sabato 17 giugno 2017

ARQ - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Oggi vi voglio parlare di un film prodotto da Netflix, che ho potuto vedere grazie ad amici, e che tocca il tema dei viaggi nel tempo in modo interessante.

ARQ ha una trama che ruota attorno a pochi personaggi. Siamo in un futuro molto prossimo. Il mondo sta morendo, anche l'ultima specie animale si è estinta e ormai solo la razza umana abita il pianeta... E lo fa con molta difficoltà. L'aria è inquinata, i vegetali ormai non crescono quasi più, è difficile persino avere un po' di energia per alimentare i normali elettrodomestici di un appartamento. Il mondo è in guerra tra una potente multinazionale che controlla le fonti energetiche e le tecnologie per riportare il pianeta a un livello decente, e un gruppo ribelle che non vuole cadere sotto il giogo di una multinazionale, e vorrebbe quelle tecnologie libere da 'brevetto' e usabili da tutti quanti.
Nel conflitto l'Australia è il primo paese a cedere sotto il giogo della multinazionale, che non esita a bombardarla con armi nucleari e a mettere a tacere non solo le forze di opposizione, ma anche il resto della popolazione. Nel resto del mondo la multinazionale sta vincendo la guerra, e l'unica speranza è nelle mani di uno scienziato fuggito dai laboratori della multinazionale, e il cui unico desiderio e vivere la propria vita lontano da conflitti che non lo riguardano più.
Solo che questo scienziato, nella fuga, si porta via l'unico prototipo di un generatore di energia perpetua. Il cosiddetto generatore ARQ. La macchina va a celle combustibili, ma mentre è accesa ricarica le celle, e produce un surplus di energia che può essere usato per le necessità più comuni... E visto che le celle combustibili si ricaricano sempre, il generatore funziona in modo autonomo senza mai aver bisogno di 'fare il pieno'. Tutti vogliono l'ARQ, ovviamente, e di conseguenza lo scienziato è braccato sia dai ribelli, sia dalla multinazionale.

E il film comincia proprio qui, quando quattro uomini fanno irruzione nel suo nascondiglio, uno tocca l'ARQ e muore folgorato. I quattro uomini sembrano normali rapinatori, ma presto si scopre che lavorano per i ribelli, ma che tra essi ci sono anche infiltrati della multinazionale. Solo che... Quando l'ARQ è stato toccato da uno dei rapinatori, qualcosa ha mandato fuori fase i suoi circuiti, e improvvisamente il dispositivo ha attivato una sorta di loop temporale che si riavvia ogni - se non ricordo male - 13 ore.
E così la scena si ripete più e più volte, ogni volta in modo differente, visto che ognuno tenta di ottenere il proprio scopo (n.d.r. Lo scienziato vuole salvarsi; i ribelli vogliono l'ARQ - specie ora che hanno scoperto le sue funzioni di macchina del tempo - e idem per la multinazionale). Un loop che si divide in momenti di pura azione, in momenti di complotto, in momenti di... Ma come andrà a finire?

A parte il fatto che l'ARQ, per come è descritto, mi ha fatto scappare una grassa risata, il film oscilla tra momenti in cui l'intrattenimento è assicurato e momenti di noia. La ripetizione è eccessiva, il cast è ridotto ai minimi termini, così come le ambientazioni, e dopo un po' - ammettiamolo - la sceneggiatura si arrampica su per gli specchi per mantenere accesa l'attenzione. Il finale, poi, per voglia sorprendere lo spettatore, non sorprende affatto... Anzi, è prevedibile, anche se bisogna ammettere che non è convenzionale.

Nel complesso, di film sui viaggi nel tempo ne ho visti tanti e devo dire che questo ARQ, pur non brillando di originalità, è comunque una pellicola che sta in piedi. I personaggi principali non hanno molto spessore, ma non sono neppure sagome di cartone animate semplicemente dalla trama. Certo... Vista l'idea del loop temporale, preferisco Looper, e Source Code a questa pellicola. Però ARQ non è per nulla da disprezzare. 

Si guarda volentieri.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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