domenica 8 gennaio 2017

Iron Man 2 - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Era il lontano 2014 quando scrissi la recensione al primo Iron Man. Sugli altri due film ho sempre procrastinato perché... Perché come si dice dalle mie parti, li avevo trovati un po' loffi. Visto però che li avevo nella mia collezione, e che mi son promesso di recensire - e di conseguenza vedere - tutti i film della mia collezione, eccomi qui a parlare di Iron Man 2.

Il secondo film parte da dov'era finito il primo. Tony Stark dichiara al mondo di essere Iron Man, e il mondo va in giubilo per la notizia... tutto il mondo tranne Ivan Vanko, figlio di un collaboratore del padre di Tony, che fu cacciato dagli States quando - studiando il Reattore Stark - quest'ultimo manifestò di sfruttare l'idea per fare soldi, e non per aiutare l'umanità. Ivan Vanko, con una laurea in fisica, e i vecchi progetti del padre, riesce a costruire un Reattore Stark nella propria cantina, e a preparare un'arma che possa tenere testa a Iron Man. L'occasione per dare sfogo alla sua ira è al gran premio di Monaco riservato a vecchie auto da corsa, dove Tony ha deciso di competere con la sua vettura da competizione. Durante la gara Ivan entra i pista e semina il terrore. Lo stesso Tony è vittima della furia di Ivan, che - nonostante l'intervento di Pepper e della sua guardia del corpo, che gli procurano in tempi rapidi l'armatura - riesce a stento a fermare Vanko e la sua arma.
E' evidente che l'occasione è ghiotta per l'esercito americano, che da tempo vuole mettere le mani sulla tecnologia di Iron Man. E' evidente che l'occasione è ghiotta per la Hammer, diretta concorrente della Stark Industries (n.d.r. Quando ancora lavorava nel mondo degli armamenti) per le forniture all'esercito. E' evidente che la situazione è ghiotta anche per la S.h.i.e.l.d., che da tempo vorrebbe mettere Stark al proprio servizio. Ciò che nessuno sa è che Tony Stark sta lentamente morendo per avvelenamento da Polonio, elemento fondamentale per il funzionamento del reattore che lo tiene in vita.
Il risultato è un bailamme complicato, che si conclude con uno scontro tra titani nel bel mezzo dell'Expo Tecnologico organizzato da Stark stesso.

L'avvio del film è intrigante, e mantiene il ritmo della precedente pellicola. Anche il villain è di spessore, e ottimamente impersonato da Rourke. Perde grip nella seconda parte, quando interviene la S.h.i.e.l.d. a mescolare le carte, quando Stark si dà all'alcool, quando la Hammer costruisce i droni, quando tutto diventa effetti speciali e ci si dimentica della storia. Difatti lo sbilanciamento tra la prima parte e la seconda è tale da annoiare, perché il castello di carte costruito sapientemente per la vendetta di Vanko poi viene defraudato del proprio valore a causa della stupidità con cui Hammer si comporta, la stupidità di Stark nel modo di affrontare la faccenda, eccetera eccetera, tanto da diventare tutto inverosimile, sempre che questa parola possa essere usata in un film di questo genere. Non c'è niente da fare... Più gli scontri si fanno roboanti e spettacolari, più mi annoio e mi cala la palpebra. Io cerco altro, pathos, spessore, sofferenza, drammaticità, intensità... Non piatta grafica da videogame, per quanto eccellente, con trama da "sparatutto".
C'è da chiedersi perché questa deviazione dal primo film, che ottimo, quando il cast, i tecnici, la regia è la medesima. Non so... Forse la voglia di esagerare, di aumentare l'hype, di dare sempre di più... E alla fine si ottiene meno.

Quindi? Discreto popcorn movie, niente più.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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