mercoledì 4 maggio 2016

Come Fotografare le Stelle (parte 3) - #Corso #Fotografia

Glauco Silvestri
Quando il nostro obiettivo è un singolo pianeta, o una singola stella, il primo problema che si incontra è quello della messa a fuoco. 
Non è possibile usare il sistema Autofocus perché il cielo è troppo buio. 
Dovete scattare in manuale, impostando l'Apertura su infinito, e poi regolando solamente la Sensibilità ISO, e il tempo di scatto.
Guardando dal mirino può risultare difficile la messa a fuoco, visto che l'area visiva è molto piccola e a volte i soggetti non sono molto luminosi. Il Mirino angolare che ho acquistato (n.d.r. Per stare più comodo e non far soffrire la mia cervicale) offre l'opportunità di ingrandire ingrandire l'area visiva, riducendone però l'ampiezza. Può essere d'aiuto dopo una messa a fuoco approssimativa fatta senza ingrandimento. Alcune fotocamere permettono di mettere a fuoco in live view ingrandendo l'area sul display. Può essere d'aiuto, ma bisogna capire se è sfruttabile anche in modalità manuale, altrimenti diventa inutile anche parlarne. Verificate sul manuale della vostra fotocamera.
Il micromosso è comunque sempre in agguato.
Il consiglio è quello di effettuare un paio di scatti a distanza di 3 secondi l'una dall'altra, e verificare che l'immagine risulti nitida in entrambe... Giusto per essere più tranquilli.

Questo sistema dovrebbe garantire una sufficiente precisione, se però cercare qualcosa di ancora più preciso, potreste pensare di acquistare, o realizzare artigianalmente, una maschera di Hartmann
In questo caso, puntando una stella, sull'obiettivo essa apparirà scomposta in 4 stelle differenti. Agendo sulla messa a fuoco i quattro oggetti tenderanno ad avvicinarsi fino a convergere in un unico punto. Quando ciò accade, togliere la maschera e scattare la foto.


Se, come me, avete un obiettivo riflettore a specchio, è possibile che il soggetto appaia circondato da dei cerchi concentrici. Nella messa a fuoco è necessario farli collimare, ovvero fare in modo che i cerchi siano il più possibile concentrici, altrimenti l'immagine appariranno sfuocate, deformate, prive di dettagli a seconda di come si presenta l'atmosfera (n.d.r. In precedenza ho accennato al seening e alla trasparenza).


Una volta messo a fuoco il nostro soggetto, potremo scattare le foto che desideriamo. Possiamo considerare l'opportunità di acquistare degli appositi filtri colorati, o di un Ir-Cut, da applicare all'obiettivo, così da esaltare i dettagli planetari. 
Per il cielo profondo esistono dei filtri appositi in grado di aumentare la visibilità dei corpi celesti di debole luminosità. 
La mia EOS 700D con il filtro
Astrosolar montato
Si dividono in due categorie: quelli a banda larga, e quelli a banda stretta. I primi, detti LPR, riducono l'inquinamento luminoso tagliando le luci artificiali, scuriscono il cielo, esaltano le nebulose, ma non funzionano bene con le galassie e le stelle. I secondi servono per esaltare le nebulose ad emissione e riducono drasticamente la luminosità del cielo. Esistono infine dei filtri in grado di correggere le aberrazioni cromatiche dovute agli obiettivi rifrattori, la curvatura di campo di alcuni tipi di ottiche, eccetera eccetera.

Ma se volete fotografare il Sole...

Vi ho già raccontato delle mie prime esperienze relative alla fotografia del nostro Sole. Mi sono costruito artigianalmente un filtro Astrosolar per riuscire a vedere le macchie solari. Il filtro è facile da realizzare,  e costa relativamente poco, però bisogna stare un po' attenti a maneggiare il foglio Astrosolar quando lo si applica al supporto in cartone sagomato per essere accolto sul vostro obiettivo. Il risultato è interessante, la foto qui sotto ve lo mostra:


Esiste anche un filtro, più costoso, chiamato H-Alfa, che permette di vedere, oltre alle macchie solari, anche le facole, le protuberanze, e le eruzioni solari. Tutta un'altra cosa, ma anche tutto un altro costo. 
L'importante è non guardare direttamente il sole, senza filtri, senza protezioni, e neppure tentare di scattare una foto senza applicare filtri alla vostra fotocamera.
Potreste danneggiare il sensore della vostra fotocamera, e ancora più grave, danneggiare la vostra retina.



Note Pratiche: Come nelle precedenti occasioni, anche in questo caso il mio consiglio è quello di documentarsi e sperimentare, guardare le foto di altri fotografi, fare molte foto, cercare di capire i propri errori. Anche in questo caso ho un album Flickr dedicato all'argomento, molto più scarno degli altri, per ora, ma che conto di arricchire in futuro. Lo trovate qui.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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