lunedì 5 dicembre 2016

I Naufraghi del Tempo, #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Un po' di tempo fa vi recensii un vecchio Urania trovato a un mercatino. La storia mi piacque al punto da portare Vernor Vinge nell'elenco dei miei autori preferiti, e magari far cadere nel dimenticatoio qualche autore che già da tempo non era più nelle mie corde. In questi ultimi tempi, oltre a scoprire che quel vecchio Urania è stato ripubblicato di recente, col titolo La guerra della Pace, ho trovato anche il suo seguito, I naufraghi del Tempo, che ovviamente non potevo lasciarmi sfuggire.

Lasciatemi premettere che, se il contesto temporale vede disporre i romanzi citati in un certo ordine, gli stessi sono però leggibili anche da soli, con un inizio e una fine solida, e il cui solo contesto è riconducibile all'idea di base che mette i tre romanzi in contatto. L'idea è ovviamente quella delle 'bolle' ovvero di una forma metafisica di energia capace di congelare il tempo al suo interno, così che alla sua riapertura, per quanto tempo sia passato, ciò che era al suo interno non ha trascorso neppure un secondo di tempo reale. Messa in soldoni: Se un uomo viene imbollato quando ha 23 anni, e la bolla è programmata per aprirsi dopo 2000 anni, alla sua riapertura l'uomo avrà ancora 23 anni e non avrà vissuto neppure un secondo dei 2000 anni trascorsi. Questo per riepilogare un pochino i concetti base su cui si fonda il romanzo... Perché qui andiamo avanti nel tempo di 50 milioni di anni, su una Terra irriconoscibile, priva di esseri umani - quasi - e con specie completamente diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati.

Cos'è successo? Nel ventitreesimo secolo accade qualcosa, un fenomeno oscuro chiamato Estinzione. Dopo la guerra della Pace, la razza umana ha vissuto per un paio di secoli in pieno sviluppo tecnologico, una evoluzione rapidissima durante la quale, alcuni, spinti dai più svariati motivi, si imbollavano per andare ancora più avanti nel tempo. Grazie alla medicina e alle nuove tecnologie l'uomo era pressoché immortale e invulnerabile, poi, all'improvviso, puff! Tutto è sparito.
Secoli, millenni avanti, gli umani imbollati hanno cominciato a risvegliarsi, e a trovare tutto distrutto, abbandonato, mangiato dalla natura, dall'erosione, da non si sa bene cosa. Le teorie sono varie. Si va dall'ennesimo conflitto umano che ha portato alla sua estinzione, idea del tutto inverosimile perché dopo la Guerra della Pace, e la successiva evoluzione tecnologica, non si erano più avute disparità economiche, né di potere, che potessero spingere a certi tipi di conflitto; si pensa a un attacco alieno, magari una forma aliena capace di utilizzare le bolle in modo ancora più performante dei terrestri; si pensa anche a un passo successivo dell'evoluzione, ove lo spirito si separa dalla carne, e la razza umana diventa qualcosa di differente.
A ogni modo i sopravvissuti sono davvero pochi. Alcuni arrivano dal potente governo del Nuovo Messico, della fine del ventesimo secolo, armato fino ai denti ma con una tecnologia piuttosto vecchia. Altri vengono dai Pacificatori, tecnologia più avanzata ma non di molto rispetto al Nuovo Messico. Altri sono dei singoli che furono imbollati per motivazioni varie, o per errore, o per vendetta, o per condanna in seguito a reati gravi, e poi ci sono quelli provenienti dagli ultimi decenni della civiltà umana, il ventiduesimo secolo, con tecnologia molto più evoluta, partiti per esplorare il futuro, o di ritorno da missioni spaziali atte a esplorare l'ignoto. L'unica distinzione tra i superstiti è la tecnologia, tanto che in breve tempo ci sarà una sorta di 'separazione' tra i tecnalti e i tecnobassi.
E tra i tecnalti c'è un grande sogno, quello di ricostruire la razza umana, di non lasciarla estinguere, e il grande progetto prevede una nuova colonizzazione del pianeta, insediamenti umani con tecnologia a livello del ventunesimo secolo - la più sviluppata possibile da sostenere con le poche risorse a disposizione - e il progetto è capitanato dai tecnalti più evoluti, due donne, Marta e Yelen. La prima è una grande comunicatrice, una politica nata, la seconda è più schiva e tecnica. Le due hanno un progetto incredibilmente audace ma... Marta viene uccisa improvvisamente, e il progetto comincia a scricchiolare.
Incaricato delle indagini è l'unico poliziotto presente nel gruppo, imbollato per errore, e giunto lì per puro caso. Poliziotto che all'epoca investigò sui progetti di invasione del Nuovo Messico, alla sua epoca, e che fece vanificare quel folle sogno di supremazia messicana sul resto degli Stati Americani. Poliziotto che vide nascere l'organizzazione dei Pacificatori, e che fu imbollato da un criminale che stava perseguendo, nella speranza di non essere catturato.

Romanzo giallo. Thriller. Fantascienza. Questi tre ingredienti sono mixati in maniera sublime, ve l'assicuro. I personaggi sono complessi, sofisticati, e ognuno con le sue peculiarità, i suoi pregi, i suoi difetti. La più strana è Della Lù, ovviamente, tornata sulla Terra dopo 9000 anni di esplorazione siderale, oramai disumanizzata, e per di più sconvolta per... Non aver ritrovato nulla di ciò che ricordava. Ma anche Marta e Yelen, forse amanti, forse semplicemente amiche alla follia, con un sogno utopistico, quello di far rinascere l'umanità indirizzando un pugno di superstiti eterogenei verso il giusto cammino. E poi Tammy, la più piccola della famiglia Robinson - sì, mi pare sia questo il cognome della famiglia - forse innamorata del poliziotto, nonostante lei abbia più del doppio dei suoi anni, ma ne dimostri solo una ventina scarsa. E i giochi politici sono intensi, così come i complotti, e le paranoie. Tra gli ambientalisti che sognano che il progetto fallisca, così che sulla Terra possa rinascere la vita in forma differente (n.d.r. Ma in 50 milioni di anni dopo l'uomo non ci sono più state forme di vita intelligente), i religiosi che temono di aver perso il momento in cui Cristo è tornato sulla Terra per chiamare a sé le anime meritevoli, e coloro che invece vorrebbero partire avanti nel tempo per scoprire come finirà l'universo stesso... be', indagare su un crimine terra-terra è un'impresa davvero non facile.

E il romanzo è fa-vo-lo-so!



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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