venerdì 26 maggio 2017

Inferno - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Sorpresa! Inferno mi è piaciuto davvero. Per una volta la trama non è lineare, non si capisce chi è nel giusto e chi no, e anche la 'caccia al tesoro' non va sempre nel modo giusto, visto che Langdon non è proprio in forma durante l'intero film.

Siamo a Firenze. Langdon si risveglia in un letto di ospedale, confuso, con un trauma cranico, ferito, debole, con strane pustole sul corpo, e una profonda amnesia. Non ha neppure il tempo di riprendersi che già deve fuggire da un carabiniere che spara senza scrupoli per ucciderlo. Ad aiutarlo c'è solo il medico di turno, Sienna Brooks, che fugge assieme a lui più per salvare la propria pelle che proprio per aiutare la fuga al ricercatore di Harvard.
Pian piano si dipanano i dubbi. Sembra che Langdon sia coinvolto nel trafugamento di un virus mortale chiamato Inferno. Dietro a questo virus corrono parecchie persone, dall'OMS, a un trafficante di armi, fino a un gruppo folle che pensa che l'unica soluzione di salvare la razza umana e il pianeta Terra sia quello di dimezzare la popolazione umana, diffondendo ovviamente il virus Inferno.
Questo virus è stato però nascosto. L'unico indizio è una sorta di mappa che guarda caso è nelle mani di Langdon, ma questi non si ricorda proprio nulla.

Regia davvero ben costruita, fotografia eccezionale, ambientazioni quasi perfette, c'è giusto qualche piccolo dubbio in alcune scene, ma roba fugace, che si possono tranquillamente ignorare. Niente esagerazioni, niente di assurdo, niente che riconduca ai difetti per cui i precedenti lavori di Ron Howard dedicati agli scritti di Dan Brown non mi erano piaciuti. Bravo anche Hanks, che forse - e finalmente - ha capito come vestire i panni di Langdon. Bravina anche Felicity Jones...

Insomma: Bello!


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

1 commenti:

  1. A me invece è quello che è piaciuto meno dei tre. Già il libro di partenza non era un granché ma la sceneggiatura è stata ulteriormente appiattita e fiaccata da un happy end posticcio. Se si aggiungono attori svogliati e un regista che palesemente preferiva dedicarsi ad altro il disastro è compiuto! :)

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