venerdì 25 luglio 2014

Corpi Spenti (Urania 1607)

Glauco Silvestri
In Sezione π² Giovanni De Matteo ci aveva proposto un 2059 ove esisteva una speciale sezione investigativa della polizia i cui membri erano in grado di estrarre informazioni dai morti recuperandone la memoria. Nel napoletano, luogo dove questa sezione operava, questi uomini erano stati ribattezzati necromanti, e il loro leader - Vincenzo Briganti - grazie alle capacità operative di cui era a disposizione, era riuscito a risolvere un intricato caso ufficiosamente battezzato Post Mortem.
Con Corpi Spenti ritroviamo i membri della Polizia Psicografica. E' il 2061, anno del bicentenario dell'Unità d'Italia, e la bass'italia sta per avviare una sorta di secessione "programmata" dal resto del paese. Sulla manovra di formazione del Territorio Autonomo del Mezzogiorno gravano parecchi dubbi... si pensa che esso possa diventare preda delle grandi multinazionali, e che l'intero territorio possa trasformarsi in un ghetto tecnologico dove gli abitanti siano costretti a divenire schiavi del lavoro, o peggio. Le proteste sono violente. E nel contesto le autorità statali hanno perso carisma, potere, e capacità d'agire. La π² è quella messa peggio... posta all'angolo da poteri politicamente forti e da tasche ripiene di denaro sporco. Solo un Magistrato, che alla π² è chiamata 'amorevolmente' Contessa, giocando sul cognome di Grazia Conti, appoggia ancora la legalità e le azioni della Polizia Psicografica.
Il caso, in questa occasione, si intreccia tra la fuga di un ex agente FSB con capacità da necromante, una serie di femminicidi tra le prostitute del luogo, e il rapimento della stessa Grazia Conti.

Pregi e difetti in questo Urania che vede per la seconda volta un'opera di De Matteo. L'ambientazione è sicuramente un pregio. Napoli, il Kipple, e il degrado di una società che ormai non ha più principi, sono il perfetto fondamento per la creazione di una vicenda. La costruzione dell'ambiente, della situazione socio-politica, e persino dello sviluppo tecnologico (che nel romanzo è mostrato come un mix tra tecnologie oggi conosciute e altre futuristiche) sono sicuramente un must del romanzo.
La storia, il plot della vicenda, ha poco a che fare con la fantascienza. E' un romanzo noir di discreto spessore in cui compaiono poliziotti corrotti, poliziotti border line con principi morali, gruppi rivoluzionari, una spia, complotti tra agenzie governative e multinazionali, prostituzione... la vicenda poteva essere tranquillamente ambientata negl'anni di piombo e avrebbe retto senza problemi.
Si intravede un progetto più ampio... del resto già nel primo libro molti temi erano stati lasciati aperti. Non ho compreso però quello strano intermezzo alla Stargate ove alcuni astronauti ricostruiscono una sorta di portale trovato su un asteroide, per poi spedire chissà dove una bomba atomica. Devo essermi perso un pezzetto... forse a causa della salute cagionevole di questi ultimi giorni, o a quanto sto per dire qui sotto... giudicate voi.

La narrazione, invece, non mi ha convinto. De Matteo è estremamente prolisso nelle descrizioni, usa terminologie eleganti, ma troppo distanti dal contesto che invece ci descrive come degradato e tutt'altro che poetico/culturale. C'è un contrasto notevole tra lo stile con cui il libro è scritto e ciò che esso ci racconta. Spesso mi son trovato perso, lo ammetto, dal classico coinvolgimento che amo ricercare nei personaggi. Mi è toccata una lettura distaccata. Non sono riuscito a entrare nei panni dei personaggi. Non sono riuscito a 'vivere' la storia raccontata.
Nel complesso mi pare che il giallo, la vicenda intrecciata che viene costruita nella prima parte del libro, tenda a risolversi da sola, piuttosto che a essere dipanata dai personaggi della Polizia Psicografica. Tutti i nodi vengono al pettine l'uno dopo l'altro. Personaggi chiave appaiono e scompaiono al bisogno, senza spiegare troppo i motivi della loro improvvisa apparizione. Son trucchetti spesso usati nei gialli, ed è un motivo per cui ho sempre preferito i Thriller ai polizieschi più tradizionali, che però mettono in luce - a mio modesto parere - il desiderio dell'autore di costruire/descrivere il mondo social-politico futuro, piuttosto che raccontare una storia.
E' un male? No, probabilmente no. Altri autori hanno lavorato sulle medesime direttive e sono apprezzatissimi in ogni ambito. Però credo che ne soffra la parte dedicata all'intrattenimento. Probabilmente, in questo periodo, in Urania io cercavo di più quest'ultimo.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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