martedì 25 marzo 2014

The Last Days

Glauco Silvestri

The Last Days è ciò che avrebbe dovuto essere E venne il giorno. La trama non si discosta molto da quanto visto nell'altra pellicola, a meno del fatto che non è spiegato l'elemento scatenante che produce "l'epidemia". In questo caso l'epidemia è persino meno letale, visto che il male che affligge l'umanità non è un istinto suicida, bensì una sorta di agorafobia collettiva che costringe - un po' alla volta - l'intera popolazione terrestre a rimanere rinchiusi nella propria casa, senza più uscire. I pochi che tentano di superare questo male improvviso vengono colpiti da attacchi di panico, convulsioni, fino alla morte per infarto.


Il mondo, in pratica, si "congela". Le città diventano un territorio libero che lentamente, mese dopo mese, viene riconquistato dalla natura. Gli uomini imparano a vivere eternamente al chiuso, muovendosi solo attraverso i tunnel della metropolitana, o le fogne. La storia ci vuole raccontare le vicende di due uomini. Un ragazzo che cerca di ricongiungersi con la sua morosa, e un uomo fatto che vuole rivedere suo padre per l'ultima volta. I due, nonostante non scorra inizialmente buon sangue tra loro, si alleano per attraversare i sotterranei della città e raggiungere le loro rispettive mete. Un viaggio in un inferno di sopravvissuti, di soprusi, di piccole realtà violente, o di piccole realtà pacifiche dove si tenta di sopravvivere con quel poco che è rimasto.

Ciò che ho apprezzato di questo film, oltre al fatto che è sicuramente più maturo (sia nei dialoghi, sia nella storia) di quello proposto da Shyamalan, è il concetto di viaggio che ci viene presentato. I due uomini, due contrapposti nella società in cui noi viviamo oggi (uno è dipendente di una società in crisi, l'altro è un tagliatore di teste), si trovano costretti a collaborare per raggiungere i rispettivi scopi. Ciò li porta a conoscersi meglio, e a conoscere meglio sé stessi, riuscendo a rivelare i propri timori interiori e ad affrontarli in una nuova luce. E' un cammino umano, è una crescita psicologica, è un percorso di formazione che ci viene proposto vicenda dopo vicenda, ostacolo dopo ostacolo, fino a giungere a un vero legame di amicizia, dove si è capaci a rinunciare a sé stessi per aiutare l'amico.
Cammino che viene percorso anche dall'intera umanità, che nelle sue grettezze quotidiane, si spoglia dell'ipocrisia e mostra il peggio, ma anche il meglio di sé. Cammino che riconduce alla rinuncia, e alla comprensione di ciò che si è perso. Il valore della natura, della vita all'aria aperta, dell'amore per ciò che ci circonda - nel bene e nel male - viene evidenziato per ciò che dovrebbe essere, e non per i finti ideali che oggi vengono promossi (che semplicisticamente riassumerei in: salviamo le foche, sterminiamo gli scarafaggi...). E' mostrando ciò che l'uomo ha perso che si comprende meglio quanto sia importante l'ambiente che ci circonda. E il film riesce bene in tutto ciò, pur raccontandoci una storia romantica, di un ragazzo che vuole solo ricongiungersi con la sua amata, e che per far ciò è disposto persino a rischiare la propria vita.

Un film ben riuscito, ben costruito, crudo, e al contempo profondo. Lo consiglio.


Lo ammetto! Sono davvero incuriosito dal ChromeCast!



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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