giovedì 17 novembre 2016

Un Ragazzo - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Ecco, quando leggi un libro di cui conosci a memoria la trama del film, nasce un problema esistenziale: meglio il libro o il film? Di solito vale la prima, ma qualche volta ci si stupisce del fatto che la risposta corretta sia la seconda. Parlando di Un Ragazzo, ovvero di About a Boy, mi trovo in una situazione ancora più peculiare, perché sia il libro che il film sono ottimi, e per di più sono pure molto simili, tanto da pensare che la sceneggiatura del film sia pari pari il testo del libro, a parte il finale, dove nessuno viene umiliato davanti a un pubblico di teenager mentre canta Killing Me Softly with his song, ma... be', accade qualcos'altro.

E devo dire che il finale del film mi piace di più!

La trama è nota a tutti, vero? Will è benestante. Non lavora. I suoi guadagni derivano dai diritti d'autore su una canzone di natale che suo padre scrisse quando Will era ancora un bambino. Vive le sue giornate dividendole in mezz'ore a cui dedicare varie attività: fare shopping, ascoltare musica, fare sport, eccetera eccetera. Will è anche un donnaiolo, ma non riesce a sistemarsi perché sta bene da solo, e soprattutto perché dopo poche sere diventa una persona poco interessante per l'altro sesso, visto che non fa nulla dalla mattina alla sera. Ed è per questo che Will decide di cambiare strategia, di inventarsi un figlio, e di provarci con mamme single. E visto che gli va bene in un paio di occasioni, ecco che si trova invischiato con una mamma single davvero bellissima, amica di Fiona, depressa cronica con un figlio - Marcus - dal carattere molto peculiare. E a causa di questa avventura di solo sesso che finisce per salvare la vita a Fiona, e a entrare nella vita di questo teenager disagiato, che viene schivato anche da quelli che normalmente subiscono maltrattamenti dai bulli, perché lui è ancora peggio... E per un qualche motivo Marcus si affeziona a Will, e non lo molla più, tanto poi che Will comincia ad avere a cuore il destino di Marcus, e di conseguenza di sua madre Fiona.

La differenza principale tra film e libro, a parte il finale (n.d.r. No, tranquilli, Fiona e Will non si mettono assieme), nasce dal rapporto tra Ellie e Marcus. Ellie è la ragazza tosta della scuola, che per un motivo strano prende in simpatia Marcus. Qui il rapporto tra i due diventa sempre più importante e centrale nella storia, mentre nel film rimane una trama secondaria non fondamentale. Ed è per questo che preferisco il film al libro, perché all'improvviso Will diventa un personaggio secondario, mentre Marcus ed Ellie diventano una chiave centrale della vicenda. In pratica il libro è come se si spezzasse in due parti: nella prima tutto orbita attorno al rapporto tra Will e Marcus; nella seconda tutto ruota attorno a Ellie e Marcus. E visto che Will viene presentato come il personaggio principale, colui che narra la vicenda, raccontando pure come funziona la sua vita, appare strano che all'improvviso questo personaggio venga messo, non dico in disparte, ma quasi...
E' evidente che l'autore vuole sottolineare l'evoluzione caratteriale di Marcus, la sua crescita emotiva, e la sua crescita sociale, ma per fare ciò sacrifica la struttura del libro, e mette a disagio il lettore attento, che vede scomparire un personaggio chiave in favore di un altro... Che non avrà vita molto lunga, visto poi che sul finire della storia Marcus saprà stare in piedi sulle sue gambe, e si sarà fatto una teoria tutta sua su come stare al mondo.

Quindi? Il libro è comunque piacevolissimo da leggere, ha un linguaggio lineare, pulito, con riflessioni profonde e interessanti. Lo stile è sicuramente ottimo. E' il primo di Hornby che leggo per cui non posso dire se sia sempre così, o se sia dovuto al tema che l'autore ha deciso di trattare, ma è sicuramente una lettura leggera e distensiva, con spunti curiosi, e qualcosa su cui pensare.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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