lunedì 12 maggio 2014

Wall-e

Glauco Silvestri
L'altro giorno sono tornato a vedere Burn-e, il simpatico cortometraggio che accompagna il bellissimo film di cui sto per parlare... e che ovviamente ho rivisto volentieri dopo aver solleticato il mio interesse grazie al corto visto poco prima.

Wall-e è probabilmente uno dei cortometraggi meglio riusciti dalla Pixar, non solo per la storia matura che racconta, quanto piuttosto per gli espliciti riferimenti all'atteggiamento globale della nostra società, e a ciò che esso potrebbe portare se non ci mettessimo un attimino in riga.
La prima parte del film è pura fantasia. Wall-e è un robot incaricato di fare pulizia sul pianeta terra. E' l'ultimo della sua serie a essere in funzione, e ha una spiccata curiosità... tant'è che non solo compie il suo lavoro, ma colleziona oggetti curiosi e vecchi film in VHS. A fargli compagnia è un piccolo insetto cresciuto su un pianeta ormai devastato e pressoché sterile. Gli uomini, infatti, hanno abbandonato la Terra ormai 700 secoli addietro - con la speranza vana di tornare dopo 5 anni, quando i robot avrebbero finito di fare pulizia - e si sono dispersi nello spazio.
Un giorno arriva una astronave. A bordo c'è una piccola sonda chiamata EVE. Lei ha un caratterino tutto pepe, e una direttiva tutta speciale... ovvero scoprire se la Terra è tornata fertile.
Per un caso fortuito Wall-e ed EVE, si incontrano e fanno amicizia. Ed è da questa amicizia che, innocentemente, Wall-e mostra a EVE il suo cimelio più caro, ovvero una piccola piantina che ha trovato, viva e vegeta, "dentro" un frigorifero.
EVE si attiva, prende la piantina, e chiama a raccolta la nave che l'aveva condotta sul pianeta. Quando questa parte in direzione della AXIOM, una mega nave da crociera terrestre, a Wall-e non resta che seguirla.

Storia romantica, l'amore tra due macchine dotate di intelligenza artificiale, ma soprattutto una storia che dovrebbe far rivelare il nostro amore per la Terra. Non è un caso che la città che Wall-e tenta di pulire era devastata da ipermercati della BNL (Buy N Large Corporation), tutto è enorme, la maggior parte è spreco, spazzatura, veleno per il pianeta. La Buy N Large, la mentalità umana, di vivere secondo le regole di un consumismo spregiudicato ha costretto la razza umana ad abbandonare il pianeta, ma non a cambiare abitudini, tanto che sulla AXIOM i terrestri sono tutti grassi e ormai incapaci di fare un qualsiasi sforzo fisico. Il rapporto tra simili avviene attraverso chat e sistemi olografici, lettini antigravità portano in giro le persone, robot pensano a tutti i bisogni, tutto è dettato da regole di consumo (mangia ora, gioca ora, vesti questo e quello, fa questo e quest'altro, non ti preoccupare di nulla e divertiti). La razza umana è ormai l'ombra di sé stessa e l'intera nave è in mano alle macchine, che ormai intelligenti quanto l'uomo, fanno da badanti cibernetiche ai loro creatori. In testa a tutti, fedele compagno del capitano della nave, è Nostromo... un robot che ricorda HAL9000 di Odissea nello spazio. Nostromo è convinto che la Terra sia ormai perduta, per cui, quando il capitano decide di tornare "a casa", si ribella... è in errore, ma è spinto da sentimenti più che comprensibili.

Insomma, una storia che dovrebbe farci riflettere, perché siamo ancora in tempo per cambiare rotta, ma è evidente che ancora non ci abbiamo neppure provato (e non tiratemi fuori gli striminziti trattati di Kyoto, per favore!).

Da vedere, assolutamente!



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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