domenica 12 febbraio 2017

Smetto quando voglio - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Visto che in questi giorni è uscito al cinema il secondo capitolo di questa 'serie*' (n.d.r. Ovvero: Smetto quando Voglio Masterclass), mi è venuta voglia di rivedere il primo film, per farmi due risate, e per rinfrescare un poco la memoria.

In Smetto quando Voglio abbiamo un gruppo di ricercatori universitari che decidono di sfruttare le proprie capacità per risolvere i propri problemi in modo un po' fuori dalle righe. Si sa, l'Italia è il paese dei cervelli in fuga, e di quelli che non sono fuggiti e fanno una vita da precari nonostante abbiano un curriculum di tutto rispetto. A ciò Pietro Zinni, 37 anni, si ribella. Dopo aver perso i finanziamenti per la sua ricerca scientifica, decide di mettere su una banda criminale e cominciare a vendere nelle discoteche una nuova droga di sua invenzione. Il successo di questa iniziativa è folgorante. Finalmente arrivano soldi, potere, donne... Ma anche problemi, e soprattutto, scontri con un clan malavitoso che fino a poco prima aveva dominato il mercato romano degli stupefacenti.

Che dire? All'inizio è esilarante. Le scene sono davvero surreali, e allo stesso tempo, non molto distanti da una realtà mestamente e puramente italiana. Vedere antropologi riconosciuti in tutto il mondo per i loro studi che mendicano un lavoro allo sfasciacarrozze, o linguisti che lavorano alla pompa di benzina, o ancora archeologi che si occupano di manutenzione del fondo stradale è... triste! Del resto chi di noi non conosce qualche universitario che ormai ha rinunciato alla propria laurea e ha intrapreso la carriera di cassiere in un supermercato? Questo è il nostro bel paese, luogo dove abbassano la media di ammissione agli esami di maturità e alzano l'età per andare in pensione. Luogo dove esistono ben 36 contratti di lavoro differenti ma quelli che vanno per la maggiore sono i voucher... C'è poco da fare, l'Italia è il paese dei balocchi, il paese delle grandi promesse disattese, il paese che arranca e che tutti noi ben conosciamo. Per ciò il film di cui parlo, per quanto lo faccia con il sorriso, descrive una situazione mesta come del resto faceva un altro film di cui ho parlato sempre tra queste pagine.

Bravo Edoardo Leo, nei panni di Pietro Zinni, così come Valeria Solarino nei panni della sua morosa. Sempre ottimo è Marcoré nei panni del Murena. Son bravi tutti, e la prima mezz'ora di film è davvero scoppiettante. Poi però si perde la verve iniziale, e per quanto il film non sia mai privo di ritmo, si smette di ridere, cosa che capita in molte commedie all'italiana, specie in quelle dove si desidera raccontare una mesta realtà quotidiana usando l'ironia.

Buona la fotografia, idem per la regia. In generale un film che si guarda davvero volentieri.




*Ci sarà anche un terzo film: Smetto quando voglio, Revolution.

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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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