lunedì 22 settembre 2014

Il Grande Match

Glauco Silvestri
Non gli davo una lira, a questo film che - per certi versi - porta Rocky sul ring contro un'altra icona del pugilato sul grande schermo, ovvero Jake LaMotta. E invece vale davvero tantissimo.  Mi ha divertito, mi ha entusiasmato, e soprattutto mi ha fatto trascorrere una splendida serata.

Ma di cosa parla Il Grande Match?

Henry "Razor”" Sharp e Billy "The Kid" McDonnen sono due pugili di Pittsburgh finiti sotto i riflettori dell'intera nazione a causa della loro accanita rivalità. Ai tempi d'oro ognuno di loro aveva vinto un match ma, nel 1983, alla vigilia del terzo e decisivo incontro, improvvisamente Razor annuncia il suo ritiro, rifiutandosi di spiegare il perché, assestando un colpo definitivo alla carriera di entrambi. Trenta anni dopo il promoter di pugilato Dante Slate Jr., vedendo la possibilità di fare soldi, fa ai due boxers un'offerta che non possono rifiutare: tornare sul ring e regolare i conti una volta per tutte. 

Il film è giustamente scanzonato. Se Stallone porta tutti i segni del tempo, De Niro sicuramente ha sicuramente subito di più lo scorrere degl'anni. Entrambi imbolsiti e lenti, affrontano questo film sportivo senza lasciarsi troppo prendere sul serio. La nostalgia, per quanto presente, sta sempre in secondo piano, e grazie ai personaggi comprimari (un allenatore anziano e sboccato che per certi versi ricorda il Mickey di Rocky - e un figlio mai riconosciuto) la storia della grande rivalità diventa solo una scusa per raccontare la storia di due uomini molto diversi tra loro, e accomunati solo per l'amore per la boxe.
Razor è un uomo solo, mai sposato, che assieme alla carriera di pugile ha abbandonato l'amore della sua vita per via di una sua scappatella proprio con l'eterno rivale. Billy è invece un donnaiolo, dedito ai vizi, incapace di instaurare un rapporto duraturo, che si scopre vecchio improvvisamente, ma non rinuncia alla sua... giovinezza interiore.
La scusa di portare sul ring questi due personaggi carichi di cicatrici servirà a far crescere entrambi, a curare le proprie ferite interiori, e riprendere a vivere sul serio, abbandonando l'ancora che li teneva legati a un passato ormai lontano.
Insomma... il film fa anche un buon lavoro di scavi nella psicologia dei personaggi, ma rimane comunque una commedia brillante... che brilla davvero. Mi ha divertito tantissimissimo... e la consiglio davvero a tutti quanti.

La scena che ho preferito?
Quando Razor (Stallone) e il suo allenatore entrano in una macelleria per comprare della carne da cuocere la sera, e il pugile si appresta a colpire dei manzi appesi alla 'Rocky', ma l'allenatore lo ferma dicendogli... che è poco igenico!

Spassosissimo!


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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