sabato 7 maggio 2016

Il Pianeta Proibito - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ecco un altro film vintage presente nella mia collezione, anche questo registrato dalla televisione in un periodo in cui stavo provando la Mediaset Premium, quando ancora costava un pugno di euro al mese. Film vintage in molti sensi, e precursore in molti altri. Realizzato nel 1956, Il Pianeta Proibito è stato poi fonte di ispirazione per molta fantascienza che seguì negl'anni successivi. L'esplorazione spaziale, vista e rivista in Star Trek, è qui ben presente. I membri dell'equipaggio che scendono su Altair 4 sono il Capitano, il Secondo ufficiale, e l'ufficiale medico, proprio nella nota saga sci-fi che in tantissimi amano. La presenza di un robot tutto fare, il mitico Robby, è precursore di robot ben più famosi, come i droidi di Star Wars. Ma anche le tematiche - affascinanti come non mai - verranno riprese più e più volte (n.d.r. Senza contare che questo film si ispira a La Tempesta, di Shakespeare), e aprono un filone dove la sci-fi, oltre al fascino dello sconosciuto, si macchia di terrore. Infine... Sempre questo film sdogana una volta per tutte la musica elettronica nelle colonne sonore del cinema (n.d.r. E considerate che il Moog è ancora da inventare).

Ma vediamo la trama del film. Siamo nel 2200. Un incrociatore spaziale viene incaricato di scoprire cosa sia accaduto a una missione esplorativa di cui non si hanno più tracce. La nave esplorativa era diretta su Altair 4, un pianeta lontanissimo dalla Terra, con l'intento di colonizzarlo. Giunti sul pianeta, l'equipaggio scopre che solo due persone sono sopravvissute alla missione esplorativa, e che stanno in buona salute, e vivono in un piccolo avamposto sulla superficie del pianeta, anche grazie all'aiuto di un robot tutto fare (n.d.r. Robby). Il professor Morbius e sua figlia, questi sono i nomi dei sopravvissuti, sembrano però celare un segreto. Sono schivi, e non vogliono che i militari si impiccino troppo della loro esistenza solitaria. Più e più volte viene chiesto loro di andarsene, e così i militari si insospettiscono. Sospetti che in breve diventano minaccia. La nave viene attaccata ripetutamente da misteriose entità invisibili. Nulla della tecnologia terrestre può fermarle... Ed è per questo che alla fine, il professor Morbius svela il perché di tanto mistero. Anche la sua missione fu sterminata da queste creature. Lui, la moglie, e la figlia furono risparmiate per misteriosi motivi. Tutto si era scatenato quando, durante l'esplorazione, avevano scoperto dei manufatti alieni, e attivato delle macchine in grado di realizzare fisicamente ogni desiderio di chi fosse al loro comando...

Misterioso, affascinante, pieno di suspance, con qualche briciolo umorismo (n.d.r. Le scenette del cuoco di bordo che si impiccia ricordano molto i vecchi film di Jerry Lewis), il film risente pesantemente degl'anni che porta sulle spalle, ma nonostante ciò si guarda volentieri. Gli artifatti, i trucchi cinematografici, le musiche, la recitazione, tutto ciò rispecchia un'epoca dove il cinema era più teatrale, e non ci si può far nulla, ma non si può dire che non sia stato curato ogni dettaglio, e che nonostante la tecnologia dell'epoca fosse poca cosa rispetto agli effetti speciali di oggi, rimane convincente.
L'unica cosa che proprio non sopporto è la colonna sonora del film. I suoni che pervadono il film sono troppo invadenti. Si nota che c'è il desiderio di far conoscere al grande pubblico qualcosa di veramente nuovo, ma sono davvero eccessivi.

Per il resto è un bel film, e non vi svelo il finale, dove il colpo di scena è assicurato.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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