lunedì 25 luglio 2016

The Pills: Sempre meglio che lavorare - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
C'era molto Hype, in me, all'uscita nelle sale di The Pills: Sempre meglio che lavorare. Poi per un motivo o per l'altro non sono riuscito ad andarlo a vedere - come è avvenuto per molti altri titoli, dal 2013 a oggi - e così ho dovuto attendere finché non fosse disponibile in home video, per placare la curiosità che mi divorava.

Ahimé: Delusione! Lo dico subito: Delusione!

Ho conosciuto The Pills in rete, quasi per caso, cercando su youtube un video su Neon Genesis Evangelion da mostrare a un amico. Il caso fortuito mi ha diretto verso un episodio della loro web-serie, e mi sono innamorato (n.d.r. L'episodio in questione è qui sotto).



Ho cominciato a guardare la serie, pian piano, episodio dopo episodio. Devo ammettere che alcuni erano davvero geniali (n.d.r. Tipo questo), altri lasciavano un po' il tempo che trovavano. Nella media, comunque, il livello era altino... Per cui, quando ho saputo che sarebbe uscito un film, be'... Potete immaginare quanto fossi in trepidante attesa.

Sfortuna vuole che il lungometraggio non funzioni. L'idea è molto basic. Visto che alla base della web serie ci sono dei ragazzi che non lavorano, e fanno di tutto per non lavorare, e vivono di stratagemmi tali da consumare al minimo ogni energia, nella pellicola per le sale si è voluto creare 'scandalo' facendo sì che uno di loro decidesse di andare a lavorare. Tutta la pellicola è incentrata sulla crescita, sul fatto che non si può essere per sempre adolescenti, e che giunge il momento di 'accollarsi' responsabilità e quant'altro, perché queste sono lì che attendono, e non gli si può sfuggire. Carini gli intermezzi col padre che, appena andato in pensione, si dedica a tutto ciò che aveva trascurato per via del lavoro e dell'avere una famiglia da mantenere. Se i ragazzi fanno fatica dal staccare sé stessi dalla vita da teenager (con tanto di occupazioni delle scuole), dall'altro ci sono gli adulti che, al tramonto della loro esistenza, tornano per certi versi dei ragazzini, e dedicano il loro tempo al divertimento, a scoprire cose nuove, a fare ciò che prima non si sarebbero mai sognati di fare.
E così la seduzione del mondo del lavoro parte dal basso, prima per scherzo, quasi fosse una sorta di perversione, poi con un crescendo tale da diventare una dipendenza. 
Di gag divertenti ce ne sono, anche parecchie. E c'è intelligenza nel film, al punto da giocare tra colore e bianco e nero, come se i ragazzi vivessero in una sorta di multiverso dove, nel mondo in bianco e nero son sempre ragazzini, e nel mondo a colori diventano adulti, e si caricano di responsabilità.

Intelligente, quindi, ma non funziona. Per lo meno il film perde la verve e la carica delle puntate della web serie. Sembra un condensato di quanto visto, sviluppato in una tematica controversa, ma che fatica ad acquisire una propria identità. E' quasi come se la web serie fosse stata fusa in un unico lungometraggio... Esperienze di questo tipo ne ho già vissute, parecchie, e mai nessuna mi ha soddisfatto fino in fondo, sfortunatamente.

A ogni modo è carino, e lontanamente, mi ha ricordato Clerks, ma quest'ultimo è molto, ma molto, ma molto meglio.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

1 commenti:

  1. Concordo in pieno.
    Può far ridere cinque minuti, sorridere dieci, ma due ore è quasi fastidioso.

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