mercoledì 5 ottobre 2016

Tecniche storytelling (parte 10): Non esagerare (Principio di Sospensione della incredulità) - #Corso #Scrittura

Glauco Silvestri
Tra scrittore e lettore c'è un accordo tacito non scritto fondamentale: il lettore si fiderà dello scrittore se quest'ultimo - pur scrivendo storie inventate - non esagererà troppo con i voli pindarici. Questo patto tra scrittore e lettore è noto come Principio di sospensione della incredulità, e già dal nome si evince l'elemento fondamentale di questo patto:
Il lettore si immedesimerà, durante la lettura, nella vicenda al punto da credere che essa sia vera pur sapendo che in realtà si tratta di una vicenda inventata.
Le origini di questo patto non scritto sono da attribuire a Samuel Taylor Coleridge, nel 1817. Non vi annoierò oltre sulla storia di questo importante patto perché la rete è sicuramente piena di riferimenti e documenti ben più esaustivi di quanto sarei/sono intenzionato a fare su queste pagine. Per cui andiamo al sodo e parliamo di scrittura pratica.

Ciò che il lettore promette di fare è ormai chiaro. Ma cosa deve fare lo scrittore?
Lo scrittore non deve esagerare!
Grazie a questo principio allo scrittore viene in effetti data carta bianca. E' grazie a ciò che la fantascienza ha potuto rompere assiomi fondamentali come il superamento della velocità della luce, l'esistenza di razze aliene dalle caratteristiche più diverse, eccetera eccetera. E anche il mondo del fantastico ha potuto superare confini invalicabili rendendo la magia una cosa di uso comune, o dando vita a creature presenti solo nell'immaginario collettivo. 

Però...

Questo tipo di patti non prevede l'annullamento totale di ogni principio logico e/o di coerenza. L'ambiente inventato deve avere una sua struttura, una sua fisica, e questa non deve mai essere violata, così come alcuni concetti universali - come le caratteristiche fisiche umane - devono rimanere coerenti con quanto già conosce il lettore. 
L'esempio pratico offerto dalla pagina di Wikipedia che vi ho linkato in precedenza riguarda la fantascienza. Il lettore può accettare che la Terra sia invasa da alieni dotati di chissà quali poteri, magari dovuti alla loro morfologia, o al fatto che si siano sviluppati su un pianeta con condizioni climatiche molto differenti dal nostro, ma non può accettare che l'uomo abbia per natura proprietà che non possiede nella realtà, come la capacità di volare, giusto per fare un esempio. 
Ogni fatto straordinario deve essere giustificato in maniera plausibile (n.d.r. Ad esempio le mutazioni che hanno generato gli X-Men). Se non lo si fa, si cade nel rischio di perdere l'attenzione del lettore, di venire scherniti, o peggio ancora, che tali esagerazioni diventino fonte di satira o parodia capace di rivoltarsi contro lo scrittore.

C'è quindi una sottile linea da non attraversare mai se non per giustificati motivi. Quindi sì: Il Sense of Wonder va solleticato il più possibile; ma no, il lettore non va messo in difficoltà quando deve accettare ciò che sta leggendo.

Bene! E se invece volessimo ignorare il patto? Tolkien fu l'unico a sfidarlo, ma lo fece con saggezza e ne descrisse il metodo in uno dei suoi saggi (n.d.r. Albero e Foglia), metodo che chiamò sub-creazione.
L'idea di Tolkien è semplice: Invece di costringersi a mantenere certi parametri inviolabili per evitare che il lettore perda fiducia in lui, lo scrittore può creare un intero mondo, con le sue leggi e la sua fisica, che si adatti perfettamente al tipo di racconto che intende scrivere. E così nasce la Terra di Mezzo, prendono vita gli alberi, e l'intero mondo fantastico dell'autore viene accettato per tale dal lettore, perché se gli alberi nel mondo reale non possono né muoversi né parlare, ebbene nella Terra di Mezzo ciò è normale, e quindi non c'è nulla di strano.
E' un escamotage che aggira la questione del 'non esagerare', svincola lo scrittore dalle leggi naturali a cui il lettore non vuole, o non riesce, a rinunciare, e ottiene ciò che desidera senza perdere la fiducia totale di chi legge.
In pratica Tolkien non ignora il patto, lo aggira, e crea un postulato accettabile, che a sua volta viene sottoscritto e accettato dal lettore. Postulato che ha permesso la nascita di molti altri nuovi racconti, come la recentissima saga di Game of Thrones che probabilmente molti di voi molto conoscono meglio di me.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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