mercoledì 19 ottobre 2016

Editing (parte 1): Il Testo - #Corso #Scrittura

Glauco Silvestri
Eccoci giunti al nodo cruciale del processo creativo. Bello scrivere a ruota libera, vero? Però poi ciò che avete scritto va anche corretto, e se non avete collaboratori/amici che vi aiutano, se non avete un editor professionista, se non avete ancora un editore, tocca a voi l'odiato fardello.

Per parlare di Editing con maggiore leggerezza ho deciso di dividere l'argomento in diverse parti, che verranno affrontate nelle prossime settimane. Oggi ci occupiamo della parte meno 'noiosa', ovvero quella che riguarda il controllo del testo dal punto di vista narrativo. Ci concentreremo quindi su tre punti fondamentali:

  • Il rasoio di Occam;
  • La coerenza del Testo;
  • La congruenza dei dettagli.

Il rasoio di Occam è una procedura che non viene usata solamente in ambito narrativo; tutt'altro, è uno dei principi base della ricerca scientifica moderna, per quanto esso sia stato pensato per la prima volta nel quattordicesimo secolo, proprio da Guglielmo di Occam.
Detta in soldoni: Va tolto il superfluo.
In pratica è l'operazione più dolorosa per lo scrittore. Dopo aver sudato sette camicie per realizzare il proprio romanzo, ora gli tocca tagliare tutto il tagliabile per rendere il testo davvero fluido, appetibile, moderno, e piacevole alla lettura. Ricordare quanto abbiamo detto in passato al riguardo dell'infodump? Non solo dovremo tagliare là dove si è esagerato in questo ambito, ma dovremo costringerci a tagliare anche elementi superflui alla trama che rischiano di appesantire la lettura senza dare nulla in cambio. Dovrebbero essere eliminate le scene inutili, quelle non connesse alla trama principale, e così pure alle sotto-trame che avete previsto. Scene che magari avete scritto per arricchire di dettagli la vicenda, o per dare più spessore ai personaggi. 
Bisogna creare un equilibrio stabile tra il dettaglio e la scorrevolezza. 
Oggi la narrativa non apprezza più le perifrasi, i voli pindarici, lo stile barocco, e il puro desiderio di sfoggiare la propria cultura usando un linguaggio ormai fuori dal tempo. Se Dante Alighieri decise di scrivere la sua Divina Commedia in 'volgare' c'è un perché, e nel 2016 quella motivazione e ancora più che valida. Lo scrittore deve seguire i tempi e utilizzare il linguaggio attuale... Il passato è passato, specie se vuoi scrivere, ma soprattutto - suppongo - vendere i libri che scrivi. Seguire l'esperienza dei grandi scrittori del passato non è mai un errore.

Dopo aver tagliato, tagliato, e tagliato ancora, è giunto il momento di dare una raddrizzata a quanto vi rimane tra le mani. Va controllato che il vostro testo sia coerente... E vi assicuro che, per quanto queste siano lezioni che vengono impartite sin dalle elementari, spesso gli adulti, troppo presi dal messaggio che desiderano trasmettere, dimenticano. Le colpe che scatenano un testo poco coerente sono fondamentalmente due:
  • La fretta;
  • L'autostima.

Lo scrittore spesso dimentica di dover scrivere per qualcun altro. Ha perfettamente chiaro ogni concetto che vuole trascrivere su carta, ma a volte ciò che scrive non corrisponde a quanto 'visualizza'. E' la fretta di comunicare, e l'eccessiva autostima che spinge a non mettere in dubbio il modo in cui comunica. E così un concetto semplice come una banale notizia quotidiana finisce per essere comunicata in modo 'sbagliato' (n.d.r. Vedi qui sotto).

Immagine presa in prestito da qui.
Quindi? Cosa bisogna fare? Molto semplice!
  • Verificare i rapporti logici elementari:
    • Causalità (causa-effetto);
    • Temporalità (prima-dopo):
  • Verificare la coerenza logica vera e propria:
    • Le contraddizioni;
  • Verificare la coerenza semantica e lessicale;
  • Verificare la coerenza stilistica.
Si tratta di un lavoro complesso che pretende diverse riletture del testo completo. Va fatto con calma e attenzione; ci vuole mente lucida; ci vuole pazienza, e soprattutto umiltà.

Fatto ciò, rimane da controllare le sviste, e soprattutto le incongruenze. E' forse la parte più divertente, ma allo stesso tempo è la parte più difficile perché non bisogna trascurare nulla. Bisogna verificare che i personaggi non cambino colore di capelli, o vestiti, da una frase all'altra. Bisogna controllare che le vetture svoltino a sinistra nel caso in cui le strade vadano in quella direzione. Bisogna controllare che l'aereo atterri solo dopo aver decollato. Sciocchezze, direte voi, errori che non potete commettere, eppure... Capita anche nei romanzi di scrittori famosi. Per lo più sono banali refusi, o piccole distrazioni, ma in alcuni casi l'errore è davvero 'brutto' da notare. Insomma... Meno ce n'è, meglio è. E di conseguenza questo tipo di controllo va fatto. E se all'inizio vi parrà noioso, a lungo andare vi divertirete nello scovare questi piccoli sbagli come foste investigatori amanuensi in una abazia in pieno medioevo.


Queste tre fasi richiedono molta attenzione, molto tempo, e una lucidità totale. Ci vuole il tempo necessario, e la fretta, come sempre, è cattiva consigliera. Meglio leggere una volta in più il testo piuttosto che tralasciare qualcosa per via di un editing troppo superficiale. 
Il mio consiglio è di non eseguire subito l'editing del vostro romanzo, di lasciarlo decantare per qualche settimana, così che la vostra mente sia libera e non condizionata da ciò che avete appena finito di scrivere. 
Capita, difatti, che invece di leggere fisicamente ciò che è presente sulla carta, il cervello ricordi ciò che aveva intenzione di scrivere, e in questi casi il rischio è che si perda qualche errore per strada. Il periodo di decantazione è anche utile per mettere in discussione quanto scritto, e magari trovare vie migliori per giungere al medesimo risultato.
La prima versione di un romanzo non è mai quella perfetta.
Come in molti altri ambiti creativi - pur essendo quello che sto per citare un metodo matematico - il risultato migliore lo si ottiene per approssimazioni successive.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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