domenica 8 maggio 2016

Hiroshi (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
Una luce abbacinante colpì le sue pupille intorpidite. Era disorientato. Non ricordava nulla: chi fosse, dove si trovasse, perché fosse completamente nudo, sdraiato, e mezzo sepolto nella sabbia. 
Aveva ripreso conoscenza dopo un lungo sonno. Le sue membra erano intorpidite e solamente con grande fatica riusciva a muovere le dita delle mani. Respirava lentamente, muovendo la testa per quanto gli fosse consentito dalla sostanza che teneva avvolto il suo intero corpo. 
Cominciava a prendere coscienza di sé. Allungò un braccio verso la superficie, lo osservò emergere da quello strato bianchiccio di terra finissima. Alzò il secondo braccio, sorrise; percepiva tra le dita una leggera brezza proveniente da nord-est. 
Fu un breve istante di gioia. Un dolore lancinante lo colpì alla base della nuca. Gridò disperato e si issò dal delicato abbraccio del terreno con una energia che neppure aveva creduto di possedere. 
Un dolore intenso, pulsante, lo aggredì e si impadronì dei suoi arti. L'intero sistema nervoso del suo corpo era andato in cortocircuito. Vedeva frammenti di immagini inesistenti, udiva grida provenienti da voci assenti, percepiva il dolore di milioni di persone, tutti in una volta. Il suo cuore cominciò a battere all'impazzata. Si sollevò da terra, ancora disorientato. Ruotò su sé stesso, a scatti, come a cercare l'origine di quel dolore che gli attanagliava la testa, il cervello, tutti i suoi sensi. Cercò di mantenere la calma ma si sentiva aggredito dall'interno e non sapeva cosa fare per difendersi. 
Gridò nuovamente. 
Cadde in ginocchio. 
Le sue dita si immersero in quella strana sabbia dal colore del latte. Chiuse gli occhi perché anche la luce proveniente dal Sole lo faceva soffrire. 

*

Cosa gli stava accadendo? Dove si trovava? Perché soffriva a quel modo? 

*

Le immagini continuavano a martellare la sua mente. Volti sofferenti. Morti, feriti, disperati, bambini urlanti. E ancora piante devastate dalle fiamme, insetti, animali stremati al suolo, rocce liquefatte, cascate d'acqua evaporate in un istante. Era come se tutti i dolori del mondo si fossero concentrati sulla sua mente e si stessero sfogando come mai avevano fatto dall'inizio dei loro giorni. 
Sollevò una mano osservando la sabbia che scivolava tra le sue dita screpolate. Aveva sete. Aveva fame. Aveva paura. Percepiva quella sofferenza, quella richiesta di aiuto, e senza rendersene conto fu cosciente di quale fosse la fonte di tutto quanto. 
Si alzò in piedi. Fece il suo primo passo. Guardò verso il cielo. Se si distraeva, se si muoveva, il dolore si alleviava abbastanza da permettergli di respirare. Fece qualche passo in direzione del mare. Come facesse a sapere dove cercare il mare era per lui inspiegabile, ma l’istinto diceva di seguire quella direzione e lui obbediva senza discutere. 
Camminava lento. Ancora non ricordava chi fosse. Non indossava abiti e men che meno possedeva documenti. Non poteva neppure specchiarsi in una pozza d’acqua per vedere il riflesso del proprio volto. 
Il Sole, la brezza, nient'altro lo circondava se non una distesa infinita di sabbia bianca leggerissima. 
Camminava lentamente ma proseguiva inesorabile. Aveva bisogno di risposte e credeva che camminando in quella direzione le avrebbe trovate. Il Sole era alto, quasi allo zenit. 

*

Per quanto aveva dormito? Perché si trovava in quel deserto? Chi ce lo aveva portato? Perché era completamente nudo? 



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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