domenica 29 maggio 2016

Alla Deriva (incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
I tre membri dell'equipaggio sedevano uno a fianco all'altro di fronte alla plancia comandi della Constitution. Il pilota, Joy Patterson, al centro tra il capo missione e lo specialista, ripeteva per l'ennesima volta i controllo della strumentazione seguendo attentamente le istruzioni ricevute via radio dalla torre di controllo. 
La capsula era alloggiata nell'ogiva del razzo Ares, che attendeva sbuffando vapore da ogni valvola di sicurezza, sostenuto dalla torre di lancio, nella piattaforma 39B del Kennedy Space Center. 
Ogni gesto di Joy corrispondeva a una segnalazione sonora e visiva. Verde con l'okay a procedere, rossa per il 'no-go'. 
Ogni operazione da lui svolta veniva commentata verbalmente in modo tale che il registratore di bordo potesse tenere traccia di ogni gesto compiuto dai membri dell’equipaggio sin dai momenti precedenti al decollo. 
Il conto alla rovescia proseguiva inesorabile il suo avanzare verso il momento cruciale. Maria Serrano, capo missione del lancio CEV-01, controllava al proprio terminale tutti i punti principali da seguire durante la missione. Quello era il primo lancio di una navetta di tipo Orion e tutto doveva andare secondo programma. Era anche la prima missione in cui aveva il comando. Una grossa responsabilità che non voleva deludere, visto che il suo nome figurava anche nella lista dei capo missione per il primo volo diretto sulla Luna. Per questo motivo controllava i parametri di volo ancora una volta. 
Era tesa. Si trovava a bordo di un prototipo. Aveva una grossa responsabilità pendente sulla sua testa. Era una donna e, per di più, neppure americana al cento per cento. Tutto doveva essere perfetto. 
Ammirava la sicurezza del suo pilota. Anche lui non aveva mai eseguito un volo nello spazio se non al simulatore, quella era la sua prima missione reale. Eppure appariva sicuro di sé. Non era nervoso, né era eccitato. Tutto il contrario dello specialista di missione, Louis Bonnet, che si guardava attorno spaesato, come se fosse risvegliato da poco, dopo aver avuto un incubo inquietante. 
Maria osservava attentamente il suo equipaggio ma non fiatava. I monitor restituivano decine di informazioni al secondo: temperatura del combustibile, stato dei propulsori primari, sistemi di sicurezza, condizioni del carburante nei booster di lancio. Tutte informazioni che apparivano in contemporanea sui monitor del controllo volo, a centinaia e centinaia di chilometri dal J.F.K. Space Center, a Houston. 
Nel frattempo il conto a rovescia aveva raggiunto i fatidici ultimi dieci secondi. 
Joy smise di eseguire i controlli e si rivolse a Maria «Pronti al decollo». 
I propulsori esplosero all'unisono costringendo il razzo Ares I a mettere in tensione ogni giunto che lo costringeva a terra. 
I gas di scarico venivano convogliati lontano dal razzo attraverso speciali canali di cemento armato scavati sotto la torre di lancio 39B. 
Una vibrazione intensa e continua catturò i sedili dell'equipaggio. I ganci mollarono la presa all'unisono. 
Il contatore segnava solo due secondi al decollo. 
Il razzo sostava a fianco della torre sospeso tra terra e cielo grazie alla forza di spinta dei propulsori. «Two…». 
«One…». 
«Ignition…». 
La voce del controllo volo risuonò nei caschi di tutti e tre i membri dell'equipaggio. 
La potenza dei propulsori raggiunse il massimo di spinta e il razzo cominciò a sollevarsi, prima lento e pesante, poi sempre più veloce e snello. 
In pochi secondi avevano già raggiunto i cento metri di altezza. Un attimo più tardi ci fu la prima interruzione di spinta. I booster si sganciarono dal corpo principale del razzo. 




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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