venerdì 22 luglio 2016

Joy - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Joy è un film particolare. La storia della ragazza che ha inventato il mocio che si strizza da solo è, per certi versi, interessante, per altri... è interessante. Però non è un capolavoro, intendiamoci, va bene per una serata in cui non si sa che fare.

Joy nasce in una famiglia particolare, il padre gestisce un'officina per autobus, la madre guarda solo telenovela, la nonna non fa altro che elargire perle di saggezza gratuitamente. Lei ha molta inventiva, e le piace inventare strani oggetti. Il tempo passa. I genitori divorziano. Lei è costretta a rinunciare agli studi perché si innamora di un cantante e fa due figli, in più ha da badare alla madre, sempre incollata alla tv, e a un padre che esce con donne sempre più giovani, o sempre più interessate al suo portafogli. Col suo solo stipendio stenta a tirare avanti e vede il suo futuro davvero grigio. Quando finisce per toccare il fondo decide di rimettersi in riga, di brevettare una sua idea - il mocio che si strizza da solo - e di provare a produrlo. Sfortunatamente, per un primo finanziamento, si affida a suo padre. Il quale si fa abbindolare dalla donna con cui sta, e - ignorando i consigli del suo ex marito - riesce sì a produrre il mocio e a venderlo, ma finisce più indebitata di prima, perché sulla sua idea ci mangiano tutti, tranne lei, che finisce per essere truffata e in bancarotta.
Fortunatamente la ragazza ha la testa dura, e...

E sfortunatamente la parte in cui dimostra di avere carattere dura per gli ultimi dieci minuti di film. Per il resto... E' la storia di una casalinga frustrata che pur sapendo di non poter fare affidamento sulla sua famiglia, si affida ad essa per realizzare il proprio sogno, e rischia per rimetterci tutto, e più di quel poco che possiede.

Punto. Non c'è molto altro da dire, se non che durante il film si vede un barlume di nascita delle televisioni via cavo, delle televendite, e un pezzo di cultura americana che sfortunatamente è stata esportata in tutto il mondo, ovvero la mercificazione di ogni cosa, persino dei sentimenti, e che il danaro è tutto, e che chi ha un buon carattere viene sfruttato e strizzato come un limone, senza alcuna pietà.
Il cast è stellare, ma sappiamo bene che ultimamente De Niro si dedica a commediole di poco conto (è uno spreco immane per hollywood, ma tant'è!). Jennifer Lowrence fa il minimo indispensabile per interpretare la sua parte, in certi momenti convince, in altri no, e nel finale sembra addirittura una donna altezzosa quando invece per tutta la pellicola ha fatto la sottomessa in stile cenerentola. Bradley Cooper fa il suo dovere, ma il suo ruolo è davvero marginale.

Ero curioso, me lo son visto, ma non è che abbia lasciato il segno. 



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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