giovedì 3 aprile 2014

Il Mondo dei Replicanti (Surrogates)

Glauco Silvestri
Ispirato al fumetto omonimo, Il Mondo dei Replicanti è un film che potrebbe aprire prospettive piuttosto cupe sul nostro futuro. Ci racconta una storia che, per certi versi vorremmo auspicabile, ma che per altri potrebbe creare delle inquietudini da non sottovalutare.
Siamo in un prossimo futuro (ovviamente). Uno scienziato riesce a scoprire il modo di interfacciare un mezzo meccanico al sistema neurale umano. Le prospettive sono incredibili. I disabili potrebbero riprendere a muoversi grazie a esoscheletri che annullano le loro limitazioni fisiche; i militari non morirebbero più in battaglia, perché potrebbero mandare al fronte dei surrogati al posto di uomini in carne e ossa... ma allo stesso tempo, i surrogati potrebbero diventare gadget per la gente normale.
E' quello che succede. Mano a mano che le città diventano sempre più pericolose, le persone comuni cominciano a uscire di casa sempre meno spesso, e a utilizzare i loro surrogati per andare al lavoro, uscire con gli amici... e perché no, anche per fare sesso occasionale nei locali notturni.
Lentamente, il mondo diventa un luogo dominato da macchine guidate via remoto. Nessuno esce più di casa, nessuno esce più dalla propria stanza. I rapporti sociali son sempre più artificiali e... il contatto fisico diventa un ricordo remoto.
Solo una piccola nicchia si oppone a questa evoluzione tragica della vita quotidiana. Si creano sacche di resistenza in ogni città, luoghi dove i surrogati non possono entrare, e dove persino le forze dell'ordine non possono agire liberamente.
L'equilibrio tra le parti, comunque, è sufficiente a mantenere la pace tra chi è assuefatto ai surrogati, e chi no... per lo meno finché, un giorno, un tizio usa una nuova arma su un paio di surrogati. Quest'arma, oltre a distruggere il robot, in un qualche modo, arriva fino al suo gestore, e uccide pure lui.
Questo scatena una caccia all'uomo, e allo stesso tempo apre nuovi scenari in un contesto di sicurezza fittizia con cui si erano avvolte tutte le metropoli del mondo.

Un Bruce Willis in forma, in questo Surrogates. E' buffo vederlo nella sua espressione plasticosa, con parrucchino biondo, del surrogato che pilota. Molto meglio osservarlo dal vivo, invecchiato malamente, pieno di ansie per il contatto con il mondo reale, per certi versi goffo, e non più eroe invulnerabile dei film che lo hanno lanciato nell'olimpo degli attori action anni 90.
La pellicola è interessante per molti aspetti, ma offre anche spunti di riflessione che vanno molto al di là del poliziesco che viene proposto. C'è la paura della criminalità (spesso enfatizzata da network che cercano audience televisiva), c'è il desiderio di trasgressione senza il rischio di essere puniti (dalla legge, dalle malattie mortali trasmissibili sessualmente, dalla criminalità, dai furbi...), c'è l'atavica voglia di essere protetti nel guscio materno. Tutto ciò viene offerto dai surrogati, da macchine tanto perfette da far dimenticare alle persone la gioia del vero contatto umano.
Il film funziona davvero bene, la computer grafica non è ossessiva... tutt'altro, è discreta ed efficace. Fa spavento pensare di vivere in un mondo di bambole dove è l'uomo rinchiuso nella casa, un mondo alla rovescia... eppure è un futuro plausibile, che si apre con intenzioni più che onorevoli, ma che porta a prospettive spaventose.
E' il classico esempio del fatto che uno strumento non ha colpe, ma è l'uso che se ne fa a determinare quanto sia giusto o sbagliato.

Bello. Da vedere.

Dal 1 al 26 aprile, ogni giorno un mio ebook gratis, qui.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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