sabato 2 agosto 2014

Il Giovane Montalbano

Glauco Silvestri
Arrivo a questa serie da Newbie. Non ho mai guardato la serie classica, non sono neppure mai stato troppo attratto da questo genere di serie televisive (italiane). Non è che sia di principio 'contro' alle produzioni nostrane, è solo che credo esse vengano 'troppo pompate' dai media, e soprattutto, nei vani tentativi di ricredermi, ho sempre cozzato su produzioni tutte uguali, con poca voglia di rischiare, e quant'altro (ok, ci sono casi rari in cui vengo contraddetto, ma sono per lo più eccezioni che confermano la regola). C'è però qualcosa, nelle serie italiane, che apprezzo tantissimo: la volontà di rappresentare fedelmente l'epoca storica in cui esse sono ambientate. Questo è davvero un must che difficilmente trovo nelle serie straniere (e in questi casi le eccezioni che confermano la regola accadono nei casi d'oltralpe).

Ma siamo qui a parlare de Il Giovane Montalbano, ovvero del prequel naturale della fortunatissima serie televisiva dedicata al Commissario Montalbano 'maturo'.

Siamo nei primi anni novanta e Montalbano viene promosso a commissario, e trasferito, dopo il suo primo incarico nel paese di montagna di Mascalippa, dove il giovane commissario aveva una relazione con Mery, a Vigàta, dove Montalbano aveva già vissuto qualche tempo da ragazzo, e non troppo lontano dall'azienda agricola del padre. Sei puntate, sei dvd, ove ai casi di polizia sono affiancati il difficile rapporto di Montalbano col padre, gli inizi della sua amicizia con Augello, e assisteremo al colpo di fulmine con Livia e allo sbocciare della loro complicata relazione.
Le puntate - ecco i cliché di cui avevo accennato - sono pressoché tutti quanti fatte con lo stampino. Di solito ci sono due indagini da risolvere in parallelo: un fatto di sangue, storia greve e per certi versi 'importante'; un contraddittorio paesano, di solito una investigazione leggera e carica di humor alla vecchia maniera.
I personaggi sono ben caratterizzati, ma schematici. Montalbano è il giovane arrembante e burbero che comanda a bacchetta e vuole tutto come pare a lui; il vice-commissario Augello è un donnaiolo incurabile con la faccia pulita e i baffetti da sparviero; l'assistente Fazio, perfettino come il padre, è metodico e analitico assieme; Catarella è imbranato e combina guai; Livia, ragazza di Montalbano, è l'unica che riesce a domare il burbero. Personaggi molto schematici che vanno a riempire caselle altrettanto precise. Soprattutto, i caratteri sono un pochino troppo caricaturiali e davvero poco realistici... per lo meno alcuni di essi, specie per gli anni in cui le vicende sono ambientate (Insomma... siamo negl'anni '90, mica negl'anni '50/'60).

A ogni modo, i vari episodi catturano lo spettatore e lo divertono. E' ciò che si pretende dai film e dalle serie televisive, no? Per cui nulla da ridire. C'è una grande professionalità nell'interpretare i ruoli, per certi versi quasi teatrali, che calzano a pennello sui volti scelti a impersonarli. Certo che Riondino è un po' mingherlino e riccioluto per credere che in pochi anni, una decina, possa tramutare nel più imponente Zingaretti... ma questa è fiction, gente!
Ottime anche le ricostruzioni storiche, la fotografia, e i paesaggi scelti per ambientare le vicende.

Pregi e difetti, quindi, ma nel complesso un buon prodotto. Piacerà sicuramente a tutti coloro che hanno guardato ogni puntata de Il commissario Montalbano, e magari letto i libri di Camilleri.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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