lunedì 30 maggio 2016

Creed - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Volevo andare a vedere Creed al cinema, poi le cose sono andate diversamente e... Solo oggi ho l'occasione di parlarne perché, finalmente, l'ho visto. 

No, non mi è piaciuto!

O meglio, ci sono cose buone, cose meno buone, e cose che proprio non ho apprezzato. Il problema è che queste ultime pesano molto di più delle altre, sulla mia bilancia personale. 

Il film è un evidente tentativo di svecchiare il Franchise di Rocky, anche perché Stallone non può fare certo il pugile per sempre. Buona l'idea di mostrarlo anziano, stanco, e solo. Poleey è morto. Adriana è morta. Il figlio è chissà dove e non si fa più sentire. A lui è rimasto solo il ristorante, e anche la storia affettiva che sembrava accendersi in Balboa deve essersi sopita in gran silenzio. Diciamocelo, Rocky è stanco e sta aspettando la fine, tanto che non va più neppure alla palestra di Mickey. Qui Stallone è bravissimo. Al momento della scrittura di questo post non so ancora se riuscirà a ricevere un Oscar per questa interpretazione, ma lo meriterebbe.

Adonis Johnson è figlio di illegittimo di Apollo Creed, avete presente? E' cresciuto senza un padre perché Apollo è morto sul ring prima ancora di sapere di aspettare un figlio... Figuratevi! Adonis è cresciuto tra centri di assistenza e riformatorio, finché la moglie di Creed non decide di prenderlo sotto le sue cure. Lo alleva, lo cresce, gli dà un'istruzione e una vita agiata. E' una sorta di compensazione per quanto non ha mai potuto sperimentare, ovvero l'amore di un padre. Il fatto è che Adonis fa sempre a botte, non può farne a meno di fare a botte, ed è per questo che è attratto dalla boxe. Ovviamente fa tutto in gran segreto, perché sua 'madre'  non vuole vederlo combattere, e morire, su un ring. Ma questi non si arrende. Disputa qualche incontro a Tijuana, in Messico, e sogna di essere allenato da Rocky Balboa.
Questa parte è un po' tirata. Ma ormai si è già detto e fatto tutto in questa saga, e l'idea del figlio illegittimo di Creed fa girare gli ingranaggi senza cadere in un deja vù.

Creed prima prova a farsi allenare nella palestra dove si allenava il padre, Apollo. Qui lo snobbano e lo buttano fuori a calci (n.d.r. Nessuna spiegazione plausibile). Allora decide di andare a Philadelphia, da Rocky... E Rocky non lo vuole allenare, per lo meno non lo sbatte fuori dal ristorante a calci. Gli offre la cena, qualche consiglio, e lo invita ad andare alla palestra di Mickey. Qui viene accolto freddamente, anche perché Creed ha deciso di nascondere le sue discendenze e di usare il cognome della madre. Lo prendono... Prendono tutti... Basta che paghi. E lui paga. Però l'allenatore della palestra segue solo il suo pupillo, che è poi il figlio, per cui Creed è costretto a continuare da autodidatta.
E va be', passiamo pure questa!

Torna da Rocky e lo convince - ovvio - a dargli qualche esercizio da fare. E bum! All'improvviso ecco che Rocky torna da Mickey, snobba l'amico di una vita che ha rimesso in piedi la sua vecchia palestra, e si mette ad allenare Creed. Lo porta fuori persino dalla palestra di Mickey, ad allenarsi nei bassifondi, in un sobborgo della città. Questo crea - ancora ovvio - delle gelosie, per cui viene organizzato un incontro tra il pupillo del gestore della palestra di Mickey, e Creed. Chi vincerà mai?

La trama comincia a cadere nell'ovvietà, e ad annoiare. La storiella d'amore con la ragazza del piano di sotto, che sta diventando sorda e fa la musicista, è raccontata in modo tanto superficiale da apparire finta, bidimensionale, superflua. Ma il peggio arriva ora, quando il campione di pesi medi, dopo una bravata in una serata alcolica, si ritrova con una condanna a sette anni di prigione. E allora il suo manager, per far cassa il più possibile, gli consiglia di sfidare Creed (n.d.r. Le cui discendenze sono ormai svelate ai media) per il titolo. Non vi ricorda qualcosa?
Segue allenamento, intermezzo con Rocky che scopre di avere un tumore, che non vuole curarsi, e bla bla, e poi si cura, e il combattimento finale, scontato persino nel risultato.

