giovedì 9 giugno 2016

Demolition Man - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
A me Demolition Man piace. Non sarà un film cult, ma la fantascienza che descrive è quantomeno coraggiosa. Per una volta non viene descritto un futuro iperbolico poco probabile, anzi, qui si mostra una realtà che potrebbe, paradossalmente, realizzarsi. E' sicuramente una rappresentazione distopica di ciò che potrebbe accadere ma... Se l'umanità fosse devastata da un enorme conflitto, gli anni successivi di buio e malattia, e la rinascita, potrebbero effettivamente condurre a un'era protetta dove è la tecnologia a governare, dove anche il minimo sgarro non è concesso - neppure verbale - dove la riproduzione è effettuata in laboratorio in modo tale da riprogrammare geneticamente i nascituri in modo tale da sopprimere i comportamenti violenti. E perché no... Gli odiati jingle pubblicitari potrebbero persino diventare hit musicali, nel futuro!

La Distopia viene però dimenticata quando l'azione diventa primaria. In questo mondo surreale vengono risvegliati due elementi del ventesimo secolo, entrambi costretti a una sorta di prigionia criogenica, che li ha portati avanti nel tempo dal 1996 al 2032. Uno di loro è il sergente John Spartan, uomo di legge scomodo, che spesso con le sue azioni fa più danni che vantaggi. L'altro è Phoenix, un malvivente senza scrupoli a cui Spartan ha dato la caccia per diversi anni. Quest'ultimo viene ripescato dal passato per eliminare l'ultima sacca di ribellione al regime totalitario che governa il futuro, mentre Spartan viene risvegliato dalle forze di polizia - ignare dei complotti che hanno portato al risveglio di Phoenix, per dare la caccia proprio a quest'ultimo. Se però Phoenix è risvegliato e programmato in ogni tipologia di tattica offensiva, il sergente Spartan è riprogrammato sulle regole della nuova società. Il rapporto alla pari viene quindi sbilanciato a favore del delinquente, che non ha freno nel commettere reati e a scatenare disordine.

Che si può dire di questo film? Stallone e Snipes fanno la loro parte. Sono bravi in questo. La ricostruzione distopica del futuro è ben costruita. Come al solito i tempi non sono azzeccati. Tra 15 anni, se anche la nostra attuale civiltà dovesse essere polverizzata, tutti ricorderebbero che gli spot pubblicitari sono odiati da chiunque. Avessero aggiunto almeno un paio di secoli, allora forse... Ma il film è divertente, è emozionante, è pieno di colpi di scena.

Vale la pena.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

2 commenti:

  1. Lo ricordo ancora con piacere. La società politically correct ipotizzata nel film era la cosa più divertente, e Stallone ci si muoveva alla stragrande.
    Mi hai fatto venire voglia di rivederlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti è un film divertente, e vale la pena rivederlo ogni tanto :-)

      Elimina

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