lunedì 2 settembre 2013

Pandorum

Glauco Silvestri
Risvegliarsi senza ricordare nulla. Cercare il proprio nome partendo dal tatuaggio sul braccio. Scoprire di essere su una nave spaziale priva di energia, chiuso in uno stanzino. Dov'è l'equipaggio? Che cosa è successo? Quanto tempo è passato?
Questo è ciò che devono sorbirsi il tenente Payton e il Caporale Bower in Pandorum. La loro nave, la Elysium, è stata lanciata nel 2174 da un pianeta Terra morente e sovrappopolato. Lo scopo è raggiungere Tanis, un pianeta lontanissimo ma molto simile al nostro, dove la vita potrebbe attecchire e... dove l'uomo potrebbe migrare per salvarsi e salvare la Terra stessa. Quando però i due uomini dell'equipaggio si risvegliano per il loro turno trovano la nave completamente vuota e priva di energia. Bower inizia un'esplorazione che lo porta a una terribile scoperta: pochi umani sono sopravvissuti come tali. Gran parte dell'equipaggio e di quella che avrebbe dovuto essere una sorta di Arca di Noè di terrestri si sono trasformati in mostri assetati di sangue. Comincia la lotta per la sopravvivenza... ma a ogni passo l'incubo peggiora, e si contorce su sé stesso.

Il film, in sé, è una di quelle pellicole che sfrutta la fantascienza per creare una ambientazione adatta alla formula action uomini vs mostri. Se ne sono visti tanti di film così, alcuni migliori di questo, altri peggiori. Ciò che Pandorum ha di buono è il contesto, che (perdonatemi se cito un mio lavoro) è per certi versi omaggiato anche nella mia saga sci-fi H-Asteroid, anche se quest'ultima è ufficialmente ispirata a epopee come quelle di Battlestar Galactica e StarBlazer. E' interessante l'analisi psicologica di un gruppo di persone costrette a vivere in un ambiente ristretto e ostile. Qui, come in altre pellicole come The Experiment, si scopre quanto sia facile perdere le regole del buon vicinato, e del buon vivere, per seguire più spietati sentieri di morte, e violenza. Sopravvivere è il principio principe, il resto viene dopo.
E in Pandorum tutto ciò viene amplificato da mutazioni genetiche, da malattie psicologiche dovute allo stare in spazi ristretti, al comune stress...
Si tratta quindi di una pellicola piacevole da guardare su più livelli, anche se l'intrattenimento è sicuramente il suo scopo primario, e alla fine ci sarà pure una bella sorpresa... per certi versi un lieto fine, anche se non come ve lo potreste immaginare se non stando davvero attenti ai piccoli indizi sparsi durante la visione.






About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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