Visto con occhi giovani, magari, il film sta anche in piedi... Ma con le stampelle. Facciamo finta di non aver mai visto i film precedenti, di arrivare a Creed seguendo la fama di un Rocky che però non abbiamo mai visto perché è un film vecchio e noi siamo giovani e non guardiamo le cose vecchie, allora ce la possiamo fare ad accettare la trama di questo film. Però...

La regia è scadente. Cioè! Ma per davvero? Un intero film dedicato alla boxe tutto fatto di primi piani? Ma la boxe, come insegnava il vecchio Mickey, è basata sul gioco di gambe. Ve lo ricordate che Rocky era bello inchiodato al terreno, e che Creed gli danzava attorno colpendolo a ripetizione, senza mai farsi toccare? Qui i due pugili son sempre inquadrati in primo, primissimo piano. Se ne stanno l'uno di fronte all'altro, a colpirsi a ripetizione che neppure Ken il Guerriero sarebbe capace di tanto. A che pro far correre il giovane Adonis Creed dietro a una gallina se non per sviluppare agilità nelle gambe? No, dimenticavo, quella scena è solo un omaggio alla vecchia saga, ma sa di vecchio e inutile, per cui via con i primi piani e le secchiate di sangue che volano ovunque in stile film splatter. 
Ma non finisce qui. Ogni momento sportivo sembra realizzato imitando i giochi sulla Playstation, con tanto di fermo immagine e di scritte in sovrimpressione con nome e caratteristiche 'tecniche' del personaggio. Molte inquadrature strizzano l'occhio ai videogiochi sportivi; il linguaggio da rapper è proprio fuori contesto... Eddai, ogni volta che Creed chiama zio Rocky Balboa mi vien da pensare a J-Ax (n.d.r. Con tutto il rispetto per J-Ax, che apprezzo molto come artista).
Forse sono vecchio, forse non capisco, forse... Ma per favore! Se il film fosse rivolto solo agli adolescenti, ai rapper, a un target Young Adult, allora potrei capire, me ne farei una ragione. Ma Creed lo vanno a vedere anche i cresciutelli, i matusa, o comediavolovengonochiamatioggiquellicomeme, quelli che hanno visto Rocky, che son cresciuti con Rocky, che hanno vissuto come Rocky, facendo a pugni con la vita giorno dopo giorno. 
Ma davvero volete fare un reboot proponendo come personaggio un giovane arrabbiato cresciuto nella ricchezza e che cerca di far brillare la sua stella seguendo le orme del padre, e di colui che ha battuto il padre? 
(n.d.r. Le virgole non ci vanno, la domanda va letta tutta d'un fiato!).
A mio modestissimo parere, la strada è sbagliata. Soprattutto quando si omaggia la saga originale in modo così blando, piatto, privo di idee. 
Ma davvero si vuole paragonare la corsa di Rocky con tanto di folla che lo acclama e gli corre dietro col crescendo musicale fino all'apoteosi quando arriva in cima alla scalinata con una corsa in strada seguito da ragazzini in quad e moto che fanno impennate con una sorta di primo piano orbitante attorno a Creed quando raggiunge casa di Rocky e lo chiama alla finestra?
(n.d.r. Le virgole non ci vanno, la domanda va letta tutta d'un fiato!).

Ma cos'è? Un film sul pugilato o una versione Macho di Romeo e Giulietta? E per concludere: Ma che razza di colonna sonora ha il film? Sarà moderna ma, davvero è paragonabile a questa? Eddai... E lo sputa fuoco all'ingresso del campione del mondo mi ha fatto proprio venire il latte alle ginocchia. Punto!

Davvero, l'unica cosa che si salva in questo film è la figura di Rocky Balboa, ancora una volta impersonata magistralmente da Stallone. Il resto...




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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