giovedì 2 marzo 2017

Selma, la strada per la libertà - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Avendo vissuto per un bel pezzo della mia vita in via Martin Luther King, non potevo evitare di parlarvi di Selma, pellicola dedicata alla lotta contro il razzismo nella cittadina omonima, dove - nonostante i cambiamenti legislativi contro la discriminazione dei neri - ancora si viveva come se nulla fosse mai cambiato.

E' King, ovviamente, a doversi occupare del problema. Già! Perché con un nobel si fa poco se poi la popolazione locale non si abitua al cambiamento. Si può chiedere a un governo di cambiare le leggi, si può protestare contro le istituzioni, ma se è la popolazione a fare ostruzionismo? 
Nel 1965 King decise di recarsi personalmente a Selma per continuare la sua lotta, di organizzare una marcia di protesta, di mostrare al mondo cosa realmente accadeva per le vie di quella cittadina americana. Il presidente Johnson, già alle prese con la guerra in Vietnam, con tanti problemi interni, con una America che da un lato scalpitava per proiettarsi nel futuro, e dall'altro si ancorava al suolo per non arrendersi al cambiamento, è quasi incapace di reagire alle pressioni di Martin Luther King.
L'atto terroristico in una chiesa, dove morirono quattro bambine, non è sufficiente a istigare le autorità a modificare le leggi in modo tale che la politica locale non possa più fare ostruzionismo. Il voto è fondamentale per i neri, per la loro 'emancipazione'. Ma nella piccola contea di Selma ciò non è possibile nonostante le leggi, perché qualche cavillo salta sempre fuori, e le richieste dei neri finiscono sempre per essere rifiutate.
Così viene organizzata una marcia di protesta. Davanti alle telecamere i neri vengono brutalmente attaccati dalla polizia, e respinti al mittente. Gente da tutti gli Stati Uniti protesta per questi gesti di violenza inconsulta. Si riuniscono in tantissimi a Selma, e di nuovo una nuova marcia parte dalle vie della cittadina per...

La storia è sempre più potente delle vicende inventate, c'è poco da fare. Il film ha però un ritmo blando, quasi 'politico', è incentrato sulla figura di Martin Luther King, e la protesta viene narrata sempre in sua luce. Ci sono alcune scene dirompenti, tra cui l'esplosione nella chiesa - che mi ha fatto trasalire per la sorpresa - e momenti dal ritmo cadenzato in cui gli eventi sono raccontati in stile quasi documentaristico.
Le interpretazioni sono tutte di buon livello, la regia è tradizionale ma poco brillante, tutto è incentrato sulla narrazione e c'è poco spazio all'arte cinematografica. E' giusto così, ma il film rischia di annoiare lo spettatore. 

Guardandolo mi è venuta voglia di rivedere Malcom X, con un Denzel Washington giovanissimo, e un regista di prim'ordine (Spike Lee). Quello sì che era un bel film!



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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