sabato 10 giugno 2017

Capsule - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Alla fine della proiezione di Capsule mi è venuto un dubbio: Che sia vero? Che sia vero che l'Inghilterra, nel 1959, spedì segretamente un uomo in orbita - il primo uomo - su una capsula di tipo Hermes? In effetti non è vero. Si tratta di una storia inventata, per quanto sia così ben congegnata da sembrare vera a tutti gli effetti... Senza contare che questo indie film gioca sull'idea di essere basato su fatti reali fino al midollo, anzi... Fino ai titoli di coda.

Ma che cosa racconta Capsule? Siamo nel 1959, come ho già indicato, e la Gran Bretagna è riuscita a mandare un uomo nello spazio con molti anni d'anticipo rispetto ad America e Russia. Il pilota a bordo della capsula si chiama Guy Taylor, è un pilota britannico con esperienza, ed è il primo uomo a raggiungere l'orbita terrestre. Per riuscirci è stato sottoposto a più di tre anni di addestramento, in piena guerra fredda, ma a nulla l'addestramento può servire, quando si è soli nello spazio, e tutto sembra andare storto. La capsula è difatti piena di problemi. C'è poco ossigeno, e Guy soffre di ipossia. La radio va e non va. A volte riceve segnali dalla stazione spaziale inglese, ma ci sono interferenze molto forti, e in breve il suo unico contatto tecnico con la Terra svanisce. In compenso comincia a ricevere prima dei messaggi dall'Unione Sovietica, che gli intima di lasciare il loro spazio aereo immediatamente, poi con gli Stati Uniti, che pur essendo uno stato alleato, sospetta Guy di spionaggio dopo aver intercettato le sue precedenti comunicazioni.
Nel frattempo la situazione si fa sempre più disperata. Riuscirà Guy a tornare sulla Terra? Si salverà? Qualcuno lo aiuterà?

Ovviamente non vi svelo nulla riguardo a come va a finire. La pellicola è interessante, il film è ben costruito, anche gli effetti speciali, per quanto si debba considerare il fatto che sia una pellicola a basso budget, sono abbastanza credibili. Il ritmo è blando, la tensione non tocca mai apici epici (n.d.r. Scusate il gioco di parole). Ricorda un pochino Gravity, ma è di sicuro più serio e meno roboante. E' fantascienza? O forse è un film ucronico? In entrambi i casi ve lo suggerisco.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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