sabato 1 luglio 2017

Primer - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Oggi vi parlo di un film indipendente. Si torna alla fantascienza con Primer, una storia di inventori e di invenzioni create in un garage... Roba da americani, quindi.

Abe e Aaron sono due giovani ingegneri che lavorano per una grande corporation. Nel tempo libero si dilettano a fare esperimenti nel loro garage, e il loro sogno è quello di creare un sistema antigravità, ovvero costruire un oggetto che sia in grado di ridurre la propria massa apparente in modo stabile, invenzione che potrebbe rivoluzionare sia la conquista dello spazio, sia gli spostamenti sul pianeta. Solo che il loro dispositivo, per quanto funzioni, ha un effetto collaterale... La macchina è in grado di manipolare il tempo.
E' già! Abe e Aaron hanno inventato una macchina del tempo, e se ne accorgono per caso, grazie a un fungo trovato nella macchina, un vegetale che al suo interno si è sviluppato in poche ore, invece che anni.
La loro macchina funziona in questo modo. Supponendo di accenderla a mezzogiorno, e di entrarci dentro alle cinque del pomeriggio, stando al suo interno per cinque ore, quando si esce da essa, l'orologio indica mezzogiorno. Il momento in cui la macchina viene avviata diventa quindi il punto di arrivo, e ciò può provocare eventuali paradossi, visto che risulta facile incontrare i 'sé stessi' in attesa di entrare nella macchina al momento in cui vi si esce. Abe e Aaron definiscono questi istanti come 'doppi punti', e per evitare di incontrare i corrispettivi sé stessi, decidono di chiudersi in una stanza d'albergo per capire cosa fare.
Ovviamente ci sono anche degli effetti collaterali sui viaggiatori nel tempo, roba da poco però, sangue dalle orecchie, incapacità di scrivere con una penna... Niente che possa fermare i due ragazzi nel fare altri esperimenti. Al punto che - a un certo punto - Abe proverà a viaggiare anche da solo, complicando ancora di più la questione, perché dovrà raccontare ad Aaron ciò che ha fatto, e allo stesso tempo evitare l'Abe che ancora non ha viaggiato da solo... Ma cosa fare di questa incredibile scoperta? Se all'inizio entrambi pensano di utilizzare la macchina per arricchirsi in borsa, poi cadono umanamente nel desiderio di modificare la propria storia e i propri problemi familiari. Ciò li condurrà a conseguenze drammatiche, non controllabili.

Diciamocelo: Sarà stata la stanchezza di ieri, sarà stato il caldo, saranno stati i dialoghi ipertecnici che vengono rappresentati come fossero banali chiacchiere mentre si fanno due passi, sarà stato che il mio comprehension dell'inglese che in questi giorni fa cilecca a ore alterne... Ma, nonostante la trama, il film è davvero noioso.

Del resto sono stati spesi 7000 dollari per realizzarlo. La colonna sonora è a dir poco anonima, e gli interpreti fanno il loro dovere senza però dimostrare pathos, emotività, tensione, euforia. Il massimo di entusiasmo avviene quando per festeggiare il funzionamento della loro macchina, i due ingegneri vanno a mangiarsi una bistecca. Bah!



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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