mercoledì 5 marzo 2014

Snowpiercer

Glauco Silvestri
Ieri sera ho finito di leggere il fumetto. Proprio in questi giorni è uscito al cinema Snowpiercer, ma devo ammettere che - vedendo i trailer - quel film è davvero molto distante dalla trama letta nelle tavole del francese Rochette.
Il Titolo originale è Transperceneige. Il volume capitatomi tra le mani (in italiano, uscito pressoché in contemporanea al film), raccoglie due racconti. The Escape e The Explorers. Il contesto è analogo a quello del film, ma sceneggiatura e vicende si discostano completamente. Se nel film si narra una rivolta a bordo del treno, qui si parla invece di storie di singoli uomini che fanno la differenza.

Ma torniamo a bomba. Siamo nel 2031. Per un motivo imprecisato (nel fumetto si cita una guerra in cui per la prima volta si sono usate armi meteorologiche) il pianeta terra viene completamente assalito da una sorta di glaciazione. Fortuna vuole che esiste lo Snowpiercer, un treno progettato per viaggi a lungo termine, per ricchi, completamente autosufficiente e... per certi versi, senza bisogno di manutenzione. I fortunati che salgono sul treno cominciano un'odissea interminabile. Finché il treno si muove può generare sufficiente calore per scaldare le carrozze e permettere la sopravvivenza di chi è a bordo. Ma il trattamento non è uguale per tutti. Se nelle prime carrozze vivono agiatamente "istituzioni" "sicurezza" e i civili benestanti, nelle ultime carrozze - agganciate al treno di straforo poco prima della partenza - vivono compressi i poveri e meno fortunati. La vita a bordo diventa quindi uno specchio della società in cui viviamo. I benestanti godono di lussi incredibili, i poveri vivono di stenti senza poter neppure godere dei minimi diritti umanitari. E' da qui che un uomo decide di fuggire. Con coraggio rompe un vetro dalla prima delle carrozze povere, si fa qualche metro sul tetto del treno, a -85°C, coperto come può, e entra (sempre rompendo un vetro) nella prima carrozza "vera" del treno. Trovato mezzo morto, viene condotto - attraverso il treno - fino alle carrozze di testa, dove i governanti voglio vederlo, e parlargli.
L'uomo scopre, nel suo viaggio lungo il treno, che ci sono fazioni che si battono per un miglior trattamento di quelli di coda, che ci sono fazioni che vogliono si stacchino le carrozze di coda, che esiste persino una religione che vede la locomotiva come dio, e infine scopre anche che il governo si trova di fronte al problema - non minimo - che la locomotiva sta leggermente rallentando. [spoiler]Ciò che non sa è che, la sua traversata, condannerà tutti i presenti sul treno, perché lui è portatore sano di un virus sviluppatosi nelle carrozze di coda, e che al suo passaggio comincia a mietere vittime tra i passeggeri di testa [fine spoiler].
La seconda storia, secondo me meno incisiva, narra di un secondo treno (perdonatemi, ma in questo momento non mi viene in mente il nome del secondo treno) - più sofisticato dello Snowpiercer - che viaggia sugli stessi binari dell'altro. A bordo di questo treno si vive in una sorta di società consumistica, dove esiste una lotteria che permette ai vincitori di fare dei viaggi virtuali nel mondo che fu, un treno in grado di fermarsi per pochi periodi, e anche di viaggiare al di fuori delle rotaie, se necessario, andando però più piano, e di conseguenza, avendo a disposizione meno energia per riscaldare le carrozze. Su questo treno si conosce l'esistenza dello Snowpiercer, e si teme il possibile impatto contro di esso a causa della cieca corsa per la sopravvivenza. Su questo treno esiste persino chi crede che in realtà il treno sia una astronave, e che per questo a nessuno è mai permesso scendere. Ma il governo non può ammettere che da mesi - ormai - si è perso ogni contatto con lo Snowpiercer. E neppure può raccontare che, sempre alla radio, ricevono musica dall'altro capo dell'oceano.
Uno degli esploratori, divenuto amante della figlia del governatore, convince parte del governo a tentare la "pazzia" di attraversare l'oceano - che è ghiacciato. Il treno è in grado di viaggiare fuori dai binari, ma le sofferenze per il popolo sarebbero tali da portare a una rivolta. Eppure... l'impresa comincia!

Due storie. Due ambientazioni differenti. Due società differenti. Lo Snowpiercer sembra un Orient Express, un treno elegante, dai tratti gotici, e una cultura, un governo più novecentesco. Quell'altro sembra davvero un'astronave, con un governo dispotico, che mantiene la calma tra i passeggeri ingannandoli con giochi e illusioni. Il viaggio in treno, la presenza di due eroi, che di fatto sono anti-eroi, perché entrambi si evidenziano per il voler andare contro lo status quo, è in verità una sorta di studio psicologico sulla società in cui viviamo. Le vicende dei due treni mettono in evidenza che persino in condizioni di estremo pericolo per la sopravvivenza, certi istinti ci spingono ad agire contro natura, a nutrire le nostre personali ambizioni, a dimenticarci del prossimo, a perseguire il benessere... foss'anche solo per dieci minuti, o persino solo illusorio. La fragilità umana è al centro dell'attenzione, la capacità e l'intelligenza dei singoli viene contrapposta alla stupidità del branco. L'istinto che domina sulla razionalità, la speranza che viene spazzata via dal rancore. Sembra quasi che l'homo sapiens sia programmato per autodistruggersi, senza alcun barlume di ragionevolezza, perché incapace di adattarsi a condizioni avverse in tempi rapidi... perché capace di auto-illudersi che "solo gli altri" pagheranno, e che tutto può andare avanti così com'è, anche se non è più come un tempo, finché - ovviamente - gode di privilegi rispetto al resto della popolazione.
Uno specchio, un ritratto, della personalità dei singoli, e della personalità del branco, del popolo, della specie. Davvero un'ottima lettura.

Ora, però, riuscirò a digerire un film tutto azione ed effetti speciali? Qui sotto il trailer.




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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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