lunedì 27 giugno 2016

Fuga dal mondo dei Sogni - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Siamo nel 1992. Chi ha Incastrato Roger Rabbit ha appena avuto un successo mondiale per cui... Perché non riprovarci? Così è nato Fuga dal mondo dei Sogni (Cool World). La ricetta è succulenta, ve l'assicuro, perché si parte dalla regia di Zemeckis, si passa per le curve sinuose di una sensuale Kim Basinger giovanissima, e ci si spruzza sopra un pochino del fascino puro di un Brad Pitt ancora più giovane. La storia... Ah, sì, è vero, ci vuole anche una storia...

Nel 1945 Frank Harris torna trionfante dalla seconda guerra mondiale. Con sé porta una moto vinta a carte a un suo commilitone e non vede l'ora di provarla facendo un giro con sua madre, per festeggiare il suo ritorno. Sfortuna vuole che durante il loro giro, un'auto impazzita sbuchi e travolga Frank, sua madre, e la moto. Lui rimane indenne, lei muore. Ma mentre i primi soccorsi arrivano il suo corpo viene catturato da una strana forma di energia, e proiettato a Cool World (n.d.r. Mondo Furbo), un mondo disegnato a cartoni animati.
Diversi anni più tardi, nel 1992, il vignettista Jack Deebs, mentre sconta una condanna per l'assassinio dell'amante di sua moglie, ha visioni su Mondo Furbo, e della sexy Holly, abitante del mondo a cartoni animati e ossessionata dal desiderio di poter diventare di carne e ossa, provare sensazioni fisiche, e soprattutto sperimentare il sesso vero! Jack passa il tempo in prigione disegnando una serie a fumetti basata sulle sue visioni, e diventa famoso. Il giorno del suo rilascio, però, accade qualcosa di incredibile, Jack viene risucchiato su Mondo Furbo, e subito sedotto dalla bella Holly. A impedire che i due copulino è Frank, che ormai si è abituato a vivere in quello strano mondo, ed è diventato poliziotto. Quest'ultimo fa di tutto per evitare che Holly riesca nel proprio intento, ma inutilmente. E quando Jack e Holly finiscono a letto insieme... 

Storia divertente, con parti surreali, e altre tragicamente umane. E' una specie di Pinocchio in versione Gangster. Manca del fascino di Roger Rabbit, ma ciò non toglie che contenga elementi comunque interessanti. Il lieto fine è presente, ma è ciò che sta nel mezzo a incuriosire. Gli effetti speciali sono notevoli per gli anni in cui fu girato, e per quanto gli attori non brillino di spontaneità (n.d.r. Erano le prime esperienze col Green Screen), fanno il loro dovere con dignità.

E' carino... Ma non un colossal!



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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