mercoledì 13 settembre 2017

Synchronicity - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Torniamo nuovamente a parlare di viaggi nel tempo? Forse! 

In Synchronicity scopriamo che il fisico Jim Beale ha costruito una macchina in grado di piegare lo spazio-tempo. Il suo scopo è proprio quello di viaggiare nel tempo, e per quanto la macchina paia funzionare, ci sono ancora dettagli nella sua ricerca che sfuggono alla sua comprensione, e che cominciano a innervosire i suoi finanziatori, o meglio, il suo finanziatore, il tycoon di una grande corporation che ovviamente vuole avere un tornaconto da questa scoperta, altrimenti - come si suol dire - i rubinetti verrebbero chiusi. 
Per Jim è evidente che la sua scoperta, un giorno, potrebbe cambiare la vita a tutti quanti, ed è così anche per Abby, la donna di Klaus Meisner (n.d.r. Il tycoon), che vede nello scienziato un nuovo Nikola Tesla. Così gli esperimenti procedono, e un bel giorno, dalla macchina fuoriesce 'dal futuro' una Dalia rarissima.
Jim Beale è a tanto così dal successo... Deve solo avere un riscontro nel presente che dimostri che la Dalia provenga realmente dal futuro e: Possibile? La Dalia esiste, ed è conservata nell'appartamento della bella Abby.
Il rapporto da Jim ed Abby si approfondisce e si contorce tra passione, fiducia e sospetti. Difatti Jim non riesce a spiegarsi il perché sia apparsa proprio la Dalia di Abby quando è la stessa Abby ad aver convinto il suo 'uomo' a continuare con i finanziamenti. La cospirazione è dietro l'angolo, e le prove sembrano evidenti quando Jim scova un taccuino in cui sono annotate tutte le cose, anche dettagli tecnici e fisici, che lui ha raccontato a lei in momenti di intimità.
Cosa fare a questo punto? Usare la macchina per tornare indietro e suggerire a sé stesso di non fidarsi di Abby? Perché no? E da quel momento tutto si complica in modo assurdo e contorto, tanto che ripristinare la linea temporale degli eventi pare davvero impossibile.

La colonna sonora omaggia platealmente Blade Runner. La fotografia e le ambientazioni omaggiano platealmente Gattaca. La situazione contorta in cui Jim si barcamena ricorda esplicitamente Memento, e la vicenda ricorda per certi versi Il Tredicesimo Piano.
Il film si guarda volentieri dal primo minuto all'ultimo, specie per cercare di capire dove voglia andare a parare, ma non è sicuramente perfetto. Aiutano molto i due occhi chiari di Brianne Davis, che bucano lo schermo, si guardano sempre volentieri, e confondono ancora di più le acque, ma... C'è qualcosa sotto sotto che non convince. Il film è sicuramente un buon prodotto dal punto di vista estetico, ma alla fine lascia un po' l'amaro in bocca perché sembra un qualcosa di già visto. 



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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