lunedì 12 giugno 2017

Un Mondo Nuovo - #Libro #Recensione

Glauco Silvestri
Dopo aver letto 1984 e Noi, non poteva mancare alla lista anche Un Mondo Nuovo, di Huxley. Scritto nell'ormai lontano 1932, questo romanzo distopico affronta il futuro in modo differente rispetto agli altri due romanzi che ho citato. Seppure tutti e tre mirino a raccontare un futuro ove la società umana non conosce né guerra, né fame, né malattia, qui non c'è un regime oppressivo a garantire la stabilità, bensì un sistema a caste basato sull'eugenetica e sulla cancellazione dell'individualità.

Il mondo nuovo di Huxley è ambientato 600 anni avanti nel futuro. La società umana non conosce più l'individualità perché è basata sulla procreazione in provetta, e sulla predestinazione, e programmazione, dei feti in modo tale che una volta divenuti adulti 'amino' ciò che fanno, e non abbiano alcuna invidia di coloro che hanno compiti differenti ai loro. I feti vengono 'costruiti' ad hoc per le necessità che dovranno soddisfare. Se l'individuo adulto avrà un ruolo dirigenziale il suo feto sarà stimolato chimicamente per avere una intelligenza sviluppata, se invece l'adulto dovrà fare spazzare le strade, il feto sarà mantenuto a un livello di intelligenza basso, e gli sarà indotta una sensazione di piacere infinito solo nel caso esso svolga l'attività a cui è predestinato. In questo modo a ogni individuo piacerà ciò che fa, non sarà mai invidioso, né rancoroso, né triste... E se proprio ci sono condizioni non 'programmabili', ciò che manca sarà garantito da una predisposizione alla massima apertura sessuale (n.d.r. Non esiste matrimonio, non esistono coppie stabili, il sesso è visto come un elemento da condividere con il maggior numero di individui possibili, senza gelosie e quant'altro), da molte ore libere da dedicare allo svago, e da una pillolina - chiamata Soma - che sarà sempre in grado di tenere l'umore alle stelle.
Un mondo nuovo estremamente stabile e strutturato, dove pochissimi hanno accesso al libero arbitrio, e alla procreazione 'alla vecchia maniera'. Questi ultimi sono una sorta di valvola di sicurezza in caso che il sistema abbia problemi, così da garantire la sopravvivenza della specie. Un mondo nuovo dove esiste anche un'area circoscritta dove una piccola comunità umana vive ancora 'allo stato brado' e che viene vista come uno zoo, un parco protetto dove è possibile far visita per studi antropologici, o semplicemente per una gita di piacere, per ammirare qualcosa di esotico.

In questa struttura sociale, il romanzo ci racconta le vicende di un Apha-Plus, ovvero di un elemento dotato di estrema intelligenza, di una ragazza Beta, ovvero di alto livello ma comunque condizionata per le proprie funzioni impiegatizie, e un 'selvaggio'. Quest'ultimo portato a Nuovo Mondo dalla riserva dopo che si è scoperto essere il figlio di una ragazza di mondo nuovo che era stata data per dispersa durante una gita all'interno della riserva stessa, molti anni prima. La vicenda è piuttosto ingenua e con un finale piuttosto stiracchiato, tanto da apparire molto meno accattivante rispetto agli altri due romanzi che ho citato all'inizio.
E' invece affascinante la costruzione del mondo nuovo pensata da Huxley, che ha immaginato un punto di non ritorno della nostra specie, ove per garantire la sopravvivenza (dopo un terribile conflitto mondiale), prende la decisione di rinunciare alla propria libertà evolutiva in favore di una società che possa garantire, pace, prosperità, salute, e benessere a tutti gli individui.
In questo caso non c'è un governo del terrore. Gli stessi dirigenti ad altissimo livello hanno subito il condizionamento quando erano dei feti. E' la società astratta, per come costituita, a mantenere gli equilibri e la qualità di vita.
Una prospettiva interessante, per quanto - comunque - aberrante. E dopo una ventina d'anni, con 'Ritorno al mondo nuovo' (n.d.r. Presente all'interno della edizione del libro che sto recensendo), Huxley torna a riflettere sulle sue intuizioni, in questo caso non con un romanzo, bensì con un vero e proprio saggio sul suo stesso lavoro. Saggio che sarebbe anche interessante, se letto in prospettiva delle mutazioni storiche avvenute tra il 1932 e il 1957, ma che è minato dal fatto evidente che chi sviluppa le riflessioni è il medesimo autore dell'opera originale, e di conseguenza è piuttosto indulgente sulle sue idee, e anzi tende a far convergere i fatti in modo tale da validare le intuizioni di Mondo Nuovo. Non manca ovviamente la critica allo scritto degli anni trenta, ma subito è evidente che l'autore non è intenzionato a smantellare il proprio lavoro, tutt'altro, sembra voler valorizzare la propria tesi indicandola come più probabile rispetto a quelle proposte da altri autori dispotici.

La cosa più inquietante è che Huxley è bravo a confermare la propria tesi, è bravo a raccogliere le componenti storiche che più facilmente conducono ai suoi ragionamenti, al punto che è facile convincersi della validità delle idee descritte ne Un Mondo Nuovo. E i suoi continui riferimenti al Nazismo, la capacità di Hitler di gestire il popolo come fosse un solo individuo, radunandolo sempre in massa ai suoi comizi, così che l'effetto gregge impedisse i ragionamenti del singolo, conducono al giorno d'oggi, ove la rete ha amplificato questo concetto oltre i confini della metafisica, tanto che ormai l'effetto gregge è ottenibile senza neppure esser più costretti a radunare le persone in grandi spazi per un comizio. La rete, le intuizioni di alcune forze politiche, ma anche religiose, e persino idelogiche, sono sotto gli occhi di tutti. Il movimento No-Vax ne è un esempio, i gruppi sempre più grandi capaci di immaginare complotti globali, ma anche le forze estremiste politiche e/o religiose, raccolgono 'adepti' alla loro forma di pensiero con una facilità disarmante, mentre le loro tesi - anche le più improbabili - diventano dogmi impossibili da smantellare, neppure con una pacata riflessione, o mettendo in evidenza fatti inconfutabili.
Secondo lo scrittore, se nei paesi poveri è più facile che si possa sviluppare un controllo della società basato sul controllo, o sul terrore, per il fatto che solo un potere forte può essere in grado di gestire le poche risorse disponibili per poi distribuirle alla popolazione; nei paesi occidentali, dove il benessere è tale da permettere la critica 'libera' alla politica, e un potere forte è vista come una minaccia al benessere raggiunto, è da temere uno sviluppo di controllo sulla popolazione basato appunto sui proclami - specie in situazioni di crisi, di minaccia esterna, o di calo delle materie prime - di chi dichiara alle masse di avere la ricetta giusta affinché lo status quo non muti. E avere il consenso popolare è il primo passo per poter manipolare la società e condurla a una struttura efficiente e sicura, ma priva delle libertà acquisite. Per dirla tutta... Già oggi abbiamo barattato la privacy con la sicurezza, piazzando telecamere ovunque, e convincendoci che sia normale raccontare tutto di noi in rete, rendendo disponibili informazioni personali, cosa che solamente una trentina di anni fa sarebbe stata inconcepibile.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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