venerdì 7 ottobre 2016

10 Cloverfield Lane - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ovviamente non ha niente a che fare con Cloverfield. 10 Cloverfield Lane prende il titolo dall'indirizzo dove è situato il bunker in cui è ambientato il film stesso, e che forse strizza l'occhio all'altra pellicola per attirare tutti coloro che l'hanno apprezzata.

Ok, ma è tutta un'altra storia? Sì. Una storia di reclusione, di paura e tensione, in cui tutta la vicenda si racchiude nei tre personaggi, uno differente dall'altro, che in pratica costituiscono tutto il cast. Per certi versi mi ha ricordato The Hole, per altri mi ha ricordato la scena in cui Tom Cruise e sua figlia si rifugiano nel seminterrato di un pazzo fanatico ne La guerra dei Mondi. C'è persino una scena che ricorda quella in Alien in cui si da la caccia all'alieno all'interno dei condotti d'aria. Sì, c'è poca originalità in questa vicenda, e probabilmente ognuno di voi avrà qualche altro riferimento a cui attingere per fare paragoni con quanto sto per raccontarvi.

Siamo ai giorni nostri. Una giovane donna viene coinvolta in un grave incidente stradale. Al suo risveglio si trova incatenata in una sorta di rifugio sotterraneo. Per quanto le catene spariranno in fretta, i sospetti verso i suoi due compagni di 'rifugio' fanno fatica a scemare. Uno è un giovane operaio edile, che ha aiutato il proprietario del rifugio a costruirlo, l'altro è il proprietario stesso, che afferma di aver salvato lei, e l'operaio, da morte certa. Secondo questi, infatti, il mondo esterno è ormai invivibile a causa di un attacco, che per sua esperienza, non può che essere alieno.
Le prove sembrano essere inconfutabili, dagli accessi - sigillati e luchettati - si intravedono cadaveri di animali che sembrano divorati da qualcosa di acido presente nell'aria. E quando una donna mezza divorata ma ancora viva chiede loro soccorso, quello che poteva essere un dubbio diviene certezza.
I tre, per un certo periodo, riescono ad ottenere il giusto equilibrio tra fiducia e convivenza, ma il proprietario del bunker ha troppi scheletri nel cassetto, e il suo comportamento è chiaramente quello di uno squilibrato. E' per questo che la ragazza progetta di scappare. Si prepara una sorta di tuta protettiva con materiali trovati nel bunker, e quando sembra il momento giusto per fuggire, l'intera situazione crolla in un dramma inimmaginabile.

Gli ufo si vedono, e paiono diversi da quelli di Cloverfield, per cui da questo punto di vista siamo a posto. L'originalità è bassa, ovviamente, e ciò che salva il film è la bravura degli attori che devono costantemente mettersi alla prova. 
Diciamocelo chiaramente: Tutto sta in piedi grazie a John Goodman.
Che in questo film, secondo me, non da neppure il meglio di sé. Però funziona, e gli altri due attori reggono abbastanza bene il gioco, per quanto stoni un pochino che passino tutto il tempo a complottare e/o a stuzzicare il terzo.

Carino. Si fa guardare. Ma nulla di eccezionale.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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