venerdì 25 novembre 2016

Startrek Beyond - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Il reboot di questa saga non mi dispiace per nulla, l'ho già detto in passato e lo ripeto anche oggi, per quanto è evidente che si è persa molta della filosofia sci-fi che la serie classica di Startrek aveva. Sin dal primo film si era notata una deviazione verso ciò che oggi cerca il pubblico, ovvero la spettacolarità, le esplosioni, le emozioni forti. Non c'è più spazio per la riflessione, lo abbiamo visto qui, e lo abbiamo visto anche in altri sequel o reboot di altre saghe famose. 
Non sempre questa scelta paga, e per certi versi, Star Trek è una brutta gatta da pelare per i 'Signori di Hollywood'. 
Se il primo film ha sorpreso un po' tutti, ed è stato accettato in un modo o nell'altro, nel secondo c'è stato un fuoco intenso ad alzo zero su una pellicola piena di 'problemi', a partire dalla fantomatica valigetta che permette di teletrasportare chiunque su un pianeta qualunque (n.d.r. A questo punto a che serve costruire astronavi?), passando per la nave militare nascosta nell'asteroide, una copia spudorata dell'Enterprise ma più grossa e nera, che fa più paura, e con l'equipaggio vestito di nero, che strizza un po' l'occhio a Star Wars... Ma quella è un'altra storia no? Eccetera, eccetera, eccetera.

Con Startrek Beyond si tenta di raddrizzare il tiro, e per certi versi ci si riesce, anche se goffamente. Una mossa coraggiosa è stata quella di staccarsi dal vecchio Spock in modo estremamente delicato, questo mi è piaciuto molto. E se da un lato si sono staccati da ciò che ha fatto amare il primo film di questo reboot, dall'altro hanno tessuto un nuovo legame riprendendone la roboante colonna sonora (n.d.r. Sabotage, dei Beastie Boys), e per fortuna al brano di Rihanna non ci si fa caso proprio.
Poi c'è l'esplorazione spaziale, e questo è un bel ritorno ai temi classici, ci sono minacce imprevedibili, c'è suspense... non solo azione, azione, e azione. L'ironia, un punto forte del primo film, qui torna ad essere presente, e anche questo è un bene. Ottimo il sistema usato per dire addio a Pavel Cecov, morto nel mondo reale in modo un po' imbarazzante...  Rimane il cliché dell'Enterprise distrutta. La federazione dovrebbe farne una scorta visto che in ogni film la nave non torna mai a casa (n.d.r. Ok, nel secondo sulla Terra ci torna, ma in quali condizioni?), anzi, fossi in loro comincerei a produrre in serie le valigette del secondo film, e dimenticare le navi stellari.
La trama ci sta tutta. Dopo tre anni di missione dove ormai tutti a bordo non ce la fanno più a sopportare la routine quotidiana, l'Enterprise viene incaricata del salvataggio di una nave aliena precipitata su un pianeta sconosciuto in una zona inesplorata dello spazio. Si tratta però di una trappola e... Qui abbiamo un ottimo 'nemico' da sconfiggere, una sotto-trama interessante, e nuovi personaggi su cui varrebbe la pena approfondire. In più si rinsalda il legame tra i nostri eroi, forse ognuno stanco di sé e di chi gli sta attorno, tanto che in pratica tutti hanno chiesto di cambiare incarico senza confidare la cosa agl'altri - evviva l'amicizia!
Ok. L'Enterprise viene distrutta come da copione, l'equipaggio è catturato, solo Kirk, Spok, Bones, e Scotty sono liberi, per quanto feriti sia nell'orgoglio, sia nel corpo, e tenteranno di tutto per sistemare la faccenda. Un classico, quindi!

Tutto ok, a parte la moto... Che nel 23° secolo stona parecchio, specie perché viene trovata su una nave stellare, e mi domando perché, e mi domando dove abbiano trovato il carburante per fare il pieno, e mi domando come faccia a funzionare dopo secoli e secoli di immobilità, e mi domando... Ma non c'era proprio altro modo? Il regista è quello di Fast and Furious, ciò spiega tutto.

Da vedere? Si, dai... Qui si torna in carreggiata!



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

1 commenti:

  1. Dovrei riguardarmi gli altri due film, che ho praticamente dimenticato (e questo non è un buon segno).
    Beyond mi ha fatto lo stesso effetto: non mi ha lasciato praticamente nulla.
    Ma probabilmente, sono io che sto invecchiando.

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