lunedì 16 maggio 2016

Il Viaggio di Arlo - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
La sfortuna de Il viaggio di Arlo, in Italia, è stata quella di uscire pressoché in contemporanea a Inside-Out, quando invece nel resto del mondo ci son stati ben sei mesi di differenza, se non di più (n.d.r. Il viaggio di Arlo è più recente di Inside-Out). Se quest'ultimo aveva avuto un battage pubblicitario abbastanza potente, in pratica da un Natale all'altro, l'altro film di animazione Pixar è invece stato presentato con molta flemma, e poca convinzione. Ma voi lo sapete... Io sono un bastian contrario, ed ecco che - per me - Il viaggio di Arlo è un vero film Pixar, bello, con buoni sentimenti, tante emozioni, una storia, e un messaggio. Inside-Out, invece, è il classico film Disney molto semplificato, strapparisate, ma privo di quell'appeal dei 'veri' prodotti di Pixar.
Il Box office ha ovviamente premiato il film Disney, ma io - nel mio piccolo - preferisco premiare il secondo.

Siamo nella preistoria. I dinosauri dominano il pianeta, e sono molto più intelligenti di quanto ci venga detto. Gli erbivori sanno coltivare la terra, e i tirannosauri sono degli allevatori di bestiame. Non mancano predatori puri come gli Pterodattili. Noi sappiamo bene che il dominio dei dinosauri fu interrotto da un grande cataclisma, forse prodotto da un asteroide precipitato al suolo, che modificò drasticamente il clima del pianeta. Ebbene... E se ciò non fosse accaduto? Arlo è il terzo cucciolo di una famiglia di agricoltori, è un brontosauro, ma è nato piccolino piccolino rispetto a suo fratello e a sua sorella. La sua debolezza fisica lo fa mettere sempre in cattiva luce, o meglio, lo fa sempre sentire inferiore rispetto agli altri, e il padre è preoccupato perché ciò potrebbe non aiutarlo a formare un carattere forte, capace di affrontare le difficoltà. E' per questo che lo stimola di continuo, e alla fine gli affida il compito di eliminare un piccolo parassita che divora tutte le provviste che serviranno per i mesi invernali. Il problema è che Arlo, quando vede il minuscolo esserino nella trappola, non riesce a ucciderlo. Per cui questo scappa, e nell'inseguirlo, assieme al padre, accade un incidente, e quest'ultimo muore.
Tornato a casa da solo, il piccolo Arlo si trova ancora di più in difficoltà, anche se gli altri membri della sua famiglia non lo ritengono colpevole di quanto è successo. Il fatto è che, il parassita torna, e questa volta Arlo è deciso a compiere il suo dovere. Lo insegue, e nell'inseguimento cade nel fiume, e viene portato via dalla sua fattoria, e dalla famiglia.
Sarà proprio il piccolo parassita ad aiutarlo, e tra i due nascerà una profonda amicizia. Entrambi soli, i due inizieranno un lungo viaggio per tornare alla fattoria, un viaggio che li renderà più forti, e ancora più legati.

Ovviamente... Il piccolo parassita è un precursore della nostra specie, anche se - più che comportarsi da scimmione - ha atteggiamenti da cane affettuoso.

Storia toccante, disegnata con la solita maestria, con messaggi forti, dove si vuole dire che anche quelli che paiono più deboli possono diventare forti e affrontare le avversità. Vuole trasmettere coraggio, e capacità di non abbattersi mai, di tentare, tentare, tentare, di raggiungere sempre la meta che si è prefissati. Dipinge con forza il legame della famiglia, anche nelle diversità, e soprattutto la descrive in modo semplice, immediato, e difficile da fraintendere. L'amicizia è sempre al centro dell'attenzione, ovvio, ma nel film si ritrovano valori che già avevamo identificano ne Alla ricerca di Nemo. In questo caso la situazione è ribaltata, ed è il piccolo a dover dimostrare coraggio quando invece non l'aveva mai avuto prima.

Si tratta quindi di un film profondo, intenso, delicato. Si ride, ovviamente, ma molto meno che in Inside-Out, la cui idea di base è interessante, ma che alla fine è stata estremizzata troppo, e semplificata troppo, per poter andare oltre al semplice intrattenimento. Ed è per questo che all'inizio di questo articolo ho voluto sottolineare che, pur essendo due prodotti Pixar, Il viaggio di Arlo è più Pixar che Disney, mentre Inside-Out è più Disney che Pixar. Nulla di male in tutto ciò, ma io ho sempre amato Pixar per il suo coraggio nel fare animazione importante, e per questo motivo nutrivo una profonda delusione per tutte le pellicole successive ad Up... Opere bellissime, ma non distanti dai film di animazione di Dreamworks, eterna rivale - in quanto a qualità - della Pixar. 



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

2 commenti:

  1. 100% d'accordo! Ed è stato un gran peccato che la promozione di Arlo sia stata così deboluccia (orrenda poi anche la scelta del titolo)...

    CervelloBacato

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