lunedì 9 gennaio 2017

Iron Man 3 - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ma che è 'sta roba'? Harry Ti Presento Sally in formato Marvel? Parto dalla fine per parlare di Iron Man 3, ovvero dal pezzettino di film dopo i titoli di coda, che ormai va tanto di moda, e che ancora non capisco se serve a generare hype per la pellicola successiva, o per costringere tutti gli spettatori a veder scorrere i nomi delle migliaia di persone che hanno lavorato alla realizzazione della pellicola, così da gratificarle almeno un pochettino.

Insomma: Abbiamo Stark che racconta a Banner gli eventi del film, perché questi sono stati momenti fondamentali per spingerlo verso gli Avengers, e smettere di essere un lupo solitario. Una confessione che mette in luce le sue crisi di panico, che ogni tanto si scatenano a causa dei ricordi dello scontro di New York (n.d.r. Avvenuto in The Avengers), della sua insonnia, della sua incapacità di analizzare coscientemente le situazioni in cui si metteva, e del rischio di perdere Pepper per sempre. Ovviamente Banner si addormenta quasi subito, e pure io ho chiuso le palpebre in parecchi momenti del film... Noioso, piatto, dove ormai si è persa ogni traccia degli ingredienti che avevano fatto grande la prima pellicola dedicata a Iron Man

Qui abbiamo Il Mandarino, un terrorista che attacca gli Stati Uniti come fosse un micidiale fantasma. Nessuno riesce a trovarlo/stanarlo/eliminarlo. Tony Stark decide di attaccarlo verbalmente in tv quando, durante un atto di terrorismo, il suo assistente finisce in ospedale e in pericolo di morte. Ovviamente le minacce di Stark vengono prese sul serio, e in un attimo la sua villa viene attaccata da tre elicotteri armati fino ai denti, cogliendo Tony in contropiede, perché in quel momento sta litigando con Pepper, e non ha l'armatura, e  anche quando riesce finalmente a indossarla si trova a usare un prototipo ancora in fase di collaudo (n.d.r. La Mark 42), E la domanda sorge spontanea: Perché non usare una delle varianti precedenti perfettamente funzionanti? Boh!
La villa viene rasa al suolo. Lui non riesce a difendersi e Jasper, in automatico, lo porta lontano dal conflitto. E il Mandarino vince su tutti i fronti, tanto che diventa più sfrontato e attacca direttamente il presidente degli Stati Uniti.
Lontano da tutto, con la Mark 42 pressoché demolita, Stark si fa aiutare da un bambino per ripararla (n.d.r. Ma diciamo sul serio? Nel secondo film si diceva che la tecnologia dell'armatura era 10 anni avanti rispetto a qualunque altra cosa e... Ora c'è un bambino che la aggiusta nel suo laboratorio in garage? MPF!). 
Nel frattempo si scopre che dietro al Mandarino c'è in realtà uno scienziato che 10 anni prima aveva chiesto aiuto a Stark per una sua ricerca, e Stark l'aveva mandato a spendere per poter andare a letto con una biologa... Tutto questo casino per una banale vendetta personale?
A ogni modo, a un certo punto, la trama si appiattisce ulteriormente, con un mega conflitto tra un centinaio di armature guidate da Jasper e l'esercito del Mandarino... Che è composto non da uomini normali, bensì da mutilati che grazie alle tecnologie di quest'ultimo hanno riavuto i propri arti, e qualche capacità extra davvero assurda.

E ancora una volta la trama è banale, e tutto conduce a scene da "sparatutto", con più robot, più superuomini, più esplosioni, più effetti speciali... E tanti saluti al vero significato di 'cinema', perché si assiste a un vero videogame.

Spettacolare, sì, tantissimo! Ma vuoto, davvero molto ma molto vuoto! Io cerco altro davanti al grande schermo, per fortuna che questo è il terzo capitolo della trilogia dedicata a Iron Man. Da questo momento solo Avengers a go-go (n.d.r. Che Dio ci aiuti).


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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