da 1 a 100, dove il numero 100 è davvero un gran-finale, e chi ha letto Dylan sin dagli esordi lo sa!

Ma torniamo a bomba e parliamo di Dylan Dog. Un film che è stato martoriato sin da prima della sua nascita. Non si poteva usare un maggiolone giallo perché si sarebbero violati i diritti cinematografici di Herbie. Non ci poteva essere Groucho perché ovviamente è un richiamo a un noto comico e anche lì si violava qualche diritto. Non si poteva girare a Londra per motivi di costo. Per cui cosa ne è rimasto? Un discreto film di vampiri e licantropi, con qualche bella ragazzotta, il bel faccino tenebroso - ma plastico - di Brandon Routh (Che non è il Rupert Everett a cui si ispira il personaggio bonelliano, ma ci può stare, non stona), e una trama divertente e scanzonata. Per cui dimentichiamo di essere puristi, e godiamoci la pellicola. E facciamo pure finta che non sia mai stato fatto neppure Della Morte Dell'amore, ok?

New Orleans. Dylan Dog è un investigatore dell'incubo in pensione. Lo è da quando i vampiri gli hanno ucciso la sua Morgana... E ha fatto una strage violando ogni regola di neutralità. Già! Narra la legenda che per evitare che la guerra tra mannari e vampiri devastasse la Terra, si facesse una sorta di tregua, e che un umano avrebbe fatto da ago della bilancia per sistemare chi cercava di fare il furbo... Ovviamente questo umano era ed è Dylan. Ora però si è messo a fare l'investigatore privato 'tradizionale'. Ha un assistente un po' goffo e un po' no, di nome Marcus, e vive nella sua diciamo pacifica disperazione per aver perso la donna della sua vita. Solo che scompare un cimelio dalla casa di un vecchio commerciante d'arte. Il cimelio contiene il sangue di un demone, e i vampiri ambiscono ad averlo, per risvegliare il mostro, e scatenare l'inferno. Dylan investiga sulla morte del commerciante, non sapendo del cimelio, perché convinto dalla avvenente figlia della vittima. Comprende subito che nel delitto è coinvolto un mannaro. E anche... un giovane vampiro... 

Tanta carne al fuoco. Il film ondeggia tra commedia e film del terrore. La parte investigativa è ben costruita, così come la New Orleans demoniaca. Carina l'idea del mercato della carne, e i camei con gli zombie sono utili a distendere la tensione. A mio parere è ben costruito il lato mannari, mentre i vampiri son sempre un po' troppo uguali a loro stessi, e non mi hanno convinto un granché. Poco efficace l'interpretazione della bionda Anita Briem. Ha un ruolo da doppiogiochista in questo film e non riesce a nasconderlo poi così bene. Deve - ovvio - dimostrarsi interessata a certe informazioni carpite seguendo Dylan nella sua investigazione, ma lo fa in modo troppo innaturale, poco spontaneo. E' un peccato perché in altri momenti del film invece convince. Su Routh mi sono già espresso. E' il classico attore moderno Hollywoodiano. Un paio di espressioni in toto, belloccio e con un fisico perfetto. Un po' fumetto un po' no. Non trasmette empatia. Ma regge il film tutto da solo, e in un modo o nell'altro ce la fa.

Nel complesso si guarda volentieri, è divertente, ci si distrae dalla quotidianità. Non è un capolavoro, e no, non è Dylan Dog. Pazienza. Comunque, una volta messo il cuore in pace, ci si diverte a guardarlo.


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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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