lunedì 8 agosto 2016

Tigerland - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Joel Shumacher è un regista che difficilmente tradisc, e Tigerland è uno di quei film apparso senza troppi clamori, che secondo me merita parecchio, sia per la sua crudezza, sia per l'immagine che offre dell'esercito americano in uno dei momenti più - imbarazzanti - della sua storia.

Siamo nel 1971. La guerra nel Vietnam è in pieno svolgimento e le cose non vanno tanto bene. Sono molti, troppi, i corpi dei giovani militari americani che tornano in patria in un sacco di plastica. La macchina da guerra statunitense produce più carne da macello che successi militari, e tutte le caserme sono allo stremo in cerca di nuovi soldati da mandare al fronte. Nel campo di addestramento di Fort Polk, in Louisiana, la Compagnia A si sta preparando a partire. Prima di ciò deve superare un periodo di addestramento intensivo di cinque settimane, che si conclude con una sorta di simulazione in un misterioso centro di addestramento chiamato Tigerland. Bozz è al centro della Compagnia A. In molti modi ha tentato di farsi cacciare dall'esercito, ma non vi è riuscito. In compenso è molto bravo a piantar grane, e a salvare il più deboli dal futuro conflitto. Ciò lo fa amare e odiare dai propri commilitoni. E' l'eroe del gruppo, che si mette a muso duro di fronte ai propri ufficiali per proteggere i più deboli, e allo stesso tempo vìola ogni tipo di regolamento, e spesso porta con sé alcuni che lo stimano al punto da considerarlo una sorta di capo morale. Poi c'è chi lo odia, chi lo disprezza, e chi - soprattutto - scarica su di lui tutte le proprie paure, attraverso la rabbia e la violenza. Tra questi Wilson, sempre stato in contrasto con Bozz, e umiliato da quest'ultimo, viene allontanato dalla Compagnia A per andare ad addestrarsi in un'altra compagnia. Ebbene Bozz e Wilson si rivedranno, e scontreranno, proprio a Tigerland, e la simulazione di guerra diventerà uno scontro vero e proprio

Paura, emozioni forti, ormoni a mille, rabbia, tutte le emozioni giovanili sono racchiuse in un unico film, in un contesto storico spaventoso, sotto la guida di uomini fatti che in realtà sono concentrati nel fabbricare soldati, e si sono dimenticati che chi sta sotto di loro è solo un manipolo di ragazzini con meno di vent'anni. E' una denuncia, il film, sul metodo, sulla guerra, sulla tragedia umana. E' allo stesso tempo la storia di due ragazzi, uno ligio al dovere perché in cerca di sicurezze, e uno in guerra contro l'establishment per i medesimi motivi. Due modi differenti di approcciarsi a una situazione che non offre molte vie di fuga, che esige una maturità interiore non possibile in ragazzi che sono appena usciti dalla pubertà.

Molto bello, ottima regia, bravissimo Colin Farrell, così come molto bravi sono tutti gli altri ragazzi presenti nel cast. Un moderno Platoon. Da tenere nella propria collezione privata.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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