sabato 8 aprile 2017

Rogue One - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Un film di Star Wars senza Jedi, senza scritte che scorrono all'inizio della pellicola, è davvero un film peculiare, che nessuno si aspettava, e che in un modo o nell'altro ha sorpreso un po' tutti quanti. Per realizzarlo si è tornati un po' con i piedi per terra, e finalmente c'è un po' di coerenza con le tecnologie della trilogia classica, a cui, in un modo o nell'altro, Rogue One fa da vero e proprio prologo.
Di sicuro è un film con parecchi pregi, ma anche con qualche difetto non indifferente.
Ma andiamo per gradi: La vicenda ci racconta le avventure di Jyn Erso, la figlia dell'ingegnere a capo della costruzione della Morte Nera (n.d.r. Galen Erso). Separata dal padre quando era ancora una bambina, Jyn è cresciuta tra i ribelli, nelle prigioni imperiali, vivendo sempre e comunque tramite espedienti, e senza mai farsi una vera e propria posizione politica perché... Nella sua vita ha vissuto solo abbandoni continui. A ogni modo, diventata adulta, la ragazza diventa fondamentale per cercare di recuperare informazioni sulla Morte Nera. Sembra infatti che un pilota disertore porti con sé un messaggio importante di Galen... E solo Jyn può riuscire a recuperarlo.

Non sto troppo ad approfondire i dettagli della trama perché lo avrete già visto tutti quanti al cinema, e a ogni modo, se non l'aveste visto, mi pare giusto non svelare troppo i dettagli della vicenda, così che possiate godervelo fino in fondo.

Sappiate che tra i pregi c'è un finale che si collega perfettamente con il primo film della serie classica, ovvero il quarto dell'intera serie. Sappiate che alcuni personaggi - ahimè passati a miglior vita - sono presenti grazie a una perfetta ricostruzione al computer. Sappiate che gran parte delle ricostruzioni sono state realizzate utilizzando materiali originali della serie classica. E sappiate che la storia è davvero ben costruita, che non annoia, diverte, ed è davvero un bel Star Wars da vedere, nonostante - o forse proprio perché - non ci siano Jedi in circolazione.

Sappiate però che ci sono alcuni difetti a cui è difficile - almeno per me lo è stato - chiudere un occhio. L'inizio della pellicola salta da un pianeta all'altro come un canguro, regalando pochi minuti di eventi per ogni pianeta, con personaggi diversi, e incipit a filoni narrativi l'uno differente dall'altro. I filoni andranno poi a congiungersi coerentemente, ma un inizio di questo tipo può dare fastidio, confondere, e maldisporre lo spettatore. Il comportamento di Jyn è incoerente per tutto il film. Prima è indifferente alle lotte tra ribelli e impero, poi all'improvviso diventa una paladina della ribellione. Il tutto tra fine primo tempo e inizio secondo tempo, senza troppi preamboli, momenti di riflessione, qualcosa che possa spiegare tutto ciò. Il monaco Shaolin non ci sta a dire nulla... Però è un gran bel vedere quando combatte, ed è forse l'unico elemento divertente dell'intero film. L'intera trama ricalca quella che potrebbe essere un potenziale videogame. Per fare una cosa prima devono farne un'altra. Per comunicare bisogna accendere un dispositivo, di solito il dispositivo è incoerentemente messo in mezzo a una pista di atterraggio, o sospeso nel vuoto, o in mezzo a una sparatoria... Boh! E' evidente che volevano rendere la pellicola più avvincente, ma tutto ciò ha poco senso... Come ha poco senso la torre di hard disk da 5 pollici che funge da archivio imperiale, che per consultarli bisogna estrarli da un container per poi inserirli in un lettore... Mai sentito parlare di NAS, di Rete, di Database? Anche qui, tutto ha poco senso, ma è funzionale a rendere l'avventura un percorso a ostacoli in stile videogame.

A ogni modo... Probabilmente... E' il più bel Star Wars di sempre.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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